Credem: trading spinge l’utile dei primi tre mesi
Credem ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato di 84 milioni di euro, +47,4% rispetto ai 57 milioni nel primo trimestre 2014 beneficiando principalmente dei proventi da trading. Incremento del 23,2% annuo per il margine di intermediazione a 353,1 milioni mentre il margine finanziario è sceso del 14,1% a 106,2 milioni "influenzato -si legge nella nota diffusa dalla società- dai tassi applicati alla clientela per supportare lo sviluppo commerciale e dal riposizionamento del portafoglio di proprietà da titoli governativi italiani, con ristretti margini di ulteriore apprezzamento di valore, a titoli governativi europei 'core' e sovranazionali di analoga scadenza".
Per quanto riguarda la probabile evoluzione della gestione la società "prevede la conferma di sostenuti ritmi di sviluppo commerciale con il conseguente progresso dei proventi finanziari e commissionali e la crescita della spesa, in discontinuità rispetto al sistema bancario". "Per il prosieguo dell'anno si prospetta inoltre una parziale modifica della struttura dei ricavi, che sarà meno focalizzata sull'apporto dell'area finanza e con una più contenuta incidenza del margine finanziario, a seguito del riposizionamento del portafoglio titoli, ma che potrà beneficiare, principalmente per effetto del marcato sviluppo dei volumi, del crescente apporto dell'intermediazione da clientela".
Per quanto riguarda la probabile evoluzione della gestione la società "prevede la conferma di sostenuti ritmi di sviluppo commerciale con il conseguente progresso dei proventi finanziari e commissionali e la crescita della spesa, in discontinuità rispetto al sistema bancario". "Per il prosieguo dell'anno si prospetta inoltre una parziale modifica della struttura dei ricavi, che sarà meno focalizzata sull'apporto dell'area finanza e con una più contenuta incidenza del margine finanziario, a seguito del riposizionamento del portafoglio titoli, ma che potrà beneficiare, principalmente per effetto del marcato sviluppo dei volumi, del crescente apporto dell'intermediazione da clientela".