Borse europee piatte, segno più per Deutsche Bank
Nuova giornata all'insegna della lateralità per le borse europee in vista delle prossime festività natalizie. A metà seduta FTSE100 e Cac40 segnano un -0,06% e il Dax registra un -0,08%. A Francoforte Deutsche Bank guadagna l'1,61% in scia all'accordo raggiunto con le autorità americane per chiudere l'inchiesta sui mutui subprime.
In cambio del pagamento di una multa da 7,2 miliardi di dollari (pari a 6,9 miliardi di euro), l'accordo prevede la chiusura del contenzioso sulla vendita dei mutui subprime tra il 2005 e il 2007. Il rischio era che la multa fosse ben superiore intorno ai 13 miliardi.
Segno meno invece per il Credit Suisse che, per la vicenda relativa gli MBS (Mortgage-Backed Securities), dovrà sborsare 5,3 miliardi di dollari. Di questi, 2,48 miliardi rappresentano un multa da parte del Dipartimento di Giustizie a 2,8 miliardi andranno ai sottoscrittori dei titoli. L'istituto ha annunciato che la multa peserà per 2 miliardi di dollari sui conti del trimestre in corso.
Dopo la revisione al rialzo del Pil della Gran Bretagna nel terzo trimestre, il cui incremento è passato dallo 0,5 allo 0,6 per cento, nella seconda parte l'appuntamento è con l'indice canadese che misura la crescita economica e con i dati statunitensi su vendite di case nuove e fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan.
In cambio del pagamento di una multa da 7,2 miliardi di dollari (pari a 6,9 miliardi di euro), l'accordo prevede la chiusura del contenzioso sulla vendita dei mutui subprime tra il 2005 e il 2007. Il rischio era che la multa fosse ben superiore intorno ai 13 miliardi.
Segno meno invece per il Credit Suisse che, per la vicenda relativa gli MBS (Mortgage-Backed Securities), dovrà sborsare 5,3 miliardi di dollari. Di questi, 2,48 miliardi rappresentano un multa da parte del Dipartimento di Giustizie a 2,8 miliardi andranno ai sottoscrittori dei titoli. L'istituto ha annunciato che la multa peserà per 2 miliardi di dollari sui conti del trimestre in corso.
Dopo la revisione al rialzo del Pil della Gran Bretagna nel terzo trimestre, il cui incremento è passato dallo 0,5 allo 0,6 per cento, nella seconda parte l'appuntamento è con l'indice canadese che misura la crescita economica e con i dati statunitensi su vendite di case nuove e fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan.