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Caos Brexit deprime la sterlina, euro sotto pressione prima dell’ultimo atto della Bce di Draghi

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La confusione sulla Brexit innervosisce i mercati finanziari, incluso il forex. Trader cauti verso le valute considerate più rischiose, in attesa delle riunioni di diverse banche centrali previste per la giornata di domani: quella della Bce, che vedrà protagonista l’ultimo atto di Mario Draghi; e quelle delle banche centrali di Svezia e Norvegia. Gli investitori preferiscono puntare sullo yen, che sale al record in una settimana, e sul franco svizzero, considerate entrambe valute rifugio.

Lo yen avanza così sul dollaro fino a JPY 108,25, al livello più alto dallo scorso 15 ottobre; il franco svizzero avanza sull’euro a CHF 1,1006. Il Dollar Index è poco mosso a 97,547. Alla vigilia dell’ultima riunione del Consiglio direttivo presieduta da Mario Draghi, l’euro cede anche sul dollaro, perdendo lo 0,12% a $1,111. Giù anche la sterlina, che sul dollaro arretra dello 0,11%, a $1,2858.

Ieri il Parlamento britannico ha bocciato una mozione presentata dal premier Boris Johnson, volta a velocizzare i tempi per la ratifica, da parte di Westminster, dell’accordo di divorzio del Regno Unito dall’Ue, il cosiddetto Withdrawal Agreement.

Johnson è stato così costretto dagli eventi ad annunciare “una pausa” nell’iter di approvazione della legge sulla Brexit e ha detto, a questo punto, di aspettare le prossime mosse di Bruxelles: “In ogni caso usciremo dall’Ue e usciremo con questo accordo”.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk raccomanderà ai leader dei 27 paesi dell’Ue di accordare al Regno Unito una ulteriore estensione dell’Articolo 50, rinviando la data della Brexit al prossimo 31 gennaio del 2020.

Sarebbe questa, secondo alcune fonti, l’unica proposta concreta sul da farsi al tavolo di Bruxelles. Si parla di una “flextension”, ovvero di un’estensione flessibile, che permetterebbe al Regno Unito di Boris Johnson di uscire prima dal blocco Ue, nel caso in cui la ratifica del Withdrawal Agreement avvenga prima della nuova data di scadenza.