Borsa Tokyo giù con -0,22%. Focus su petrolio, stangata Pentagono su Cina, JD.Com e rumor Pfizer
Azionario asiatico contrastato, con l'indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo, che ha chiuso in ribasso dello 0,22% a 26.751,24 punti. Piatta la borsa di Shanghai -0,05%, Hong Kong +0,18%, Sidney 0,+28%, rally di Seoul, che avanza dell'1,20%.
Sul sentiment pesa la decisione del Pentagono di inserire altre quattro società cinesi nella sua lista nera, fattore che riporta in Asia l'ansia della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Le quattro società sono SMIC- Semiconductor Manufacturing International Corp -, China National Offshore Oil Corp; China Construction Technology Co. Ltd; China International Engineering Consulting Corp.
Il totale delle società cinesi incluse nella black list del Pentagono sale così a quota 35.
Il titolo SMIC è stato sospeso alla borsa di Hong Kong, dopo aver perso terreno nei primi minuti della seduta. Sotto pressione a Hong Kong anche le quotazioni di CNOOC, or China National Offshore Oil Corp., che perdono più del 2%. L'accusa è che le aziende raccolgano informazioni sensibili per conto dell'Esercito Popolare di Liberazione, ovvero per le forze armate della Repubblica Popolare Cinese e del Partito Comunista Cinese.
Attenzione a Hong Kong anche al rally del gigante cinese dell'e-commerce JD.Com, in rialzo di oltre +3%, dopo che Reuters ha riportato, citando alcune fonti, il piano per quotare JD Logistics a Hong Kong, in una Ipo che potrebbe valere fino a $3 miliardi.
Focus anche sui prezzi del petrolio, dopo che l'Opec+, alleanza tra paesi Opec e non Opec come la Russia, ha annunciato di aver deciso che, a partire dal prossimo gennaio, la produzione di petrolio crude sarà aumentata di 500.000 barili al giorno.
Questo significa che l'ammontare totale di tagli, all'inizio del 2021, scenderà a 7,2 milioni di barili al giorno, rispetto ai 7,7 milioni di barili al giorno di tagli in vigore dallo scorso agosto e ai tagli da 9,7 milioni di barili al giorno che l'alleanza aveva deciso lo scorso maggio, nell'ambito di una strategia tesa a risollevare le quotazioni del petrolio.
Positiva la reazione dei prezzi del crude: il contratto WTI sale dell'1,75% a $46,44 al barile, mentre il Brent fa +2,05% a $49,71 al barile.
Dal fronte macro, rese note vendite al dettaglio dell'Australia relative al mese di ottobre, salite su base mensile dell'1,4%, rispetto alla precedente flessione dell'1,1%.
Su base annua, il trend del dato è stato di un rialzo del 7,1%, rispetto al precedente incremento del 5,6%. Sullo sfondo pesano i rumor riportati dal Wall Street Journal secondo cui Pfizer sarebbe pronta a consegnare la metà delle dosi del vaccino anti-Covid-19 inizialmente previste, a causa di problemi nella catena dell'offerta. Il quotidiano ha riportato che il piano di Pfizer era quello di consegnare quest'anno fino a 100 milioni di dosi. Tuttavia, alcune componenti necessarie per lo sviluppo dei vaccini non hanno rispettato i parametri richiesti. In realtà, il colosso farmaceutico americano ha sempre detto pubblicamente che la sua intenzione era di consegnare 50 milioni di dosi quest'anno, e fino a 1,3 miliardi di dosi entro la fine del 2021. I rumor del Wall Street Journal hanno comunque colpito il sentiment dei mercati.
Sul sentiment pesa la decisione del Pentagono di inserire altre quattro società cinesi nella sua lista nera, fattore che riporta in Asia l'ansia della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Le quattro società sono SMIC- Semiconductor Manufacturing International Corp -, China National Offshore Oil Corp; China Construction Technology Co. Ltd; China International Engineering Consulting Corp.
Il totale delle società cinesi incluse nella black list del Pentagono sale così a quota 35.
Il titolo SMIC è stato sospeso alla borsa di Hong Kong, dopo aver perso terreno nei primi minuti della seduta. Sotto pressione a Hong Kong anche le quotazioni di CNOOC, or China National Offshore Oil Corp., che perdono più del 2%. L'accusa è che le aziende raccolgano informazioni sensibili per conto dell'Esercito Popolare di Liberazione, ovvero per le forze armate della Repubblica Popolare Cinese e del Partito Comunista Cinese.
Attenzione a Hong Kong anche al rally del gigante cinese dell'e-commerce JD.Com, in rialzo di oltre +3%, dopo che Reuters ha riportato, citando alcune fonti, il piano per quotare JD Logistics a Hong Kong, in una Ipo che potrebbe valere fino a $3 miliardi.
Focus anche sui prezzi del petrolio, dopo che l'Opec+, alleanza tra paesi Opec e non Opec come la Russia, ha annunciato di aver deciso che, a partire dal prossimo gennaio, la produzione di petrolio crude sarà aumentata di 500.000 barili al giorno.
Questo significa che l'ammontare totale di tagli, all'inizio del 2021, scenderà a 7,2 milioni di barili al giorno, rispetto ai 7,7 milioni di barili al giorno di tagli in vigore dallo scorso agosto e ai tagli da 9,7 milioni di barili al giorno che l'alleanza aveva deciso lo scorso maggio, nell'ambito di una strategia tesa a risollevare le quotazioni del petrolio.
Positiva la reazione dei prezzi del crude: il contratto WTI sale dell'1,75% a $46,44 al barile, mentre il Brent fa +2,05% a $49,71 al barile.
Dal fronte macro, rese note vendite al dettaglio dell'Australia relative al mese di ottobre, salite su base mensile dell'1,4%, rispetto alla precedente flessione dell'1,1%.
Su base annua, il trend del dato è stato di un rialzo del 7,1%, rispetto al precedente incremento del 5,6%. Sullo sfondo pesano i rumor riportati dal Wall Street Journal secondo cui Pfizer sarebbe pronta a consegnare la metà delle dosi del vaccino anti-Covid-19 inizialmente previste, a causa di problemi nella catena dell'offerta. Il quotidiano ha riportato che il piano di Pfizer era quello di consegnare quest'anno fino a 100 milioni di dosi. Tuttavia, alcune componenti necessarie per lo sviluppo dei vaccini non hanno rispettato i parametri richiesti. In realtà, il colosso farmaceutico americano ha sempre detto pubblicamente che la sua intenzione era di consegnare 50 milioni di dosi quest'anno, e fino a 1,3 miliardi di dosi entro la fine del 2021. I rumor del Wall Street Journal hanno comunque colpito il sentiment dei mercati.