Tutti i segnali tecnici su Ftse Mib, Azmiut e Atlantia

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Ftse Mib

Le ultime candele non hanno fornito particolari segnali né al rialzo né al ribasso. Si sta andando a recuperare quello che era stata la candela short day di venerdì scorso, chiudendo quindi il gap che si è formato. Il mercato sta cercando di lasciarsi alle spalle la fase di debolezza partita dal massimo dei 23.827 punti toccato il 12 novembre. L’indice rimane comunque inserito in un quadro grafico positivo nel medio-lungo termine. Quali livelli monitorare? Al rialzo la resistenza più importante rimane quella di breve a 24.000 punti che, se infranta, aprirebbe la strada al Ftse Mib verso i massimi del 2018 a 24.500 punti, come ci attendiamo che succeda nei prossimi mesi. Al ribasso, invece, il livello da monitorare che potrebbe generare debolezza in caso di volatilità è quello dei 23.000 punti, area resistenza importante per la presenza della trend line rialzista di breve periodo costruita sui minimi di agosto e dicembre di quest’anno. In caso di rottura dei 23.000 possibili accelerazioni verso il basso con target 22.500 e 22.330 punti. Quest’ultimo è un livello di supporto chiave in questa fase dell’indice.

Azimut

Il titolo del gruppo attivo nel risparmio gestito presenta un quadro grafico positivo nel medio-lungo periodo. Azimut ha corso tantissimo in questo 2019 guadagnando oltre il 130%, tra i best performer del Ftse Mib. Dopo aver sfiorato lo scorso 27 novembre quota 24 euro, livello massimo dal 2016, è scattata qualche presa di profitto su Azimut. Da qualche settimana il titolo sta attraversando una fase laterale di breve in cerca di segnali operativi. In tale scenario, non si possono escludere ulteriori ribassi verso il supporto importante collocato a 20 euro. Il break di tale livello darebbe un primo segnale di debolezza con target il 38,2% di Fibonacci a 18,27 euro (di tutto il uptrend avviato a dicembre 2018) e la media mobile 200 periodi a 17,33 euro. Al contrario, per un primo segnale positivo, si dovrà aspettare il sorpasso dei 24 euro per poi mettere nel mirino i successivi target a 25,4 euro e 27,53 euro.

Atlantia

Dopo aver trascorso la seconda metà di novembre in affanno, dai minimi del 3 dicembre a 19,47 euro il titolo della holding della famiglia Benetton è rimbalzato recuperando circa il 12% in due settimane. Nella sua corsa Atlantia ha infranto diverse resistenze importanti e con le ultime due candele è riuscita a portarsi a quota 22 euro, area di prezzo importante per la presenza del 38,2% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a settembre 2018. Il prossimo ostacolo da superare al rialzo è rappresentato dai 22,58 euro, zona di resistenza molto forte perché passa la media mobile 200 periodi. In caso di break di tale livello, il titolo potrebbe mettere nel mirino area 24 euro, cercando così di colmare il gap formatosi con la candela short day ad alta volatilità del 13 settembre. Per operatività di breve al ribasso si consiglia, invece, di aspettare la rottura del supporto a 21,5 euro con target 21 e 20,44 euro. Un forte segnale negativo per il titolo si avrebbe con la rottura di area 20 euro.


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