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CreVal al test dei conti, tra luci e ombre gli analisti si aspettano primi effetti del piano

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Resa dei conti per il Credito Valtellinese. Il prossimo 6 novembre saranno infatti pubblicati i risultati del terzo trimestre 2019 dopo che il gruppo bancario lo scorso giugno ha intrapreso la realizzazione di un ambizioso piano industriale focalizzato su crescita e redditività sostenibili.
L’obiettivo del Creval – come più volte dichiarato dall’ Ad Luigi Lovaglio – è quello di rafforzare il proprio ruolo di banca commerciale, con un basso profilo di rischio e focalizzata sulla relazione con famiglie e piccole-medie imprese del territorio in cui opera. Grazie all’aumento di capitale da 700 milioni conclusosi con successo un anno e mezzo fa, il Creval è ora banca più sicura e solida nel panorama creditizio italiano. Pesa ancora il contesto economico e finanziario che attanaglia le banche italiane (e non solo), ma il Creval è sulla strada giusta. “Fra le priorità del business plan presentato lo scorso mese di giugno – ricorda Lovaglio – c’è il rilancio della piattaforma di banca commerciale e azioni finalizzate a una riduzione significativa dei crediti deteriorati (circa 800 milioni di Npl) e del peso del portafogli di titoli finanziari”. Ma ci vuole tempo.

Creval, analisti confermano Buy in attesa dei conti

Gli analisti di Equita si aspettano quindi un trimestre di transizione. La Sim milanese ha ridotto il prezzo obiettivo su Creval da 0,09 a 0,08 euro confermando la raccomandazione buy. Gli esperti si aspettano che il terzo sia stato “un trimestre di transizione, con segni di miglioramento su costi e accantonamenti per perdite su crediti, compensati da ricavi deboli”. Le stime di Eps 2019-2021 vengono abbassate dell’11%. “Confermiamo il buy in quanto pensiamo che il titolo possa beneficiare di uno strutturale miglioramento del profilo di rischio e della struttura costi, aspetto secondo noi non scontato – insieme all’eccellente posizione di capitale – nei prezzi attuali”, conclude Equita. Più nel dettaglio,  dovrebbero evidenziarsi i primi effetti del piano industriale in termini di costi e LLPs – prosegue Equita – mentre le iniziative sui ricavi dovrebbero manifestarsi dal 2020. Per il 3Q19 stimiamo un utile netto a 83 mln, (-13% YoY e -5% QoQ) per 1) pieno impatto della campagna di raccolta sui depositi implementata nel primo semestre; 2) ulteriore riduzione dei tassi di interesse e 3) minore contributo dal portafoglio di titoli di Stato dopo le vendite di luglio. Stimiamo inoltre un contributo da commissioni di 60 mln vs 62 mln del 2Q per effetto stagionalità”.

Il giudizio di Moody’s

Anche Moody’s è ottimista sulla realizzazione del piano industriale del Creval. La scorsa estate, gli analisti americani avevano aggiornato la “credit opinion” sulla banca valtellinese giudicandolo positivo. L’agenzia di rating giudica positivamente la strategia di funding del business plan che ha come obiettivo una minore dipendenza da Bce e funding interbancario. Con riferimento alla qualità del credito, Moody’s ne sottolinea il miglioramento in atto e giudica gli obiettivi del Piano in termini di riduzione dei crediti deteriorati raggiungibili grazie all’elevata copertura delle sofferenze. Piano che potrebbe facilitare una futura aggregazione.