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Azionario Asia orfano di Borsa Tokyo. Shanghai sconta notizie contrastate su guerra commerciale Usa-Cina

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In una sessione orfana della borsa di Tokyo, rimasta chiusa nella giornata di oggi per festività nazionale, sono sempre le notizie provenienti dal fronte della guerra commerciale Usa-Cina a determinare il sentiment di mercato.

Notizie contrastate, visto che da un lato l’amministrazione Trump ha deciso di accordare l’esenzione dei dazi a più di 400 prodotti cinesi, mentre dall’altro lato il presidente stesso ha affermato che i maggiori acquisti di prodotti agricoli americani da parte di Pechino non sono abbastanza, e che un accordo commerciale tra le controparti non è una necessità prima dell’Election Day del 2020.

L’indice azionario australiano ASX 200 beneficia (rialzo dello 0,36%) delle quotazioni dell’oro, che tornano sopra quota $1500, mentre Hong Kong e Shanghai sono entrambe sotto pressione, con cali arrivati a -0,89% e -1,34%. Seoul piatta con -0,06%.

Dal fronte macro, resi noti gli indici Pmi dell’Australia:

nel mese di settembre l’indice Pmi manifatturiero stilato da CBA-Markit si è attestato su base preliminare a 49,4 punti, in fase di contrazione in quanto inferiore a quota 50 (soglia di demarcazione tra fase di contrazione, valore al di sotto, e fase di espansione, valori al di sopra). L’indice è sceso rispetto ai 50,9 punti precedenti.

L’indice Pmi servizi è invece salito a 52,5 punti, rispetto ai 49,1 punti precedenti, tornando in territorio di espansione.

L’indice Pmi Composite è migliorato a 51,9 punti dai 49,3 punti precedenti.

Occhio anche ai dati sulla bilancia commerciale della Corea del Sud.

Nel mese di settembre, le esportazioni coreane hanno sofferto un tonfo del 21,8% su base annua. Male anche le importazioni, scivolate dell’11,1% su base annua. Le esportazioni verso la Cina sono calate del 29,8%.

Da segnalare che le esportazioni di tecnologia sulle informazioni e comunicazioni (ICT) è scesa per dieci mesi consecutivi.

Gli effetti della guerra commerciale sulle esportazioni coreane sono stati esacerbati dalle tensioni del paese con il Giappone.

Tornando alle tensioni Usa-Cina, da segnalare anche le dichiarazioni di Adam Hickey, Vice Assistant Attorney General della divisione di sicurezza nazionale del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha accusato la Cina di nuovi casi di furti di segreti commerciali, avvertendo la Corporate America di rafforzare le proprie difese:

“Ci sono nuovi casi aperti che implicano il furto di segreti commerciali. E, tra questi, sono sempre di più quelli che coinvolgono la Cina”.

Dal 2012, secondo il dipartimento di Giustizia americano, più dell’80% dei casi di spionaggio industriale ha visto implicato il paese.