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Compagnie minerarie, i conti positivi non spingono il settore in Europa

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Si muove in negativo oggi il settore minerario europeo, di pari passo con la lieve ripresa del dollaro, in attesa dell’approvazione del piano anti default che avverrà oggi al Senato a stelle e strisce. L’indice STOXX Europe 600 Basic Resources fa registrare un calo di circa l’1,8%, con oltre 5 punti percentuali persi nell’ultima settimana, benché il settore stia facendo registrare un rialzo annuale di oltre il 3%. Ad appesantire l’indice europeo, il cattivo andamento di colossi come Xstrata, Rio Tinto e Bhp Billiton, che risentono anche del calo nei dati sulle manifatture statunitensi diffusi ieri, nonché della rissosa situazione nelle miniere sudamericane, dove gli scioperi degli operai si sono protratti per giorni danneggiando la produzione.

Xstrata è tra i titoli peggiori del settore, con un -3,12% sul listino londinese, nonostante i dati semestrali positivi e il dividendo intermedio di 0,13 dollari per azione, il 160% in più dell’anno scorso. La compagnia mineraria ha chiuso il primo semestre con un utile netto in crescita del 27% a 2,92 miliardi di dollari contro i 2,29 miliardi di dollari di un anno fa. In su del 23% anche i ricavi, a 16,78 miliardi di dollari rispetto ai 13,61 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

In ribasso anche Rio Tinto (-2,32%), alle prese con la legge federale australiana, che ha invalidato il contratto firmato nel 2008 al di fuori di qualsiasi accordo sindacale dagli operai nella regione di Pilbara, dove la compagnia possiede un sito per l’estrazione del minerale di ferro. Il secondo colosso minerario al mondo presenterà un appello per l’annullamento della sentenza.

Anche BHP Billiton trascina in basso l’indice toccando circa il -2% sui listini europei. La compagnia mineraria sta forse per raggiungere un accordo con gli operai della miniera di rame di Escondida, i cui disordini nati per il rifiuto dell’azienda di riconoscere loro un bonus per l’aumento della produzione hanno danneggiato l’output della miniera, nonché dato ulteriore spinta al mercato del rame, già in rialzo grazie alla domanda cinese.

E’ positivo invece Arcelor Mittal, con un 3,86%, totalizzato sulla scia dei dati semestrali che evidenziano un fatturato di 47,3 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 37,5 del primo semestre dell’anno scorso. L’Ebitda si è attestato a 5,9 miliardi di dollari contro i 4,5 dello scorso anno, mentre i redditi operativi ammontano a 3,68 miliardi contro i 2,1 dello scorso anno.

Guadagna oltre il 4% anche Fresnillo, che oggi ha reso noto un profitto trimestrale più che raddoppiato, a 553,2 milioni di dollari, contro i 258,9 milioni dell’anno scorso. Sale del 75% il fatturato, a 1,06 miliardi, anche grazie all’aumento della produzione e dei prezzi di oro e argento.