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Borsa Tokyo +0,82% su scia record Wall Street nel Biden Day. CSI 300 cinese vicino al massimo dal 2008

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Sessione positiva per l’azionario asiatico, sulla scia dei buy che si sono riversati su Wall Street, nel giorno dell’inaugurazione della presidenza di Joe Biden, 46esimo presidente degli Stati Uniti.

Gli investitori sono ottimisti sul cambio di guardia alla Casa Bianca che, sulla base delle recenti dichiarazioni della stessa ex presidente della Federal Reserve Janet Yellen, nominata da Biden per l’incarico di segretario al Tesoro Usa, sosterrà e proporrà nuove misure di stimoli economici per contrastare gli effetti della pandemia da coronavirus sull’economia americana.

Già Biden ha annunciato nei giorni scorsi un piano di stimoli del valore di $1,9 trilioni.

Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo di 257,86 punti al nuovo record di chiusura di 31.188,38 punti; lo S&P 500 è balzato dell’1,4%, testando anch’esso un valore di chiusura record, a 3.851,85. Il Nasdaq Composite ha segnato un rally di quasi il 2%, a 13.457,25, testando un nuovo valore massimo.

In Asia, l’indice Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,82% a 28.756,86 dopo la decisione della Bank of Japan che, come da attese, ha lasciato invariato il target sui tassi di interesse di breve termine al -0,1%, confermando il target per i tassi sui titoli di stato a 10 anni allo zero per cento.

La BOJ ha rivisto al ribasso le stime sul Pil del Giappone, comunicando di prevedere per l’anno fiscale 2020 (che termina alla fine di marzo) un calo del prodotto interno lordo del 5,6%, rispetto al -5,5% precedentemente atteso; per l’anno fiscale 2021, l’outlook sul Pil è stato migliorato invece dalla crescita prevista in precedenza, pari a +3,6%, al +3,9%; riguardo all’inflazione, le stime sulla componente core dell’indice dei prezzi al consumo dell’anno fiscale 2020 sono sono state migliorate dal -0,6% precedente al -0,5%; per l’anno fiscale 2021, l’outlook è stato rivisto al rialzo dal +0,4% precedentemente atteso al +0,5%.

Per il 2022, la Bank of Japan stima una espansione del Pil pari a +1,8%, rispetto al +1,6% precedente: la banca centrale ha parlato di una incertezza estremamente elevata riguardo all’impatto che la pandemia Covid-19 avrà sull’economia del paese, aggiungendo che i rischi sono orientati al ribasso, sia per quanto concerne la crescita economica che il trend dell’inflazione.

Buone notizie dal fronte macroeconomico del Giappone sono arrivate con la diffusione dei numeri relativi alla bilancia commerciale di dicembre, che hanno messo in evidenza un aumento delle esportazioni per la prima volta dal novembre del 2018, dunque in oltre due anni.

Per la precisione, le esportazioni del Giappone sono salite su base annua del 2%, meno del +2,4% atteso dal consensus, ma in miglioramento rispetto alla flessione del 4,2% di novembre.

Le importazioni sono scese invece dell’11,6% su base annua, meno comunque rispetto alla flessione del 13,9% stimata, anche se un ritmo decisamente superiore rispetto al -1,1% di novembre.

Attenzione all’azionario cinese, con l’indice CSI 300 index salito oggi durante le contrattazioni fino a +1,4%, al record in una settimana di 5.572,88 punti, rispetto ai 5.644,72 punti dello scorso 13 dicembre: una spinta al di sopra di questo livello porterebbe il listino ai valori massimi in 12 anni, ovvero dal 2008. Il record del listino è stato testato nel 2007, a 5.891,72 punti.

La borsa di Shanghai è avanzata dell’1% circa, Hong Kong invece sotto pressione con un calo dello 0,14%. Sidney è salita dello 0,79%, Seoul dello 0,96%.

In Australia, focus sul dato relativo al tasso di disoccupazione, che si è attestato a dicembre al 6,6%, lievemente meglio rispetto al 6,7% atteso dagli analisti intervistati dalla Reuters, e in miglioramento rispetto al 6,8% di novembre.