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Bper: risultati migliori delle attese, nuovo piano traccerà strategia per nuova fase di crescita

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Bper riporta risultati migliori delle attese e anticipa che il nuovo piano industriale traccerà la strategia per una nuova fase di crescita, dopo il salto dimensionale raggiunto con l’acquisizione delle filiali dall’ex Ubi e da Intesa Sanpaolo. Lo afferma l’amministratore delegato dell’istituto, Piero Luigi Montani, secondo cui il prossimo passo ora è focalizzarsi sullo sviluppo dell’attività commerciale, per rispondere alle crescenti esigenze della clientela, e sulle azioni di efficientamento dei processi operativi e di razionalizzazione della struttura dei costi. “Obiettivi – afferma il manager – che saranno alla base del nostro piano industriale 2022-2024, che traccerà la strategia per una nuova fase di crescita del gruppo”.

Guardando ai risultati, Bper ha chiuso i primi sei mesi del 2021 con un utile netto pari a 502 milioni di euro, mentre il risultato della gestione operativa si è attestato a 487 milioni. Al netto delle componenti non ricorrenti il dato è stato pari a 576,5 milioni. Nel periodo in esame il margine di interesse è stato di 728,3 milioni, beneficiando del crescente contributo dell’attività commerciale di intermediazione con la clientela che nel semestre è di 632,2 milioni. Le commissioni nette hanno raggiunto quota 734 milioni, supportate da un lato dal buon andamento del comparto della raccolta indiretta e bancassurance, il cui contributo è ammontato a 326,6 milioni, e dall’altro dalla ripresa in atto dell’attività bancaria tradizionale il cui apporto si è attestato a 407,4 milioni.

“Bper – commentano oggi gli analisti di Equita – ha riportato un risultato superiore alle attese per maggiori fees, utili da trading e soprattutto minori costi operativi”.

Nella nota Bper ricorda che i risultati non sono confrontabili con i periodi precedenti a causa della variazione dimensionale del gruppo che, a partire dal primo semestre include le attività e passività nonché il contributo economico apportato dal ramo acquisito, dal 22 febbraio per le 587 filiali ex Ubi Banca e dal 21 giugno per le 33 filiali di Intesa Sanpaolo.

“Il primo semestre ha visto la conclusione dell’importante progetto strategico che ha consentito al Gruppo BPER Banca di compiere un significativo salto dimensionale grazie all’ingresso delle 620 filiali del ramo acquistato da Intesa Sanpaolo, il cui processo di integrazione si è completato con successo”, sottolinea Montani, che prosegue: “Grazie anche al contributo del ramo acquisito, i risultati si sono chiusi molto positivamente esprimendo una redditività ordinaria in crescita, trascinata soprattutto dall’aumento dei ricavi commissionali, supportati dal recupero dell’attività bancaria transazionale con la clientela e dai collocamenti di prodotti del comparto del risparmio gestito e bancassurance. La buona performance operativa si combina, inoltre, con una qualità del credito in ulteriore miglioramento grazie al calo del NPE ratio lordo al 5,7% e netto al 2,8%”.

La sim milanese rileva una maggiore apertura all’M&A, sebbene al momento il focus rimanga sulla completa integrazione degli sportelli ex Ubi. Il rating sul titolo Bper viene confermato al gradino Hold (tenere in portafoglio) mentre il target price viene alzato del 6% a 2,2 euro. “Nonostante l’upside elevato sul nostro target price confermiamo Hold in attesa di aver maggiore evidenza sull’evoluzione del processo di integrazione e sulla strategia adottata dal nuovo management, anche sul fronte M&A”, concludono da Equita.