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Borsa Tokyo chiude in rialzo, +4% su base settimanale. Attesa per report lavoro Usa, occhio a euro e petrolio

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L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo
dello 0,74% a 22.863,73 punti, nonostante il dato relativo alle spese delle famiglie, che sono crollate dell’11,1% su base annua.

Il dato è stato migliore del tonfo pari a -12,8% atteso dal consensus, ma decisamente peggiore del precedente calo del 6%. Su base mensile, il trend è stato di una flessione del 6,2%.

Le spese delle famiglie sono scese per il settimo mese consecutivo, da quando il governo di Shinzo Abe ha aumentato l’Iva nell’ottobre del 2019. Il dato ha scontato le misure di lockdown adottate in Giappone per contrastare i contagi da coronavirus.

Su base settimanale, il Nikkei è in rialzo del 4%. Bene anche
l’Hang Seng di Hong Kong, che ha guadagnato – sempre su base settimanale – quasi il 7%, mentre lo Shanghai Composite è salito di oltre +3%.

Nella sesione odierna, Hong Kong avanza dello 0,60%, Shanghai è piatta, Sidney fa +0,28%, Seoul è balzata dell’1,49%.

Sull’azionario asiatico, il sentiment è cautamente positivo, in attesa di conoscere il report occupazionale Usa di maggio, che sarà diffuso alle 14.30 ora italiana. L’indice MSCI Asia ex-Japan sale dello 0,30% circa.

Gli operatori guardano con fiducia alla maxi iniezione di liquidità delle banche centrali. Ieri la Bce di Christine Lagarde ha annunciato il potenziamento del PEPP, QE pandemico, noto anche come QE di emergenza, lanciato alla metà di marzo.

Varato inizialmente per un importo di 750 miliardi di euro, con una scadenza fissata a fine anno, questo programma è stato rafforzato ufficialmente di altri 600 miliardi di euro, e prorogato fino a giugno del 2021, per un ammontare totale di 1,350 trilioni di euro.

Euro ancora in rialzo sul dollaro, rimane stabile sopra la soglia di $1,13, dopo aver testato ieri il massimo in quasi tre mesi, salendo fino a $1,1362. Su base settimanale, la moneta unica ha guadagnato il 2,1% e si appresta a concludere la sua terza settimana consecutiva di guadagni.

Nei confronti dello yen, la valuta è balzata al massimo degli ultimi 13 mesi, a JPY 123,62 circa. Sul franco svizzero, ha testato il record in cinque mesi, a CHF 1,0830 circa.

I buy si spiegano con la maggiore fiducia, da parte degli operatori, nella ripresa dell’Eurozona dopo le proposte sul Recovery Fund di Francia-Germania e della Commissione europea, e a seguito dell’ennesimo intervento della Bce.

I futures sul petrolio sono incerti, dopo aver chiuso negativi la sessione della vigilia. In particolare, i futures sul Brent hanno terminato la giornata di contrattazioni in flessione dello 0,2%, a $39,91 al barile, mentre quelli sul WTI sono scesi dello 0,4%, a $37,26.

Ancora nuovi rumor sull’imminente riunione dell’Opec+, l’alleanza tra i paesi Opec guidati dall’Arabia Saudita e non Opec guidati dalla Russia che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe essere anticipata dal 9 giugno a domani, sabato 6 giugno.

I ribassi della vigilia si spiegano con i dubbi sul reale impegno dei produttori di petrolio a prorogare il taglio record dell’offerta – deciso ad aprile e diventato operativo nei mesi di maggio e giugno – al mese di luglio. Il taglio è pari a 9,7 milioni di barili. Stamattina il WTI cede lo 0,19% a $37,32, mentre il Brent sale dello 0,20% circa a $40,06.