Petrolio, brucia gli 80 dollari e punta ai 90

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Pronto ad infiammarsi il Brent americano. L’accelerazione registrata ieri sopra quota 80 dollari al barile ha infatti permesso di creare una configurazione rialzista piuttosto interessante sull’oro nero. Dopo aver visto le quotazioni mantenersi costantemente sotto la soglia degli 80 dollari dallo scorso metà maggio e aver negoziato in un range che vede come parte bassa il minimo a 69,62 dollari e come alta il top a 80,82 dollari, la chiusura a 81,34 dollari rappresenta un segnale decisamente long. Non si tratta infatti solo del superamento della resistenza statica di area 80, ad essa si associa anche la violazione della trend line ribassista ottenuta unendo i massimi del 13 maggio a 84,50 e del 21 giugno a 80,82 dollari. In realtà il primo segnale rialzista si era avuto proprio in occasione della seduta del 22 luglio, giorno in cui ufficialmente la trend line fu rotta. I dieci giorni seguenti sono stati caratterizzati da minimi che hanno permesso l’ingresso long sul ritracciamento e pull back. A livello operativo si propone una strategia rialzista che vede l’ingresso, se non già effettuato, a 79,40 dollari, stop in caso di flessioni sotto 76,15 e target iniziale a 84 dollari. Il movimento peraltro dovrebbe estendersi fino in area 90 dollari, massimi dell’anno, se sfogasse il doppio minimo creato da metà maggio a fine luglio.


Riccardo Designori


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