Analisi tecnica su Ftse Mib, Saipem e Poste Italiane

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Ftse Mib

Il listino milanese ha raggiunto quota 24.000 punti, superando i massimi dello scorso anno. L’indice italiano ha provato in chiusura dello scorso anno il primo test importante della soglia psicologica dei 24.000 punti. Livello di resistenza di medio termine e di importanza non indifferente. Comprensibile dunque la fase di ritracciamento successiva al primo test, anche se con il rialzo di ieri l’indice sembra aver ripreso vigore e lo dimostrano la volatilità e i volumi esibiti nell’ultima candela long day. Il quadro grafico rimane orientato al rialzo nel medio-lungo termine e la barriera dei 24.000 sembra destinata ad essere infranta aprendo al target storico dei 24.500 punti, quest’ultimo livello che il Ftse Mib non vede dal lontano 2009. Al ribasso, il break della trend line rialzista costruita sui minimi di agosto e ottobre del 2019 potrebbe generare debolezza fino a 23.000 e 22.330 punti. Un segnale negativo per l’indice si avrebbe solo sulla rottura in chiusura dei 22.330 punti.

Saipem

Grande prova di forza per il titolo del gruppo attivo nell’Oil&Gas. In un solo colpo Saipem ha infranto in gap up il 50% di Fibonacci a 4,3 euro (di tutto il downtrend avviato a ottobre 2018) e la media mobile 200 periodi. Prosegue quindi il rimbalzo avviato agli inizi di dicembre dopo il retest del 38,2% di Fibonacci in area 4 euro. Questo è un livello di supporto importante data la presenza della trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di dicembre 2018 e dicembre 2019. In tale scenario, il prossimo ostacolo al rialzo per Saipem è il 61,8% di Fibonacci a 4,58 euro. Il superamento di tale livello potrebbe aprire la strada verso i successivi target posizionati a 4,73 e 5 euro. Invece, il break deciso della zona di supporto che abbiamo descritto prima in area 4 euro potrebbe provocare un segnale di debolezza con target 3,83 e 3,47 euro.

Poste

Il titolo cerca di riprendersi dalla fase di debolezza avviata sostanzialmente nella seconda parte dello scorso novembre dopo aver toccato i massimi storici a 11,26 euro. Dopo il doji del 6 gennaio al test dei 10 euro, Poste Italiane è rimbalzata sostenuta da volumi e volatilità, mettendo nel mirino la resistenza collocata a 10,48 euro. Solo con il superamento deciso di tale livello il titolo potrebbe tentare l’assalto a nuovi record storici in area 11 euro. Al ribasso invece la fascia di prezzo tra la media mobile 200 periodi e il livello statico dei 9,55 euro rappresentano una zona di supporto molto importante, che se infranta, potrebbe innescare accelerazioni verso il basso con target 9 e 8,43 euro.


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