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Borsa Tokyo piatta. Focus su Big Tech cinesi a Hong Kong dopo avvertimento Sec

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Borse asiatiche sollevate dal trend positivo dei futures Usa a Wall Street, anche se l'indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo si distingue con un trend piatto. La borsa di Hong Kong sale dello 0,24%, Shanghai più solida con +0,64%, Sidney +0,69%, Seoul +0,79%.

Occhio tuttavia al trend dei titoli delle Big Tech made in China alla borsa di Hong Kong: i titoli Alibaba, JD.com e Baidu sono sotto pressione, dopo gli ultimi commenti arrivati da un funzionario della Securities and Exchange Commission, (Sec, autorità di borsa Usa), che ha detto che il tempo sta scadendo nelle trattative tra Stati Uniti e Cina, che hanno per oggetto le ispezioni sui gruppi che sono quotati sia a New York che in Cina.

Baidu e JD.com sono tra i colossi cinesi inseriti nella lista della Sec che comprende le società a rischio delisting da Wall Street.

E oggi il funzionario della Sec YJ Fischer ha avvertito che, "anche se un accordo dovesse essere firmato tra la Public Company Accounting Oversight Board e le autorità cinesi, si tratterebbe solo di un primo passo. La PCAOB deve essere messa nelle condizioni di ottenere una cooperazione e un accordo sufficienti da parte delle autorità cinesi, tali da poter lanciare ispezioni complete in Cina e a Hong Kong".

Focus sulla decisione della Reserve Bank of New Zealand - banca centrale della Nuova Zelanda - di alzare i tassi principali di riferimento di 50 punti base, dall'1,50% al 2%, come da attese.

Nel comunicato della banca centrale si legge che "un'ampia gamma di indicatori evidenzia che i limiti alla capacità produttiva e le continue pressioni sull'inflazione rimangono prevalenti. L'occupazione rimane al di sopra del massimo livello sostenibile, con episodi di scarsità dell'offerta di lavoro che rappresentano ora il maggiore limite alla produzione. Gli indicatori dell'inflazione core della Reserve Bank sono superiori al 3%".