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Borsa Italiana archivia marzo a +20% dai minimi, Eni, Fca e Telecom le più convinte oggi

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Piazza Affari chiude il mese di marzo con una seduta in rialzo allontanando ulteriormente i minimi toccati nella parte centrale del mese. A dare ottimismo ai mercati è stato il buon dato giunto dalla Cina con il sorprendente recupero dell’attività manifatturiera: l’indice Pmi manifatturiero della Cina di marzo è tornato in fase di espansione, attestandosi a 52 punti, ben superiori ai 45 punti attesi. A febbraio, il dato era capitolato al minimo record di 35,7 punti. Sponda anche i riscontri decisamente confortanti dall’Italia, secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile i nuovi contagiati si sono dimezzati nelle ultime 24 ore e le persone guarite sono state 1.590, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza nel paese. Secondo l’Istituto Einaudi la fine dell’emergenza è abbastanza vicina con il traguardo di zero nuovi contagi in tutta Italia che dovrebbe essere raggiunto tra poco più di un mese.

Continua la risalita, Eni la migliore oggi

Il Ftse Mib ha così chiuso a +1,06% a quota 17.056 punti. Con il recupero delle ultime settimane il Ftse Mib adesso viaggia oltre il 20% sopra i minimi in area 14.153 punti toccati nella settimana centrale del mese. Tra i singoli titoli spicca il +7,3% di ENI a 9,22 euro, che si giova del rimbalzo del petrolio dai minimi pluriennali aggiornati ieri.
Contrastate le banche con Intesa Sanpaolo salita di oltre l’1% nel giorno dell’annuncio della sospensione del dividendo. La banca intende riproporre la distribuzione della cedola in autunno una volta che sarà arrivato anche il nulla osta della Bce. Il ceo Messina ha posto l’accento sulla forza patrimoniale della banca e sul fatto che gli azionisti possano aspettarsi nei prossimi mesi dei dividendi elevati e sostenibili. balzo di +2,8% Unicredit che ieri aveva pagato lo scotto dell’annuncio della sospensione del dividendo e del buyback a seguito della raccomandazione a tutto il settore bancario arrivata dalla Bce.

In calo invece l’altra big bancaria Unicredit scivolata indietro dell’1,74%.
Tra gli industriali bene FCA (+4,15%) con il suo ceo Mike Manley che si è decurtato lo stipendio del 50% per tre mesi e il gruppo chiederà la maggior parte dei dipendenti nel mondo non ancora impattati da riduzione di orario o ammortizzatori sociali di accettare un differimento temporaneo del 20% dello stipendio. Anche i membri del Group Executive Council (GEC) ridurranno il loro compenso del 30%, mentre il presidente John Elkann e l’intero cda rinunceranno al loro compenso per l’intero 2020. Nella lettera inviata da Manley ai dipendenti del gruppo si specifica come l’attuale strategia è di continuare a pianificare “per essere pronti nel momento in cui usciremo da questa crisi e, a questo fine, stiamo implementando numerose misure a tutela della nostra azienda in questo periodo”.
Ancora una seduta positiva per Telecom Italia salita del 3,4 per cento a 0,372 euro.
Tra le big nota stonata è stata  Enel (-0,74% a 6,339 euro). Equita Sim ha confermato buy sul titolo rimarcando che nel virtual roadshow effettuato con 55 investitori italiani il feedback fornito dal ceo Starace dal cfo De Paoli evidenzia una bassa esposizione al COVID-19 nel breve termine e la conferma del dividendo.
Peggior performer di giornata è stata Prysmian (-4,67%) che ha deciso di ridurre il dividendo a 0,25 euro per azione, vale a dire la metà di quello originariamente proposto. Il Cda valuterà l’eventuale distribuzione del restante 50% del dividendo in relazione all’evoluzione dello scenario e degli effetti dell’emergenza coronavirus. Prysmian ha rassicurato circa la sua capacità di generare flussi di cassa e di sostenere una equilibrata politica di dividendi nel lungo periodo.