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Borsa Tokyo piatta, Sidney -1,68%. Dietrofront petrolio -5% dopo maxi rally post tweet Trump

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L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione piatto, a 17.820,19 punti, cedendo però dall’inizio della settimana l’8%. Nella sessione odierna, Shanghai e Hong Kong cedono lo 0,60%, la borsa di Sidney è stata tra le peggiori con una flessione dell’1,68%, mentre Seoul è salita dello 0,42%. In primo piano sempre i timori legati al coronavirus, dopo che la Johns Hopkins University ha reso noto che il numero delle persone infettate dal virus in tutto il mondo ha superato quota 1 milione.

I prezzi del petrolio smorzano il rally fino a +28% delle ultime ore, arrivato dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Arabia Saudita e la Russia dovrebbero ridurre la produzione di greggio di circa 10 milioni di barili al giorno nel tentativo di sostenere i prezzi del petrolio.

Trump ha twittato che dopo aver parlato con il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, che ha parlato con il presidente russo Vladimir Putin: i due avrebbero concordato di fermare la guerra dei prezzi e tagliare la produzione.

“Mi aspetto e spero che ridurranno di circa 10 milioni di barili, e forse molto di più che, se succede, sarà grande per l’industria petrolifera e del gas”, si legge nel tweet delle 16:32 di Trump.

Dopo il boom degli acquisti, i prezzi del petrolio ritracciano, con il contratto WTI scambiato a New York e il Brent che cedono più del 5%, attestandosi rispettivamente a $23,97 e a $28,34 al barile. Circolano intanto indiscrezioni secondo cui l’Opec + (paesi Opec guidati dall’Arabia Saudita e paesi non Opec guidati dalla Russia) potrebbe tornare a riunirsi la prossima settimana.

Dal fronte macro, pubblicati l’indice Pmi servizi del Giappone, capitolato a 33,8 punti, e il Pmi Composite scivolato a 36,2 punti. Dal report emerge che le aziende giapponesi prevedono un forte calo delle attività nel corso dei prossimi 12 mesi.

Oltre all’attività manifatturiera, ha recuperato invece nel mese di marzo anche il settore servizi della Cina. E’ quanto emerge dall’indice Pmi servizi elaborato da Caixin-Markit, che è balzato a 43 punti dal minimo record di 26,5 punti di febbraio, decisamente meglio dei 29 punti attesi dal consensus degli analisti.

Il Pmi Composite è salito a 46,7 punti rispetto ai precedenti 27,5 punti.