Analisi tecnica su Ftse Mib, Saipem ed Eni

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Ftse Mib

Dopo aver infranto in gap up la resistenza di medio termine importante in area 21.500 punti, è da qualche seduta che il Ftse Mib sta cercando di trovare spunti per tentare l’assalto dei 22.000 punti, il livello che ci separa dai massimi dell’anno a 22.357 punti. Spunti che potrebbero arrivare con la riunione della Bce di domani pomeriggio. Nel frattempo, i livelli da monitorare rimangono gli stessi. Il prossimo ostacolo nella scalata dell’indice è rappresentato dalla fascia di prezzo tra i 22.000 e 22.357 punti. Una rottura decisa di tale fascia in chiusura dovrebbe consentire al Ftse Mib di proseguire verso 23.000 e 24.000 punti. Al ribasso, se ci dovesse essere volatilità con un ritorno e chiusura sotto quota 21.500 punti darebbe spazio a ribassi verso 21.000 punti. Anche se va sottolineato che il primo livello di supporto importante che ci darebbe indicazioni in termini di sentiment di mercato è a 20.000 punti. Solo con il break di tale livello avremmo delle accelerazioni al ribasso con target il 61,8% di Fibonacci a 19.600 punti. Per il momento comunque non vediamo una situazione grafica tale da mettere in discussione l’uptrend avviato a fine dicembre dello scorso anno.

 

Saipem

Il titolo della società attiva nei servizi petroliferi ha avviato il rimbalzo dalla metà del mese di agosto, recuperando circa il 18%. Ora i corsi si sono portati al di sopra della resistenza statica collocata in area 4,5 euro, dove passa anche il 61,8% di Fibonacci di tutto il down trend avviato a ottobre 2018. Su RSI possiamo notare che le pressioni rialziste stanno aumentando avvicinandosi all’ipercomprato. In tale scenario, il superamento in chiusura di seduta dei 4,5 euro potrebbe essere un primo segnale rialzista anche se sarebbe meglio attendere il break dei 4,735 euro (picco massimo di luglio quando Saipem aveva effettuato una bull trap) per poter aspirare a un ritorno graduale verso zona 5 euro. Al ribasso, invece, il primo livello da tenere monitorato è il 50% di Fibonacci a 4,3 euro che in caso di rottura potrebbe chiamare in causa il supporto a 4,18 euro (dove passa anche la media mobile 200 periodi) e quello successivo a 4 euro.

 

Eni

Il titolo del colosso dell’Oil&Gas ha avviato la fase di rimbalzo dalla metà di agosto recuperando circa il 9%. Superati con successo ieri i 14 euro, il prossimo ostacolo al rialzo è rappresentato dalla resistenza di breve periodo a 14,2 euro. Livello da infrangere per poter proseguire la scalata verso i target successivi, ovvero la media mobile 200 periodi a 14,5 euro e poi zona 15 euro. Al contrario, invece, importante sarà la tenuta del supporto collocato a 13,42 euro per evitare ricadute con target 12,94 euro, il minimo da luglio 2017.

 


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