Focus tecnico su Netflix, Intesa e Ftse Mib

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Netflix

Quadro grafico delicato per il titolo del colosso dei video online. Netflix si mantiene ancora al di sotto della resistenza statica dei 300 dollari. Dopo lo scivolone del 17 e 18 ottobre accompagnato da forti volumi di vendita ed alta volatilità, Netflix sta cercando di riprendersi e, ormai da diverse sedute, sta ritestando i 300 dollari. In tale scenario, meglio attendere il superamento del massimo del 17 ottobre a 308,75 dollari per avere un chiaro segnale al rialzo con primo target i 336 dollari (dove passa anche la media mobile 200 periodi) e a seguire 361, 75 dollari così da chiudere il gap down. Al ribasso, invece, la rottura del ritracciamento del 50% di Fibonacci di tutto l’uptrend avviato a luglio 2016 potrebbe provocare accelerazioni con target i minimi dell’anno in area 231 dollari e poi verso il 61,8% di Fibonacci a 213,88 dollari.

Intesa Sanpaolo

Dopo aver toccato un nuovo massimo dell’anno a 2,38 euro il 12 novembre, il titolo del gruppo bancario è tornato sotto il livello chiave dei 2,355 euro. Il quadro grafico continua ad essere positivo come dimostra il trend rialzista avviato dai minimi di agosto di quest’anno che ha fatto recuperare quasi il 30% al titolo. Per chi fosse già entrato non vediamo motivi tecnici per uscire, mentre per chi fosse interessato a un ingresso lo spartiacque è il livello dei 2,40 euro. Solo con il break di quest’ultimo livello Intesa potrebbe aprirsi la strada verso 2,44 e 2,50 euro. Per un primo segnale di debolezza bisognerà attendere la rottura del supporto a 2,30 euro con target 2,19 e 2,11 euro.

Ftse Mib

Dopo una breve fase laterale, il 4 novembre l’indice italiano ha rotto in gap up il livello chiave dei 23.000 punti. Il movimento rialzista non si è fermato e ha portato l’indice a superare di slancio i 23.500 punti per poi tornare ieri a ridosso di tale livello. RSI si trova ancora in ipercomprato e i volumi sono buoni. Va segnalato che, visto la forza recente dimostrata dal Ftse Mib, non si può escludere che il ciclo trimestrale si sia allungato, spostando la fase correttiva. In tale scenario, in caso di sorpasso dei 23.800 punti l’indice potrebbe tentare un assalto all’importante obiettivo dei 24.000 punti, livello che accorcia le distanze dai massimi 2018 a 24.500 punti. Al contrario, in caso di debolezza e ritorno sotto quota 23.000 punti, possibili ulteriori ribassi verso il supporto di breve a 22.330 punti.


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