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Corsa a due per Wind, una sfida da 13 miliardi

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Sono arrivate venerdì scorso le due attesissime offerte per Wind, la società di telecomunicazioni integrate fisso-mobile controllata al 100% da Enel. La prima offerta è quella del fondo americano Blackstone, con l’appoggio di Permira, Goldman Sachs, Lehman Brothers e Mediobanca. La seconda viene dal Weather Investiments Fund, la cordata guidata dall’imprenditore egiziano Naguib Sawiris. Con lui ci sono il finanziare Usa Wilbur Ross e l’uomo di affari franco-vietnamita, Philippe Nguyen con la sua società Investors for Private Euity, supportati da Ubs, Abn Amro, Mikuho, Deutsche Bank e SanPaolo Imi, che partecipa al finanziamento con circa 2,5 miliardi di euro. Ora la partita si sposta sulle scrivanie di Morgan Stanley, scelto da Enel come advisor finanziario e dello studio Chiomenti per la consulenza legale. In base alle loro valutazioni il cda di Enel dovrebbe esprimersi in merito verso metà aprile. Secondo fonti finanziarie l’offerta di Blaskstone valuta il 100% di Wind circa 11,5 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi in contanti e il resto attraverso prestiti garantiti dalle banche che appoggiano l’iniziativa. L’obiettivo è quello di portare Wind in Borsa a inizio 2006, al termine della ristrutturazione aziendale. Più consistente dal punto di vista finanziario l’offerta di Weather Fund Investiments e con caratteristiche più industriali. Weather disporebbe di 10 miliardi di euro garantiti dal consorzio bancario alleato. E potrebbe sfruttare a proporio vantaggio anche il fatto che alcuni dei maggiori istituti che appoggiano la sua offerta sono gli stessi che hanno concesso il maggior ccrediti a Wind, con la facoltà di rinegoziarli in caso di cambio di proprietà.