Analisi tecnica su Ubi Banca, Intesa Sanpaolo e Ftse Mib

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Ubi Banca

Il titolo del gruppo bancario si è preso una pausa dal trend rialzista avviato a metà del mese di agosto dello scorso anno. Dagli inizi del 2020 il titolo è infatti inserito in una fase di consolidamento dei prezzi ostacolato dai 3 euro. Questo rappresenta un livello di resistenza importante per Ubi che ha impedito l’ascesa ai corsi per quattro volte negli ultimi mesi. Con la candela long day di ieri, il titolo è riuscito a recuperare il forte ribasso di venerdì scorso mettendo nuovamente nel mirino i 3 euro. In tale scenario, bisognerà attendere il break con forza dei 3,07 euro per avere un chiaro segnale rialzista con target 3,22 e 3,5 euro. Al contrario, invece, il supporto da monitorare è quello statico dei 2,65 euro che, se infranto, potrebbe innescare una discesa verso 2,6 euro (dove passa la media mobile 200 periodi) e 2,43 euro.

Intesa Sanpaolo

Grazie ai conti del quarto trimestre sopra le attese, il titolo del gruppo bancario ha accelerato al rialzo rompendo con volatilità e volumi il 38,2% di Fibonacci a 2,3 euro (di tutto il down trend avviato a febbraio 2018) e aggiuntando quota 2,4 euro, livello di resistenza che negli ultimi 4 mesi ha ostacolato la scalata di Intesa. Il quadro grafico è positivo ma solo con una chiusura sopra i 2,4 il titolo potrebbe aprirsi la strada verso 2,44 e 2,50 euro. Per un primo segnale di debolezza, invece, bisognerà attendere la rottura del supporto a 2,19 euro con target 2,11 e 2 euro.

Ftse Mib

In sole due sedute l’indice italiano è riuscito a colmare il gap con la candela short day ad alta volatilità di venerdì scorso, raggiungendo nuovamente quota 24.000 punti, livello chiave che per tre volte ha ostacolato l’ascesa del Ftse Mib. Un movimento accompagnato però da volumi in calo e RSI vicino all’equilibrio, segno che la fase correttiva potrebbe non essere finita. Statisticamente febbraio è un mese debole per la stagionalità del Ftse Mib e coincide anche con la chiusura del ciclo trimestrale. Per il momento, il trend dell’indice italiano è orientato al rialzo e per un primo segnale di conferma in tale direzione si dovrà attendere almeno la rottura dei 24.197 punti accompagnata da volatilità e volumi per puntare al target storico dei 24.500 punti, livello mai raggiunto dal lontano 2009. Il primo target al ribasso, invece, è quello dei 23.000 punti che, se infranto, potrebbe chiamare in causa il supporto dei 22.330 punti, livello chiave per la presenza della media mobile 200 periodi. Una discesa fin qui darebbe solo segnali fisiologici di correzione e non allarmanti.


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