Notizie Notizie Italia Cosa cambia per Telecom con il probabile no di Generali alla prelazione

Cosa cambia per Telecom con il probabile no di Generali alla prelazione

Generali si smarca dall’operazione Telecom e il mercato premia i titoli della compagnia triestina con un rialzo che nella seconda parte della mattinata ha sfiorato i due punti percentuali (+1,7% a 33,49 euro nel momento in cui si scrive).


Tuttavia il comunicato con cui Generali ha espressamente escluso l’interesse a rilevare quote di maggioranza di Olimpia ha potenzialmente effetti molto più rilevanti sulle sorti della società telefonica controllata dalla scatola finanziaria. Generali – si è letto in una nota emessa dalla compagnia di Trieste su richiesta Consob – “non sono interessate all’acquisizione di partecipazioni di quote di maggioranza di Olimpia, né sono coinvolte a oggi nella formazione di eventuali cordate dirette a tale scopo. Conseguentemente non sono in corso da parte della nostra società negoziazioni attinenti alla suddetta partecipazione”.


Esternazioni che secondo gli analisti fanno ritenere altamente inverosimile che il Leone di Trieste si possa avvalere dell’esercizio del diritto di prelazione sulle quote Olimpia messe in vendita. Sulla base degli accordi del patto di consultazione Telecom stipulato il 18 ottobre tra Olimpia, Mediobanca e Generali, “nell’ipotesi in cui Olimpia intenda cedere la partecipazione dalla stessa detenuta in Telecom a uno o più terzi acquirenti, in concerto tra loro, che abbiano presentato un’offerta d’acquisto, Olimpia dovrà consentire a Generali e Mediobanca di esercitare la prelazione su detta partecipazione”. Il comunicato del primo di aprile inoltre, quello con cui sono stati annunciati i colloqui in esclusiva tra Marco Tronchetti Provera e l’accoppiata americana At&T – America Mòvil, e che ha valore di impegno di fronte al mercato, ha ribadito che “è riconosciuto a Mediobanca e Generali il diritto di prelazione sulle azioni Olimpia, e che “l’esecuzione dell’operazione è subordinata al mancato esercizio di tale diritto”.


La probabile esclusione del diritto di prelazione e il mantenimento da parte di Generali della quota in Telecom ferma al 4,06%  rendono così maggiormente possibile lo scenario ipotizzato negli ultimi giorni dalla stampa, quello del subentro di soggetti bancari (su tutti Intesa-Sanpaolo) a Pirelli e Benetton rilevando il 33% che resterebbe ai due partner italiani dopo un’operazione congiunta At&T e America Mòvil sul 66% di Olimpia. Di questa opinione sono anche gli analisti di Rasbank che, nella loro nota giornaliera parlano di un percorso che “sembra improntato alla mediazione con AT&T ed America Movil per eliminare l’opzione put, da esercitare dopo un anno, sul residuo terzo di capitale Olimpia, non oggetto di immediata acquisizione, e sull’1.56% di Telecom direttamente posseduto da Pirelli&C e da Sintonia (1.36% Pirelli&C, 0.2% Sintonia), in modo da permettere al pool di banche e fondazioni italiane di rientrare nella partita come socio paritetico in Olimpia”.


Verrebbe così a mancare in parte l’appeal speculativo che ha interessato la galassia Tronchetti Provera nelle ultime settimane. Non è un caso che i titoli Telecom Italia si siano mantenuti per tutta la seduta con decisione in territorio negativo, e le azioni Pirelli si muovano senza direzione attorno alla linea della parità.