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Borsa Tokyo applaude a Biden con +2% ai massimi dal 1991, a Shanghai e Hong Kong boom ZTE e SMIC con Trump fuori gioco

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Azionario Asia-Pacifico in forte rialzo, sulla scia della notizia ufficiale della vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali Usa del 2020.

Sebbene Donald Trump continui a essere determinato a dimostrare che il risultato elettorale sia frutto di una frode, i mercati brindano al dissolversi dell’incertezza. Lo si vede chiaramente dai futures sul Dow Jones, che balzano di 400 punti.

Il candidato democratico ed ex vice presidente dell’amministrazione di Barack Obama, Joe Biden, è il 46esimo presidente degli Stati Uniti.

L’indice Nikkei della borsa di Tokyo è balzato fino a +2,5% per poi chiudere in rialzo del 2,12% a 24.839,84 punti, al massimo dal 1991.

La borsa di Shanghai balza dell’1,9%, così come quella di Hong Kong. Lo Shenzhen Component è balzato fino a +2,43%.

In Cina si guarda al dato relativo alla bilancia commerciale, che ha messo in evidenza a ottobre un boom per le esportazioni al livello record in 19 mesi, grazie al continuo recupero dell’economia del paese dalla crisi della pandemia del coronavirus.

Le esportazioni cinesi sono balzate dell’11,4% su base annua, meglio della crescita del 9,3% attesa dal consensus e in accelerazione rispetto al +9,9% di settembre. Il rialzo dell’export ha portato il surplus commerciale cinese a salire a $58,44 miliardi, decisamente meglio dei $46 miliardi stimati e dei $37 miliardi di settembre.

Le importazioni sono salite del 4,7% su base annua a ottobre, meno del balzo +13,2% di settembre, e peggio del +9,5% atteso, ma in crescita per il secondo mese consecutivo.

Il surplus cinese nei confronti degli Usa si è ulteriormente allargato, dai $30,75 miliardi a quota $31,37 miliardi. Ci si chiede quale sarà la politica commerciale che gli Stati Uniti inaugureranno con la Cina con la presidenza di Joe Biden, dopo gli anni di tensioni Usa-Cina confermati dalla guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro il paese.

Focus sulla borsa cinese sui titoli tecnologici:

Tencent balza del 2,93%, Alibaba fa +3,55%. Forti acquisti anche per le quotazioni del produttore di chip cinese SMIC, che era finito nel mirono dell’amministrazione Trump.

Il titolo balza sulla borsa di Hong Kong del 6,85%. Molto bene anche ZTE, colosso cinese di infrastrutture telecom, anch’esso finito nel mirino di Trump, volato dell’8,79%.

In generale l’indice tecnologico dell’Hang Seng di Hong Kong è salito del 4,48%, mentre il ChiNext – il cosiddetto Nasdaq cinese – è balzato del 3,44%.

In Giappone reso noto dal fronte macro il rapporto Reuters Tankan, che anticipa il rapporto trimestrale Tankan stilato dalla Bank of Japan, ha confermato come le aziende manifatturiere giapponesi continuino a essere pessimiste sul futuro dell’economia, anche se a un ritmo minore.

L’indice di novembre, che monitora il sentiment del settore manifatturiero, si è attestato a novembre a -13 punti, rispetto ai -26 di ottobre: il dato ha riportato il trend migliore da febbraio ma rimane ancora negativo.