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Caso GameStop, quali ripercussioni sul mercato? ‘Questione più americana che globale’

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Di seguito il commento di Paul O’Connor, responsabile del team multi-asset di Janus Henderson Investors, sul caso GameStop. Il titolo balza in premercato di quasi l’88% a $363,79.

Così O’ Connor:

“Il caos di questa settimana su GameStop e aree correlate ha spazzato via un po’ di euforia dai mercati azionari e ha certamente trasformato l’umore di alcuni operatori di mercato. L’aumento vertiginoso di questo titolo, che si dice sia stato spinto dalla speculazione degli investitori retail, si è ripercosso su un certo numero di altri titoli e settori. Il danno è stato avvertito soprattutto dai fondi hedge long-short azionari, che hanno visto alcuni short-squeeze simili su titoli con short interest elevato, portando a un frenetico de-risking delle posizioni e alla riduzione delle esposizioni azionarie lorde questa settimana”

“Mentre la schermaglia tra gli speculatori al dettaglio e gli hedge fund su GameStop è stata disorientante e a tratti sconcertante, riteniamo che si tratti più di una bagarre circoscritta a un titolo molto conteso, piuttosto che di qualcosa con un significato di mercato più ampio o duraturo. Naturalmente, mentre si svolgevano queste dispute, i mercati azionari hanno visto alcuni giorni di volatilità significativa, ma l’impatto complessivo sugli investitori long-only, sui fondi quant e sugli investitori macro è stato modesto. Le ricadute sui mercati del credito, sulle materie prime e sul FX sono state abbastanza irrilevanti finora”.

O’ Connor ha continuato, sottolineando che “le autorità di regolamentazione esamineranno senza dubbio i recenti sviluppi e potrebbero prendere alcune misure correttive, ma riteniamo che questa sia prevalentemente una questione statunitense, piuttosto che globale. Sebbene non abbiamo certamente anticipato il tipo di impennate speculative viste in alcuni titoli small-cap statunitensi questa settimana, abbiamo avuto l’impressione che il mercato toro in forte tendenza sembrasse sempre più destinato a passare presto a un regime di trading più turbolento e senza direzione. Questo è quello che ci aspetteremmo, quando il sentiment degli investitori è così esuberante come lo è oggi e quando il posizionamento degli investitori è così rialzista e consensuale come lo è attualmente. Anche se le turbolenze di questa settimana hanno certamente eliminato parte dell’eccessivo ottimismo e dell’affollamento delle posizioni dai mercati azionari, questo processo potrebbe essere ancora in corso”.

“Vorremmo tuttavia sottolineare – conclude l’esperto – che le nostre preoccupazioni sul sentiment e sul posizionamento sono tattiche e rimaniamo positivi sulle prospettive fondamentali dell’economia globale e delle azioni globali nel 2021. Anche se le schermaglie di questa settimana hanno generato molto rumore, l’andamento del mercato azionario sarà determinato in ultima analisi dal risultato della sfida tra i vaccini per il Covid-19 e le mutazioni del virus. Su questo rimaniamo ottimisti”.