Mercati azionari prendono fiato in attesa Bce e trimestrali Usa

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Primi scorci della nuova ottava con lieve segno più per Piazza Affari che è reduce da ben sette settimane positive nelle ultime otto. Questa settimana riflettori puntati sulla riunione di politica monetaria della Bce, in calendario mercoledì e l’avvio della nuova stagione delle trimestrali Usa, che prenderà il via venerdì con i conti delle banche americane. Da seguire anche la vicenda Brexit, con un Consiglio europeo straordinario in calendario per il 10 aprile. Si discute di un possibile rinvio oltre la data del 12 aprile. In Italia, il Governo è impegnato alla definizione del Def con il quadro programmatico dei conti pubblici e del decreto Crescita.

Ftse Mib: tenta nuovo allungo verso 22.000 punti

Oggi il Ftse Mib ha avviato la prima seduta della settimana in rialzo dello 0,3% in area 21.800 punti, proseguendo così l’intonazione positiva della scorsa settimana in cui ha guadagnato oltre l’1% fallendo però nuovamente il tentativo di raggiungere i 22.000 punti.

Nel complesso il quadro grafico dell’indice italiano rimane sostanzialmente uguale a quello dell’ultima ottava e quindi positivo. Grande prova di forza nella seduta di lunedì scorso per il Ftse Mib che è riuscito a rompere il livello dei 21.483 punti e di proseguire al rialzo, allontanandosi dalla trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di dicembre 2018 e febbraio 2019.

Dal punto di vista grafico, il superamento dei 22.000 punti aprirebbe la strada verso il successivo target in area 22.200 e poi addirittura a 22.500 punti. Un primo segnale ribassista si avrebbe invece con la rottura dei 21.483 punti, con i primi supporti che si collocano a 21.122 e 21.000 punti.

S&P 500: punta i massimi storici a 2.940,91 punti

L’S&P 500 ha chiuso la seduta di venerdì in rialzo dello 0,5% chiudendo così le ultime cinque sedute con un guadagno vicino all’1%. L’indice americano a fine marzo ha effettuato il pull back sul supporto statico collocato a 2.796 punti, per poi ripartire al rialzo e fermarsi venerdì poco al di sotto dei 2.900 punti. I massimi sono ormai vicini a meno di un 2%.

Il grafico rimane impostato positivamente anche se si nota un affievolirsi dei volumi dopo il pull back e della volatilità. Molto probabile ormai il test dei massimi storici a 2.940,91 punti. Da notare anche l’oscillatore RSI che non riesce ad andare in ipercomprato ma non mostra ancora divergenze significative sul prezzo.

In caso di break dei 2.940 punti l’S&P 500 proseguirebbe verso i 3.000 punti. Un ritorno invece verso 2.796 punti non dovrebbe spaventare. Solo la rottura di tale livello e della media mobile a 200 periodi darebbe le prime indicazioni di correzione più profonda.

Euro Stoxx 50: break convinto dei 3.400 punti e target di breve a 3.500 punti

Oggi l’Euro Stoxx 50 parte in lieve flessione dello 0,2% in area 3.440 punti, reduce di un guadagno di circa il 2% messo a segno nelle ultime cinque sedute.

Nella scorsa ottava anche l’indice europeo ha mostrato i muscoli e ha infranto con forza la resistenza statica collocata a 3.400 punti che rappresenta anche il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% del down trend avviato nella seconda metà del 2018. Un segnale importante in quanto il break del 61,8% determina di fatto la fine del bear market.

Ora i corsi puntano i 3.500 punti livello di resistenza piuttosto importante. Vedremo se i corsi poi avranno forza per proseguire vero 3.600 punti o prenderanno una pausa. Da monitorare infine l’oscillatore RSI ci potrebbe dare informazioni importanti al riguardo nelle prossime sedute.


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