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Borse europee positive, a Milano rally di Mps

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I mercati europei iniziano con il segno più una nuova settimana all’insegna delle riunioni delle banche centrali. All’indomani del meeting della Bce e in attesa del responso della Fed, Erkki Liikanen, membro della Banca centrale europea e governatore della banca centrale finlandese, ha rimarcato che l’Eurotower continuerà ad agire “per spingere l’inflazione in direzione del target del 2%” e che “le possibili misure della Bce non sono terminate”. A gennaio la produzione industriale di Eurolandia ha fatto segnare un +2,1% m/m rispetto al -0,5% del mese precedente (consenso +1,5%).

Il Dax segna un incremento dell’1,39% mentre l’Ibex sale dell’1,09%. Guadagni più contenuti per il Cac40 (+0,5%) e il Ftse100 (+0,45%). Sul listino della City spicca il buon andamento del comparto minerario (+4,2% per Glencore, +4,33% di Anglo American e +7,65% di Lonmin) mentre a Francoforte BMW avanza dell’1,85% in scia della promozione a “hold” annunciata da Kepler Cheuvreux.

Sul milanese Ftse Mib (+0,05% a 18.997 punti) riflettori puntati su Telecom Italia (+0,38%) dopo che Vivendi ha fatto sapere di aver aumentato la sua partecipazione nel gruppo tlc italiano al 24,9% (ad un passo da quel 25% dove scatterebbe l’Opa obbligatoria). “Nello scenario di medio periodo la strategia di Vivendi può essere quella del trasferimento ad un operatore tlc nell’ambito del più ampio consolidamento europeo”, spiegano gli analisti di Equita secondo cui l’ultima mossa dei francesi “non esaurisce l’appeal speculativo per Telecom Italia che avrebbe comunque buone chance di essere distribuito anche sulle azioni di risparmio”. Da ricordare però che il presidente Giuseppe Recchi ha bollato come “invenzione mediatica” l’ipotesi di una fusione tra Telecom Italia e Orange.

-0,67% invece per Eni che ha annunciato di aver avviato la produzione nel giacimento norvegese di Goliat e, tra i bancari, denaro su Mps (+7,72%) in scia ai rumors riportati questa mattina da Affari & Finanza de La Repubblica. Secondo il settimanale, da qualche settimana il premier Matteo Renzi avrebbe riacceso un faro sul dossier Mps con segnalazioni a Claudio Costamagna e Carlo Messina, rispettivamente i due numeri uno di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Intesa SanPaolo. Il puzzle, secondo gli auspici governativi, si comporrebbe con le Fondazioni qualora queste diversificassero i loro portafogli vendendo partecipazioni in altre banche e comprando in cordata la banca senese. Rally anche per Acea (+4,25%) che ha presentato i conti 2015 e il piano industriale al 2020.