Bending Spoons verso la quotazione al Nasdaq: depositata la domanda per l’IPO negli Stati Uniti
Fonte immagine: Fonti societarie
Si preannuncia una stagione calda per le quotazioni in Borsa. A far da apripista SpaceX che venerdì debutta sul Nasdaq, uno degli eventi più attesi nel panorama finanziario globale con un collocamento di azioni pari a circa 75 miliardi di dollari e una valutazione complessiva della società vicina ai 2.000 miliardi di dollari.
In questo contesto particolarmente vivace per il mercato delle IPO, soprattutto nel comparto tecnologico, si colloca Bending Spoons, la tech company italiana già nota per una serie di acquisizioni nel settore digitale e per il controllo della piattaforma Vimeo, che ha avviato ufficialmente il percorso verso la quotazione in Borsa negli Stati Uniti.
La società con sede a Milano ha infatti depositato la documentazione preliminare per un’offerta pubblica iniziale (IPO) presso la Securities and Exchange Commission (SEC), segnando un passaggio chiave nella propria strategia di crescita internazionale. La quotazione avverrà sul Nasdaq Global Select Market con il ticker “BSP”.
Cos’è Bending Spoons e cosa fa
Fondata nel 2013, Bending Spoons è una delle principali realtà tecnologiche europee attive nel settore delle applicazioni digitali e dei servizi software. Il modello di business della società si basa su un approccio distintivo: acquisire aziende digitali già affermate e rilanciarle attraverso ottimizzazione tecnologica, crescita degli utenti e miglioramento della redditività.
Nel tempo, la società ha costruito un portafoglio di prodotti e piattaforme molto diversificato. Tra questi figurano servizi come WeTransfer, la piattaforma per la gestione di note Evernote e la piattaforma di eventi Eventbrite. Più recentemente, il gruppo ha ampliato ulteriormente la propria presenza nel settore media digitale arrivando a controllare anche Vimeo. Questo approccio “buy and scale” ha permesso a Bending Spoons di trasformarsi in pochi anni in uno degli operatori più rilevanti nel panorama tech europeo.
I numeri di Bending Spoons
La crescita della società è confermata anche dagli ultimi dati finanziari. Nel trimestre conclusosi il 31 marzo, Bending Spoons ha registrato un utile netto di 27,5 milioni di dollari su ricavi pari a 601 milioni di dollari.
Un risultato particolarmente significativo se confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente, quando la società aveva riportato una perdita netta di 112,2 milioni di dollari su ricavi pari a 259 milioni di dollari. Il miglioramento evidenzia una forte accelerazione della redditività, accompagnata da una crescita importante del fatturato. La società beneficia inoltre di un modello di business basato in larga parte su abbonamenti ricorrenti, che garantiscono flussi di cassa più stabili e prevedibili rispetto ad altri segmenti del settore tecnologico.
Oltre ai risultati economici, Bending Spoons può contare su una presenza globale significativa. A marzo, le applicazioni e i servizi del gruppo registravano oltre 500 milioni di utenti attivi mensili e più di 9 milioni di clienti paganti. Questi numeri evidenziano la capacità della società di operare su scala internazionale, raggiungendo una platea molto ampia di utenti attraverso prodotti digitali utilizzati quotidianamente in tutto il mondo.
IPO al Nasdaq: cosa sappiamo
La richiesta di quotazione depositata presso la SEC riguarda una proposta di IPO, ma diversi dettagli fondamentali non sono ancora stati definiti. Non sono infatti stati comunicati né il numero di azioni che verranno collocate sul mercato né la fascia di prezzo dell’offerta.
Anche le tempistiche definitive dell’operazione restano ancora aperte e dipenderanno dalle condizioni di mercato e dall’approvazione della documentazione regolamentare. In caso di successo, la quotazione avverrà sul Nasdaq Global Select Market, uno dei principali listini mondiali per le società tecnologiche.
I protagonisti dell’operazione
Per il collocamento azionario, Bending Spoons si affiderà a un pool di grandi istituzioni finanziarie internazionali. Tra i global lead e joint bookrunning manager figurano Goldman Sachs, J.P. Morgan e Allen & Company. A questi si affianca un ampio gruppo di banche coinvolte nell’operazione, tra cui Wells Fargo Securities, Bank of America Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB, oltre a istituti italiani come IMI – Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros del Gruppo Banco BPM.