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Borsa Usa, per Morgan Stanley più probabile scenario ‘Ice’ che ‘Fire’. JP Morgan getta acqua sul fuoco

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Le vendite che si sono abbattute su Wall Street dall’inizio di settembre sono per caso solo l’antipasto di ciò che accadrà alla borsa Usa da qui alla fine dell’anno?

Morgan Stanley presenta i due scenari 'Ice' e 'Fire' per Wall StreetIn un momento in cui gli operatori di mercato si interrogano non solo sulla sostenibilità dei rialzi del mercato, ma anche su quella della ripresa del Pil Usa e del Pil mondiale post Covid-19, Morgan Stanley lancia l’allarme bearish:

l’azionario made in Usa potrebbe soffrire un crollo del 20%, sia per il ritiro degli stimoli fiscali che hanno tenuto a galla l’economia, che per il rallentamento della crescita.

La nota, riportata dalla Cnbc, è firmata da Mike Wilson, strategist della divisione del mercato azionario del colosso bancario americano.

“Considerati gli stimoli fiscali straordinari lanciati durante la recessione, siamo preoccupati che l’inevitabile decelerazione della crescita finisca per essere molto peggio di quanto atteso al momento”. Questo, ha continuato Wilson, “è uno scenario ‘Ice’, che porterebbe a una correzione di transizione di metà ciclo, per lo S&P 500, più forte rispetto al solito, pari al 20%”.

Wall Street, Morgan Stanley presenta scenari Ice e Fire

L’outlook “Ice”, spiega Wilson, si verificherebbe nel caso in cui si presentassero una revisione al ribasso degli utili e un rallentamento dei dai macro.

Gli analisti guidati dallo strategist hanno illustrato anche un altro scenario, “Fire”: un outlook più positivo o meglio dire meno negativo, che si concretizzerebbe nel caso in cui la Fed iniziasse a rimuovere le misure accomodanti lanciate, adottando così il tapering, a fronte di un surriscaldamento dell’economia (e dunque dell’inflazione Usa). A tal proposito, si riunisce oggi il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed di Jerome Powell, che annuncerà le proprie decisioni di politiche monetaria domani, mercoledì 22 settembre.

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Gli scenari di Morgan Stanley per Wall Street, dunque, sono due: uno scenario “Ice” (ghiaccio) e uno”Fire” (Fuoco).

Lo scenario Ice, considerato più probabile, sarebbe “distruttivo”, visto che darebbe il via a una correzione del 20% dell’indice S&P 500, mentre quello “Fire” provocherebbe una correzione del 10% che Wilson ha definito “modesta e salutare”.

“Sarà Fire o Ice? Non lo sappiamo, ma lo scenario Ice sarebbe peggiore per i mercati, e noi crediamo che sarà quella la direzione – hanno scritto gli analisti – Crediamo che la transizione di metà ciclo finirà con una correzione che alla fine colpirà lo S&P 500”.

Wall Street: JP Morgan ci crede ancora

Non è invece così pessimista JP Morgan, tutt’altro: in particolare Marko Kolanovic, responsabile strategist dei mercati globali ha minimizzato anche il tracollo di ieri di Wall Street, che ha visto il Dow Jones crollare di più di 600 punti e lo S&P riportare la sessione peggiore dal mese di maggio, sulla scia dell’ansia per la imminente riunione del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – e anche per il panico legato al caso del colosso immobiliare cinese Evergrande, sull’orlo del default.

Stando a quanto riportato dalla Cnbc, Kolanovic ha scritto in una nota di ritenere che il forte sell off abbia trasformato le azioni Usa in una opportunità di acquisto.

“Riteniamo che il sell off di mercato sia stato scatenato in primo luogo dai flussi tecnici di vendite da parte degli advisor di trading sulle commodity e dagli hedger sulle opzioni, in un contesto di scarsa liquidità, e dalla reazione eccessiva dei trader discrezionali nei confronti dei rischi percepiti”, ha commentato Kolanovic.

Il disastro di ieri sarebbe stato insomma provocato soprattutto da fattori di natura tecnica.