Analisi tecnica su Ftse Mib, Bper Banca e Intesa Sanpaolo

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Ftse Mib

L’indice italiano ha aggiornato nuovamente il picco massimo del 2019 a 22.514 punti. Quindi graficamente rimane per il momento una situazione positiva per il Ftse Mib dopo aver infranto martedì scorso quota 22.357 punti, un livello che diverse volte negli ultimi mesi ha bloccato i prezzi. Ora per avere un chiaro segnale rialzista bisognerà attendere la chiusura sopra 22.514 punti, con possibile salita verso 22.852 e 23.000 punti. RSI ci suggerisce che c’è ancora spazio per proseguire il rialzo dato che l’oscillatore non ha ancora toccato l’ipercomprato. Al contrario, per operatività di breve short si potrebbe aspettare la rottura dei 21.795 punti con target 21.500 punti. Il supporto principale si colloca invece a 21.000 punti, data la presenza della media mobile 200 periodi. Il break di tale livello genererebbe accelerazioni verso 20.600 e 20.000 punti, anche se l’area di prezzo che con la rottura indicherebbe un cambio di sentiment del mercato si trova tra 20.000 e 19.600 punti. Quest’ultimo livello coincide con il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% dell’up trend avviato a dicembre 2018.

Bper Banca

Il titolo dell’istituto di credito è rimbalzato sul supporto a 3,47 euro riuscendo a superare la media mobile 200 periodi e il livello statico dei 3,68 euro. Movimento accompagnato da forte volatilità, volumi in rialzo e RSI che è entrato in ipercomprato. In tale scenario, il titolo sembra ben impostato per mettere nel mirino area 4 euro. Per chi fosse già entrato non ci sono ragioni tecniche per uscire, mentre per chi volesse provare un ingresso ora l’obiettivo rimane quello dei 4 euro. Al ribasso invece una chiusura sotto la fascia di prezzo compresa tra la media mobile 200 periodi e il livello statico dei 3,47 euro darebbe segnale debolezza con target 3,35 e 3,25 euro.

Intesa Sanpaolo

Dopo aver effettuato il pull back sulla ex trend line ribassista e la media mobile 200 periodi, il titolo del gruppo bancario è ripartito al rialzo mettendo nel mirino la resistenza statica collocata a 2,355 euro. Il rimbalzo di Intesa è stato accompagnato da volumi elevati nelle candele rialziste, volatilità in aumento e RSI in ipercomprato che sottolinea la forza dei compratori. Quindi per chi fosse già entrato non ci sono segnali tecnici per uscire. Per chi invece vorrebbe tentare l’ingresso il rendimento non è così vantaggioso in questo momento. Magari meglio approfittare di eventuali fasi di debolezza con ritorni a 2,193 euro per poi prendere il successivo rimbalzo. Al ribasso, in caso di rottura della fascia di prezzo tra la media mobile 200 periodi e il supporto a 2,1115 euro darebbe un segnale di debolezza con target a 2 e 1,884 euro.


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