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Borse asiatiche positive nonostante calo Wall Street. Focus su petrolio e su sterlina dopo BoE

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Borse asiatiche prevalentemente positive, nonostante la chiusura al ribasso di Wall Street. Ieri il Nasdaq Composite ha chiuso in calo dell’1,3% a 10.910,28 punti; il Dow Jones Industrial Average ha interrotto la fase rialzista durata quattro sessioni, scendendo di 130,40 punti (-0,5%), a 27.901,98. Lo S&P 500 è calato dello 0,8%, o 28,48 punti, a 3.357,01.

L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione salendo dello 0,18% a 23.360,30; la borsa di Shanghai mette a segno un rialzo dell’1,5% circa, Hong Kong avanza dello 0,46%, Sidney piatta con -0,09%, Seoul +0,20%.

Contrastato il trend dei titoli tecnologici in Asia, dopo il calo del settore alla borsa Usa.

Alla borsa di Tokyo, sotto pressione Softbank Group, a fronte del rialzo di Sharp. A Seoul, Samsung Electronics ha perso lo 0,5% circa. Bene invece sulla borsa di Hong Kong Tencent (+1,6%) e soprattutto Xiaomi (oltre +2%).

Guardando agli altri mercati, prezzi del petrolio ancora in rialzo, all’indomani della riunione online dell’Opec+, l’alleanza tra l’Opec e i paesi non Opec.

I guadagni tuttavia si smorzano dopo che l’uragano Sally è stato downgradato a depressione, permettendo così agli impianti del Golfo del Messico di rilanciare le attività, interrotte per ben cinque giorni.

Dal comunicato diramato dall’Opec emerge l’appello affinché i paesi esportatori di petrolio si “conformino del tutto” ai tagli all’offerta decisi lo scorso luglio, pari a una riduzione di 7,7 milioni di barili al giorno nel periodo compreso tra agosto e dicembre. Obiettivo: sostenere i prezzi del petrolio riducendo l’output. Nessun ulteriore taglio all’offerta è stato annunciato dall’Opec+. Dopo il rally +2,5% circa della sessione della vigilia, i prezzi del WTI scambiati a New York salgono dello 0,56% a $41,20 al barile, mentre quelli del Brent avanzano dello 0,58% a $43,55 al barile, dopo essere balzati fino a +3%.

Sul mercato del forex, euro-dollaro piatto (+0,03%) a $1,1852, con l’euro che recupera terreno dopo gli acquisti sul biglietto verde post Fed, che avevano portato la moneta unica a scendere ieri fin sotto la soglia di $1,18. L’euro sale sullo yen dello 0,12% a JPY 124,25, mentre è piatto anche sulla sterlina (EUR-GBP +0,07% a GBP 0,9139) e sul franco svizzero (EUR-CHF +0,07% a CHF 1,0769).

La sterlina è inchiodata sul dollaro a $1,2973, dopo aver perso terreno nella sessione della vigilia – anche sull’euro – a seguito dell’annuncio della Bank of England che ha mantenuto i tassi invariati allo 0,10% e che non ha escluso l’ipotesi dei tassi negativi.