Doppia tassazione dividendi USA - Pagina 3
Banco BPM da pecora nera a star tra le banche, ma gli short non si placano. UBS vede nozze con UBI non vicine
Corre a più non posso in Borsa il titoloBanco  BPM che nelle ultime 5 sedute segna un sonante +15%, nessuno meglio di lei tra le banche. Il titolo con il …
Borsa di Milano aggiorna massimi 2019, volano le banche, Nexi e Ferrari
Le banche trascinano anche oggi Piazza Affari a una chiusura positiva. Il Ftse Mib è andato a chiudere a 22.428 punti (+0,28%) sui nuovi massimi anni. Ieri il balzo di …
Bill Gross: addio bond, meglio le azioni ad alto dividendo. Ecco le italiane con cedole più generose
Meglio investire in bond o in azioni? Coi tassi d?interesse vicini allo zero, i rendimenti obbligazionari ?investment grade? e dei titoli di stato si sono assottigliati a tal punto che …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #21

    Data Registrazione
    Aug 2018
    Messaggi
    18
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    38 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Citazione Originariamente Scritto da bppr1994 Visualizza Messaggio
    Se apro una srl (ed usufruisco della partecipation exemption) che vantaggi concreti ottengo sui dividendi percepiti?
    Nessuno, da quel che so, perché già esenti.
    Diverso il discorso della tassazione delle plusvalenze che in effetti sconterebbero una rilevante riduzione d'imposta. Ma col limite di non poter dedurre eventuali minusvalenze.
    Lo stato estero applica la ritenuta su dividendi perciò con la srl hai solo un imponibile del 5%. Il privato sui dividendi anche se tassati all'estero deve poi pagare le tasse piene in italia. Le minus si possono dedurre.

  2. #22
    L'avatar di bppr1994
    Data Registrazione
    Aug 2017
    Messaggi
    306
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    187 Post(s)
    Potenza rep
    16753172
    No, non mi risulta.
    In caso di S.r.l. con PEX le minusvalenze sono totalmente indeducibili

  3. #23
    L'avatar di bppr1994
    Data Registrazione
    Aug 2017
    Messaggi
    306
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    187 Post(s)
    Potenza rep
    16753172
    Pex, minusvalenze indeducibili

    La Pex rende indeducibili le minusvalenze su azioni anche in sede di chiusura della partecipata. Se la partecipazione possiede i requisiti per l'esenzione, nessuna deduzione può operarsi all'atto della eliminazione delle quote dall'attivo del bilancio a seguito della cancellazione della società dal registro delle imprese.
    Minusvalenze e pex
    L'articolo 87 del Tuir stabilisce un regime di esenzione al 95% per le plusvalenze conseguite da società di capitali mediante realizzo di azioni o quote aventi 4 condizioni indicate nella medesima norma: prima iscrizione nelle immobilizzazioni finanziarie, possesso da almeno 12 mesi interi, operatività e residenza extra black list della partecipata. Nel caso in cui dalla dismissione delle partecipazioni vengano conseguite minusvalenze, scatta invece una indeducibilità assoluta come previsto dall'articolo 101 del Tuir.
    Il regime di esenzione (o di indeducibilità) si estende (articolo 87 comma 6) anche alle somme percepite nelle ipotesi disciplinate dall'articolo 47 commi 5 e 7, del Tuir: recesso, esclusione, riduzione del capitale e liquidazione.
    Questa normativa, per rispondere al quesito inviato da un lettore alla casella IlMiogiornale, impedisce alle società che detengono quote di altre imprese dotate dei requisiti pex di dedurre, in qualsiasi modo, le perdite subite dalle partecipate (salva l'adozione del consolidato fiscale, nei casi consentiti dalla legge), neppure quando, a seguito dei risultati negativi, la società venga liquidata e definitivamente chiusa.
    Chiusura della liquidazione
    Già riferimento alla disciplina in vigore sino al 2003 (quando le perdite su partecipazioni erano ordinariamente deducibili), l'agenzia delle Entrate (circolare 7/E/2003) aveva affermato che con la chiusura del fallimento o della liquidazione della società partecipata, la controllante conseguiva una minusvalenza da intendersi "realizzata" a norma dell'articolo 66, comma 1 del Tuir. Adattando tali affermazioni al regime ora vigente, si avrà che il venir meno dall'attivo del bilancio della partecipante del costo delle quote detenute nella società che viene cancellata costituirà minusvalenza a cui si dovranno applicare le regole previste dall'articolo 101: indeducibilità assoluta se si trattava di partecipazioni pex, deduzione integrale in caso di assenza anche solo di uno dei requisiti dell'articolo 87 (si veda anche la risoluzione 420/E/2008).
    Per quanto attiene ai crediti vantati verso la partecipata a titolo di finanziamento (il cui importo viene pure stralciato con la chiusura della liquidazione della società debitrice), è da ritenere che l'importo non incassato a seguito della mancanza di patrimonio della partecipata equivalga, di fatto, ad un apporto in conto capitale effettuato per consentire alla controllata di chiudere in bonis la procedura liquidatoria.
    Finanziamenti soci
    In termini fiscali, cioè, l'onere rilevato a conto economico costituirà un incremento del costo della partecipazione (che poi viene azzerata) seguendone il trattamento in termini di indeducibilità della minusvalenza (se le azioni avevano il requisito pex). Non troverà invece applicazione la disciplina delle perdite su crediti commerciali (cioè generati da ricavi) e dunque l'onere non sarà deducibile neppure se presenta gli elementi certi e precisi indicati dal comma 3 dell'articolo 101.
    Indeducibilità assoluta
    L'attuale regime degli apporti dei soci alle partecipate (versamenti a fondo perduto e rinunce a finanziamenti) prevede l'indeducibilità assoluta delle somme erogate (le quali incrementano, come detto, il valore fiscale delle azioni) fino a che la partecipazione è detenuta (compresi i cosiddetti versamenti sottozero; risoluzione 90/E/2005) e ciò indipendentemente dal regime (pex o non-pex della partecipazione). Qualora la partecipazione venga successivamente realizzata (venduta oppure eliminata a seguito della chiusura della liquidazione), scattano invece, per l'intero importo (comprensivo dei crediti rinunciati), le regole sopra indicate.

    Luca Gaiani, 3 maggio 2013
    Il Sole 24 Ore

  4. #24
    L'avatar di bppr1994
    Data Registrazione
    Aug 2017
    Messaggi
    306
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    187 Post(s)
    Potenza rep
    16753172
    Sarò estremamente contento di scoprire di essere in errore.

  5. #25

    Data Registrazione
    Jan 2016
    Messaggi
    88
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    63 Post(s)
    Potenza rep
    1787120
    Scusate ragazzi, ma quindi in caso di dividendi pagherei 15+26 = 41?%? Mentre sull'eventuale capitale gain pagherei solo il 26%, o anche qui 15+26?

    Perchè questo determinerebbe una netta preferenza per un etf ad accumulazione piuttosto che distribuzione.

  6. #26
    L'avatar di bppr1994
    Data Registrazione
    Aug 2017
    Messaggi
    306
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    187 Post(s)
    Potenza rep
    16753172
    Citazione Originariamente Scritto da Raox Visualizza Messaggio
    Scusate ragazzi, ma quindi in caso di dividendi pagherei 15+26 = 41?%? Mentre sull'eventuale capitale gain pagherei solo il 26%, o anche qui 15+26?

    Perchè questo determinerebbe una netta preferenza per un etf ad accumulazione piuttosto che distribuzione.
    Sui dividendi pagheresti il 37,1% mentre sul capitale gain solo il 26%

  7. #27
    L'avatar di federico64
    Data Registrazione
    Aug 2006
    Messaggi
    1,012
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    89 Post(s)
    Potenza rep
    16172178

    Dividendi USA

    Scusate ma c'è qualcosa che non capisco.
    Per quanto riguarda i dividendi Usa, se compilo e presento il modulo W8Ben, verrò tassato prima al 15% dagli Usa e poi, su quello che rimane verrò tassato al 26% dall'italia.

    Che succede se uno invece non presenta il modulo W8Ben?

  8. #28

    Data Registrazione
    Aug 2019
    Messaggi
    258
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    172 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Citazione Originariamente Scritto da federico64 Visualizza Messaggio
    Scusate ma c'è qualcosa che non capisco.
    Per quanto riguarda i dividendi Usa, se compilo e presento il modulo W8Ben, verrò tassato prima al 15% dagli Usa e poi, su quello che rimane verrò tassato al 26% dall'italia.

    Che succede se uno invece non presenta il modulo W8Ben?
    Non devi riempire nessun modulo. Sono accordi stabiliti tra stati uniti e italia. Se sei in amministrato alla fonte ti viene prelevato il 15%+26% sul restante. 37% e spiccioli totali.

  9. #29
    L'avatar di federico64
    Data Registrazione
    Aug 2006
    Messaggi
    1,012
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    89 Post(s)
    Potenza rep
    16172178
    Citazione Originariamente Scritto da estemeline Visualizza Messaggio
    Non devi riempire nessun modulo. Sono accordi stabiliti tra stati uniti e italia. Se sei in amministrato alla fonte ti viene prelevato il 15%+26% sul restante. 37% e spiccioli totali.
    La banca ti fa riempire e sottoscrivere il modulo W8Ben (a me lo ha fatto sottoscrivere Directa) con il quale vieni tassato prima dagli Usa al 15% e poi su quello che rimane lo stato italiano ti frega un altro 26%.

    Sottoscrivere questo modulo non è obbligatorio.

    Mi domandavo solo cosa succede se uno non sottoscrive alcun modulo W8Ben.

  10. #30
    L'avatar di mik77
    Data Registrazione
    May 2008
    Messaggi
    6,604
    Mentioned
    7 Post(s)
    Quoted
    1450 Post(s)
    Potenza rep
    42949684
    Citazione Originariamente Scritto da federico64 Visualizza Messaggio
    La banca ti fa riempire e sottoscrivere il modulo W8Ben (a me lo ha fatto sottoscrivere Directa) con il quale vieni tassato prima dagli Usa al 15% e poi su quello che rimane lo stato italiano ti frega un altro 26%.

    Sottoscrivere questo modulo non è obbligatorio.

    Mi domandavo solo cosa succede se uno non sottoscrive alcun modulo W8Ben.
    che paghi il 30% in USA,
    con il modulo paghi la metà

Accedi