Analisi Tecnica su Ftse Mib, FCA e Intesa Sanpaolo

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FTSE MIB: con il risveglio di volatilità, indice al test dei 21.000 punti

Come da attese, la volatilità della candela del 19 luglio 2019 ha portato con sé ulteriori ribassi sul listino principale italiano. L’indice FTSE MIB è dunque nel breve periodo orientato al ribasso. Cosa confermata anche dalla candela a forte volatilità di oggi.

 

Tutto ciò però non è sufficiente a mettere in discussione il trend rialzista avviato a fine dicembre 2018 e il movimento discendente, per ora, risulta essere una fase correttiva. Consideriamo anche il fatto che, statisticamente, l’estate è una fase avversa ai mercati azionari, comprensibile una fase di debolezza di breve. Diversa sarebbe la situazione in caso di rottura del supporto a 20.236 punti, dove giace anche la media mobile 200 periodi, poi probabile l’allungo fino a 20.236 punti.

 

In tale scenario dunque, un ritorno al di sotto dei 21.000 punti sarebbe un segnale negativo con primo target a 20.673 punti. Al rialzo invece meglio avere un approccio più conservativo attendendo la chiusura settimanale sopra 22.193 punti. In quest’ultimo caso il mercato confermerebbe il recupero di forza con resistenze a 22.500 e 22.852 punti.

 

FCA: titolo ancora debole si riavvicina a 11,5 euro

Ancora una volta, più che nel recente passato, il gruppo Fca registra una forte sottoperformance a luglio in Italia. I dati sulle immatricolazioni, che in Italia hanno segnato una lieve contrazione dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018, evidenziano per il gruppo Fca un tracollo del 19,37%. Il gruppo guidato da Mike Manley perde oltre 5 punti di quota di mercato dal 27,59% al 22,26%. Si tratta dei livelli minimi storici. Il 31 luglio invece FCA ha pubblicato i conti del secondo trimestre 2019. In particolare, il gruppo ha archiviato il quarter con ricavi a 26,7 miliardi, contro i 27,67 miliardi del consensus. L’EBIT adjusted si fissa a 1,5 miliardi, in linea con le attese e margine al 5,7%. L’utile netto adjusted ammonta a 0,9 miliardi*. Il mercato ha soprattutto apprezzato la conferma della guidance 2019.

 

Da un punto di vista grafico la situazione per FCA rimane delicata. In particolare, vi sono due aree di prezzo tra cui i corsi stanno oscillando che vanno monitorate con molta attenzione, poiché implicheranno un eventuale cambio di sentiment, in meglio o in peggio. Al ribasso, il supporto chiave è quello a 10,72 euro, ovvero il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% di tutto l’up trend avviato a luglio del 2016. In caso di break si avrebbe un’accelerazione ribassista con target a 10 e 9 euro. Al rialzo invece, un primo segnale importante si avrà solo al superamento della trend ribassista costruita sui massimi di giugno e aprile 2019. Qui passa infatti anche la media mobile 200 periodi. Col break di tale livello FCA potrà mettere nel mirino i 15 euro, passando prima dai 14,34 euro.

 

Intesa Sanpaolo: quadro tecnico ancora incerto

 

Intesa Sanpaolo ha archiviato il secondo trimestre 2019 con utili ben oltre le attese, portandosi avanti per centrare l’obiettivo che il management si è posto per quest’anno: fare meglio rispetto al 2018, quando chiuse il bilancio con un utile di poco superiore ai 4 miliardi. Intesa Sanpaolo registra infatti utile netto del secondo trimestre in crescita a 1.216 milioni, +15,8% rispetto a 1.050 milioni nel primo trimestre 2019 e +31% rispetto a 927 milioni del secondo trimestre 2018. Il consensus Bloomberg era fermo a 908 milioni.

 

Graficamente, il titolo Intesa Sanpaolo si colloca attualmente intorno ai 2 euro, ovvero equidistante da due livelli importanti: la resistenza di 2,1115 euro e il supporto di 1,884 euro. Ad inizio luglio Intesa ha avviato un forte recupero che però si è arrestato sulla media mobile 200 periodi, senza riuscire a testare la resistenza su citata. In tale scenario sarà importante per il titolo infrangere i 2,1115 euro, dove passa anche la trend line ribassista di lungo periodo (massimi di maggio 2018 e aprile 2019). In tal caso i primi target saranno 2,193 e 2,355 euro.

 

Al ribasso invece il primo supporto importante è quello di 1,884 euro. Livello che, se rettificassimo i prezzi per il dividendo staccato a metà maggio, non sarebbe ancora stato infranto. Un break di questo supporto darebbe un segnale molto negativo con accelerazioni verso 1,803 euro.

 

 

 


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