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Banco di Bilbao: “non volevamo essere piu’ spettatori”

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Sarà la più piccola tra le banche spagnole presenti in Italia a muovere su un istituto della Penisola. Da tempo le grandi banche iberiche volevano crescere, urtando contro le resistenze di Banca d’Italia. Ora l’impressione a Madrid è che il muro cominci a cedere e con la mossa di venerdì sera Bbva ha fatto sapere di essere pronta. “Vogliamo restare in Italia e aumentare la nostra quota. Basta che la Banca d’Italia ci dia un segnale”, ha dichiarato una fonte della banca i cui soci hanno prolungato fino al 2009 la facolta del cda di varare un’operazione di capitalizzazione fino ad un miliardo. In Bbva e in Santander esiste la certezza che nel futuro abbastanza immediato dovrà prodursi in Italia, dove il mercato è molto frammentato, una forte movimento di concentrazione. “Importante è essere protagonisti di questa concentrazione e non spettatori passivi, l’Italia è un mercato con grande potenziale di crescita”, affermano fonti bancarie. Bbva ha già investito 800 milioni di euro in Bnl e ha un patto con Generali e Della Valle che le permette di controllare attualmente quasi il 30%. Il Santander, da parte sua, ha firmato un patto con il resto dei suoi soci sulle clausole previste nel caso di un aumento eventuale del suo pacchetto azionario. Gli alti dirigenti del Santander, che possiede l’1% di Mediobanca, desiderano partecipare attivamente alla gestione di SanPaolo Imi e attendono ansiosi come Bbva il via libera di Roma. Gli spagnoli sanno che non può tardare con l’entrata in vigore quest’anno del nuovo sistema di contabilità internazionale che obbligherà le banche italiane a cercare iniezioni di capitali freschi, andando oltre il tetto che limita le partecipazioni azionarie al 15%.