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Azionario Asia contrastato tra Pmi manifatturiero Cina e fiducia Trump in accordo commerciale

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L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la sessione praticamente piatto, con una variazione di +0,07% a 10.788,39 punti. Borsa di Shanghai in solido rialzo, sale di oltre +1% sulla scia dell’ottimismo sull’esito delle trattative commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina. Tuttavia, come si nota dall’indice di Hong Kong, che scende dello 0,36%, il sentiment è contrastato. ‘Colpa’ dell’indice Pmi manifatturiero cinese stilato da Caixin, che ha segnato un forte calo a gennaio, crollando a 48,3 punti dai precedenti 49,7 punti, e confermando la fase di contrazione dell’attività manifatturiera del paese.

Il dato è stato decisamente inferiore alle stime, pari a 49,6 punti, ed è precipitato al minimo in quasi tre anni, dal febbraio del 2016. L’ottimismo sulle negoziazioni commerciali Usa-Cina si spiega con le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che si è detto fiducioso nella possibilità di siglare un accordo con la Cina entro il mese di marzo, dunque entro la scadenza della tregua di 90 giorni siglata tra i due paesi alle prese con la guerra dei dazi. Sidney piatta (-0,03%), Seoul -0,11%.