Analisi tecnica su Ftse Mib, Amplifon e Telecom

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Ftse Mib

Dopo aver infranto in gap up la resistenza di medio termine importante in area 21.500 punti, ieri grazie all’effetto Bce il Ftse Mib ha superato anche la soglia psicologica dei 22.000 punti, livello che separa l’indice italiano dai massimi dell’anno a 22.357 punti. In tale scenario, la rottura decisa in chiusura della fascia di prezzo tra i 22.000 e 22.357 punti dovrebbe consentire al Ftse Mib di proseguire verso 23.000 e 24.000 punti. Al ribasso, se ci dovesse essere volatilità con un ritorno e chiusura sotto quota 21.500 punti darebbe spazio a ribassi verso 21.000 punti. Anche se va sottolineato che il primo livello di supporto importante che ci darebbe indicazioni in termini di sentiment di mercato è a 20.000 punti. Solo con il break di tale livello avremmo delle accelerazioni al ribasso con target il 61,8% di Fibonacci a 19.600 punti. Per il momento comunque non vediamo una situazione grafica tale da mettere in discussione l’uptrend avviato a fine dicembre dello scorso anno.

 

Amplifon

Il titolo del colosso degli apparecchi uditivi, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 24,26 euro lo scorso 4 settembre, ha iniziato a perdere vigore fino a ridosso della trend line rialzista di medio periodo descritta dai minimi di dicembre 2018 e maggio 2019. Grazie alla candela long day di ieri Amplifon è riuscito a tornare sopra quota 22 euro. In tale scenario, si consiglia prudenza per un approccio rialzista perché i volumi al ribasso sono stati elevati rispetto a quelli di ieri e RSI si trova ancora sotto il livello di equilibrio.

In caso di chiusura sopra i 22 euro, il titolo potrebbe spingersi verso la prossima resistenza di breve a 22,94 euro per poi tentare un assalto ai massimi. Al ribasso, invece, importante sarà la tenuta del supporto dinamico rappresentato dalla trend line rialzista ci cui abbiamo parlato prima per evitare discese verso zona 20 euro.

 

Telecom Italia

Il titolo della maggior tlc italiana è rimbalzato dopo aver toccato nuovamente il 14 agosto i minimi storici a 0,433 euro. Movimento che ha permesso ai prezzi di tornare sopra i 50 centesimi e portarsi molto vicino a 0,5174 euro, zona di resistenza molto importante anche per la presenza della trend line ribassista di medio periodo costruita sui massimi di aprile e luglio 2019. RSI in ipercomprato ci suggerisce che in questo momento prevale la forza dei rialzisti. Nessun segnale positivo però dai volumi che risultano in linea con la media degli ultimi 30 giorni.

In caso di break deciso degli 0,5174 euro, Telecom Italia potrebbe mettere nel mirino area 0,56 euro per poi tentare la scalata fino ai 60 centesimi. Il raggiungimento di quest’ultimo livello potrebbe migliorare decisamente il quadro grafico del titolo e il sentiment del mercato. Invece, un eventuale cambio di direzione con ritorno sotto i 50 centesimi (dove passa anche la media mobile 200 periodi) potrebbe causare ricadute con target 0,47 e 0,45 euro.

 


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