Alcune domande su DIRECTA (vol. III) - Pagina 38
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  1. #371

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    scusate, ma c'è il modo di scaricare un file excel con la situazione del ptf aggiornato?

  2. #372

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    Citazione Originariamente Scritto da merlin8121 Visualizza Messaggio
    Scusa ma questo è un ragionamento sbagliato, se vuoi fare la differenza. Prima di tutto le leggi fiscali a cui ti devi attenere sono quelle italiane, punto. Secondo il concetto di incqasinare è relativo, se vuoi dire adoperare per rendicontare, basta pagare il commercialista che ti prepara il tutto. La convenienza dipende in base a quanti eseguiti fai; chiaramente se ne fai uno al mese, tanto vale restare con Directa ma se il numero cambia allora il risparmio può essere molto grande. Io ho fatto il mio esempio sopra, proiettato per quest'anno mi dà un risparmio di circa 5000 usd !!! secondo te voglio o non voglio "incasinarmi" (cioè dare il tutto ad un commercialista che mi farà pagare forse 400/500 euro per risparmiarne 5000 usd) ?


    Ps: certo l'ideale sarebbe appunto che Directa adeguasse le condizioni mettendosi a tiro ed è questo l'argomento in discussione.
    Non dovete avere paura di chiedere commissioni più basse nè dovete giustificare una situazione che chiaramente non è più adeguata alla contingenza di questi anni (in cui il mercato si stà aprendo).
    In effetti hai ragione, bisogna calcolare bene se si risparmia di più con Directa oppure con un Broker estero considerando il tutto.

    Per quanto riguarda le clausole del contratto, più o meno tutti i broker hanno quelle 2 clausole che spaventano in molti, soprattutto i disservizi della piattaforma dove declinano la responsabilità e i margini che possono aumentare anche in giornata. Secondo me se io gestisco un servizio e questo servizio funziona male la responsabilità dovrebbe essere di chi fornisce il servizio, e non del cliente! Se ad esempio non viene rispettato uno stop loss per un disservizio e il cliente subisce un danno non indifferente che se lo debba prendere in quel posto senza poter chiedere un rimborso del danno subito non è eticamente giusto.

  3. #373
    L'avatar di merlin8121
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    Citazione Originariamente Scritto da xmestessox Visualizza Messaggio
    In effetti hai ragione, bisogna calcolare bene se si risparmia di più con Directa oppure con un Broker estero considerando il tutto.

    Per quanto riguarda le clausole del contratto, più o meno tutti i broker hanno quelle 2 clausole che spaventano in molti, soprattutto i disservizi della piattaforma dove declinano la responsabilità e i margini che possono aumentare anche in giornata. Secondo me se io gestisco un servizio e questo servizio funziona male la responsabilità dovrebbe essere di chi fornisce il servizio, e non del cliente! Se ad esempio non viene rispettato uno stop loss per un disservizio e il cliente subisce un danno non indifferente che se lo debba prendere in quel posto senza poter chiedere un rimborso del danno subito non è eticamente giusto.
    Il concetto di ciò che dici è giusto, ma ci sono effettivamente situazioni in cui il broker può non avere una colpa effettiva in quanto in certi casi estremi quali momenti di estrema volatilità e volumi giganteschi qualsiasi connessione e software potrebbe avere dei problemi a gestire. Per questo che ad esempio anche le assicurazioni si tutelano escludendo alcuni casi (tipo catastrofi, attacchi terroristici ecc). Certo un adeguata infrastruttura ed un buon software possono aiutare a mitigare queste eventualità, ma non penso qualcuno possa dire di essere invulnerabile e di esempi anche recenti si sono verificati anche nei broker più grandi tipo IB. Perciò che si tutelino è inevitabile.
    Certo non dovrebbe essere una scusa per giustificare l'uso nel 2021 di piattaforme che si bloccano un pò troppo spesso quando i volumi impazziscono... mentre lo stesso problema non si riscontra in maniera generale... ma poi è anche compito del cliente informarsi e cercare l'opzione migliore se vuole minimizzare questi rischi.

  4. #374
    L'avatar di genioarcipelago
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    Citazione Originariamente Scritto da franzl-2 Visualizza Messaggio
    vuol solo dire che non hai abilitato di ricerverne una Mail, se si vuole si riceve una Mail ad ogni ingresso...

    si vede che pure tu non sai tutto.....io so forse 1/10 di quello che si po fare con Directa....
    ne ho nel portafoglio un Certificato VW che Directa mi segna + 5 % mentre in realta a me mi risulta + 50 % lo ho preso sulle 970 euro 1000 Pezzi adesso quota sulle 1480 Euro ....
    trovo strano che ci sono questi errori....
    Certo che questo della mail lo sapevo...
    ma credevo che non esistesse
    uno che per davvero vederle le volesse.

    Di 543mila mail che me ne facevo???
    Magari mi costavano pure 0,10 cent.

    Alcune domande su DIRECTA (vol. III)-1.jpg

  5. #375

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    Citazione Originariamente Scritto da lastrico Visualizza Messaggio
    Di recente Oval Money (app per investimenti) ha annunciato l'introduzione del regime amministrato per chi lo desidera, al costo di $9,99 annui. Sarei disposto a riconoscere la stessa somma agli intermediari italiani in amministrato.
    9,99$ annui per il regime amministrato sono bazzecole, lo facesse anche Interactive Brokers sarebbe una strage
    Ma le commissioni USA dai 9 dollari in su (e in effetti Directa è la meno peggio come commissioni, oltre ad avere altri pregi) da cosa sono giustificate se non dalla artificiale limitazione della concorrenza? In questo periodo sto pagando $3,95 con Fineco grazie a una promozione (botta di c...!). Dubito che ci rimettano.
    Non c'è nessuna limitazione della concorrenza, nessuno vieta ad IB o altri broker internazionali ad affacciarsi al nostro mercato.
    Probabilmente non c'è convenienza a farlo...
    Ma è chiaro che qualsiasi amministratore delegato di qualsiasi azienda si guarda intorno e dice "cavolo, le nostre commissioni di 9$ sono le più basse del mercato italiano, se le porto a 3$ devo fare il triplo degli eseguiti solo per avere lo stesso fatturato: sono sicuro di raggiungere questi obiettivi? Beh, no, quindi pazienza se qualcuno se ne va da IB"
    Questo diciamo era il succo del mio discorso, non certo il confronto tra amministrativo e dichiarativo, che comunque è un punto a favore dei broker che offrono il regime amministrativo visto che sgravano il cliente da tante preoccupazioni.
    Forse (e sottolineo il forse) chi fa molti eseguiti può dire al broker "senti, mi fate uno sconto sulle commissioni che non posso spendere 5.000$ in più all'anno solo per tradare con voi?" ma poi sorge il problema che se anche il broker fa lo sconto, il cliente non è soddisfatto perché anziché 5k in più ne paga 2,5k...
    Allora la domanda finale è se Directa può avere le stesse commissioni di un broker americano specializzato sui mercati Usa, la risposta è probabilmente no.
    Quanto al cambio Eur-Usd, avevo cercato informazioni su Interactive Brokers, mi risultava che applicano un cambio forex con spread di pochi pip (costo minimo 2$, ma non devi cambiare ogni volta). Se però hai notizie diverse devo aggiornare la tabella. Sarei curioso anch'io di capire meglio il "tasso Bloomberg" applicato da Directa.
    Ieri in realtà leggevo sul loro sito di 0,20 punti base che sarebbe 0,20% per il cambio valuta.
    Adesso da occhiata veloce non trovo più la pagina, spero che chi ha IB possa smentire/confermare.
    Citazione Originariamente Scritto da xmestessox Visualizza Messaggio
    Sto valutando molti broker in questo periodo anche esteri ma mi accorgo che in quelli esteri seppur con commissioni molto inferiori ci si va comunque a incasinare con le leggi fiscali di quel paese e il nostro dovendo dichiarare poi tutto manualmente. Con Directa almeno si può andare col regime amministrativo nonostante alcune commissioni siano un po' eccessive e forse è l'unico Broker Italiano affidabile.
    Ma infatti con broker come IB che ha conto di appoggio in Germania (giusto?) e non offre il regime dichiarativo, come minimo bisogna:
    - dotarsi di commercialisti che calcolino plus/minus e ne tengano traccia
    - idem come sopra per compilare i quadri relativi ai saldi che i cittadini italiani hanno all'estero come IVAFE e quant'altro
    - idem come sopra per eventuali plusvalenze che uno dovesse fare coi cambi di valuta
    Già questo fa capire che per la maggior parte dei trader questa soluzione è al di fuori dalla propria portata.
    Citazione Originariamente Scritto da merlin8121 Visualizza Messaggio
    Come ho scritto sopra, il confronto ci può stare tutto, dal momento che Directa si offre il regime dichiarativo. Se la differenza tariffaria dipendesse da questo, potrebbero differenziare le tariffe... ma evidentemente non è cosi. Dipende esclusivamente dal fatto che non c'è una vera concorrenza tra i diversi broker/banche ita, aiutati infatti dai requisiti complessi del fisco italiano.
    Non credo che il regime fiscale italiano sia particolarmente più complesso di quelli stranieri per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze.
    Il motivo per cui molti broker stranieri non offrono il regime dichiarativo ai clienti italiani è probabilmente lo stesso per cui le commissioni da noi sono alte: non c'è mercato sufficiente per giustificare determinati livelli di servizio e costi.
    Se in futuro le condizioni cambieranno, si vedrà, fino ad allora ognuno farà legittimamente la scelta per lui più conveniente.

  6. #376
    L'avatar di merlin8121
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio

    Ma infatti con broker come IB che ha conto di appoggio in Germania (giusto?) e non offre il regime dichiarativo, come minimo bisogna:
    - dotarsi di commercialisti che calcolino plus/minus e ne tengano traccia
    - idem come sopra per compilare i quadri relativi ai saldi che i cittadini italiani hanno all'estero come IVAFE e quant'altro
    - idem come sopra per eventuali plusvalenze che uno dovesse fare coi cambi di valuta
    Già questo fa capire che per la maggior parte dei trader questa soluzione è al di fuori dalla propria portata.

    Non credo che il regime fiscale italiano sia particolarmente più complesso di quelli stranieri per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze.
    Il motivo per cui molti broker stranieri non offrono il regime dichiarativo ai clienti italiani è probabilmente lo stesso per cui le commissioni da noi sono alte: non c'è mercato sufficiente per giustificare determinati livelli di servizio e costi.
    Se in futuro le condizioni cambieranno, si vedrà, fino ad allora ognuno farà legittimamente la scelta per lui più conveniente.

    Per quanto riguarda il primo punto, è ampiamente dimostrato che il problemone (cosi come lo poni) in realtà è un problemino che si risolve facendo fare il lavoro (tutto) ad un commercialista (ed ormai ce ne sono diversi di servizi specializzati) con costi che partonoj da circa 200 euro l'anno (nel mio caso se la proiezione che o fatto è certa dovrei essere intorno ai 400/500 max, a fronte di un risparmio di più di 5000 usd! , fossero questi i problemi per guadagnare soldi...).
    Ma se propio vuoi spendere meno ancora, Degiro questo servizio te lo offre gratis! , ti basta un CAF (se sei imbranato) per farti compilare i moduli a circa 70/80 euro , godendoti il resto del risparmio in quello che ti pare.


    Che non ci sia mercato sufficiente per giustificare cosa? questa propio meglio la evitavi perchè come scusa non tiene nemmeno un metro. Sia Fineco che IWBANK che BINCK offrono già un sistema di commissioni degressivo per USA, i Tier sono però abbastanza alti. Ma ciò vuol dire che volendo, potrebbero farlo. Non lo si fà perchè semplicemente non si fanno tra di loro vera concorrenza, grazie al fatto che c'è parecchia disinformazione in giro.
    Col tempo la situazione cambierà, le informazioni arrivano e la gente inizia a capire in quale rete si trova adesso ed a fare scelte accordi ai propi interessi. Cosi come è successo a me stà già succedendo a molte altre persone, te lo posso garantire. Directa può non adeguarsi, ma prima o poi qualcuno lo farà rompendo il cerchio e prendendo la torcia dell'innovazione che prima aveva Directa.
    E nel mio personale, raddoppierò gli sforzi per mostrare la pillola blu ma anche quella rossa a chi vorrà capire.

  7. #377
    L'avatar di merlin8121
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    Un esempio pratico del perchè 9 usd di commissioni sono eccessive , rispetto alla concorrenza:
    Caso AAL , 26 feb. buy di 150 azioni alle 14,54 per un totale di 3106 usd (con 9,43 usd di commissione). Già alle 15:44 arrivano a 21,39 , circa un +3,50%. Avrei potuto vendere nel percorso guadagnando 40/50/60 /70/80 usd , ai quali va decurtato il 26% di tasse e poi le commissioni che con Directa sarebbero stati circa 18/19 usd (B/S) . Praticamente in situazioni del genere a guadagnare è il broker ( che non corre peraltro alcun rischio) arrivando addirittura al 50% .
    Per questo ho più volte detto che un quadro tariffario piùà ragionevole sarebbe opportuno, che tenga conto ed apra a nuove possibilità i trader che vogliano fare intraday con azioni USA.
    Una ccommissione di 3 usd per eseguiti sotto le 1000 azioni e di 6 usd sopra le 1000 azioni andrebbe molto bene (e vedrete che molto probabilmente Binck/Saxo faranno qualcosa del genere, bruciando i polli dal nascere).

    Alcune domande su DIRECTA (vol. III)-nota-info-directa.png

    Alcune domande su DIRECTA (vol. III)-mt-american.jpg

    Forse qualcuno si chiederà il senso di vendere guadagnando 30/40/50 usd , eppure ripetendo questo circolo tranquillamente una decina di volte in giornata, si va piano ma lontano .Garantito. Ed anche se qualche anno fà ci ridevo quando vedevo il Maestro postare i suoi papiri/geroglifici eseguendo questo tipo di trading, devo dire che questa è la via
    Ultima modifica di merlin8121; 28-02-21 alle 17:36

  8. #378
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    9,99$ annui per il regime amministrato sono bazzecole, lo facesse anche Interactive Brokers sarebbe una strage

    Non c'è nessuna limitazione della concorrenza, nessuno vieta ad IB o altri broker internazionali ad affacciarsi al nostro mercato.
    Probabilmente non c'è convenienza a farlo...
    Ma è chiaro che qualsiasi amministratore delegato di qualsiasi azienda si guarda intorno e dice "cavolo, le nostre commissioni di 9$ sono le più basse del mercato italiano, se le porto a 3$ devo fare il triplo degli eseguiti solo per avere lo stesso fatturato: sono sicuro di raggiungere questi obiettivi? Beh, no, quindi pazienza se qualcuno se ne va da IB"
    Questo diciamo era il succo del mio discorso, non certo il confronto tra amministrativo e dichiarativo, che comunque è un punto a favore dei broker che offrono il regime amministrativo visto che sgravano il cliente da tante preoccupazioni.
    Forse (e sottolineo il forse) chi fa molti eseguiti può dire al broker "senti, mi fate uno sconto sulle commissioni che non posso spendere 5.000$ in più all'anno solo per tradare con voi?" ma poi sorge il problema che se anche il broker fa lo sconto, il cliente non è soddisfatto perché anziché 5k in più ne paga 2,5k...
    Allora la domanda finale è se Directa può avere le stesse commissioni di un broker americano specializzato sui mercati Usa, la risposta è probabilmente no.

    Ieri in realtà leggevo sul loro sito di 0,20 punti base che sarebbe 0,20% per il cambio valuta.
    Adesso da occhiata veloce non trovo più la pagina, spero che chi ha IB possa smentire/confermare.

    Ma infatti con broker come IB che ha conto di appoggio in Germania (giusto?) e non offre il regime dichiarativo, come minimo bisogna:
    - dotarsi di commercialisti che calcolino plus/minus e ne tengano traccia
    - idem come sopra per compilare i quadri relativi ai saldi che i cittadini italiani hanno all'estero come IVAFE e quant'altro
    - idem come sopra per eventuali plusvalenze che uno dovesse fare coi cambi di valuta
    Già questo fa capire che per la maggior parte dei trader questa soluzione è al di fuori dalla propria portata.

    Non credo che il regime fiscale italiano sia particolarmente più complesso di quelli stranieri per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze.
    Il motivo per cui molti broker stranieri non offrono il regime dichiarativo ai clienti italiani è probabilmente lo stesso per cui le commissioni da noi sono alte: non c'è mercato sufficiente per giustificare determinati livelli di servizio e costi.
    Se in futuro le condizioni cambieranno, si vedrà, fino ad allora ognuno farà legittimamente la scelta per lui più conveniente.
    Formalmente non c'è barriera. Sostanzialmente, da una parte è antieconomico aprire una succursale in Italia solo per fare da sostituto d'imposta a una frazione dei clienti (eccezioni Binck, Saxo, IG Brokers...), dall'altra l'alternativa per il cliente, compilarsi la dichiarazione, è una rogna sovrumana anche per la persona mediamente sveglia che si fa la "normale" dichiarazione dei redditi da sola. Persino CAF e commercialisti non specializzati in questo campo alzano le mani. Ci sono anche alcune incertezze interpretative e lacune normative, non solo complicazioni come in molti sistemi fiscali. Comunque nessuno si cura di rimuoverle, né il legislatore, né la burocrazia, né le lobbies del settore.
    Tutto ciò ovviamente non è colpa di Directa, ma anche lei può tenere alti i prezzi (sia pur meno di altri) grazie a questo recinto virtuale.
    C'è solo da sperare nella tecnologia: grazie ai software di società specializzate e una buona organizzazione è ormai possibile automatizzare l'elaborazione e limitare i costi. L'olandese DeGiro e lo spagnolo iBroker riescono a offrire il dichiarativo "chiavi in mano", un facsimile precompilato gratis per i clienti da ricopiare in dichiarazione dei redditi, valido in molti casi (non tutti).

    p.s. IB: mi sa che con "0,2 basis point" intendono 0,2 pip (0,00002). Vedi nota 3.

    Alcune domande su DIRECTA (vol. III)-20200626-interactive-brokers-fx-conversion-2.png
    Ultima modifica di lastrico; 28-02-21 alle 17:53

  9. #379
    L'avatar di merlin8121
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    Citazione Originariamente Scritto da lastrico Visualizza Messaggio
    C'è solo da sperare nella tecnologia: grazie ai software di società specializzate e una buona organizzazione è ormai possibile automatizzare l'elaborazione e limitare i costi. L'olandese DeGiro e lo spagnolo iBroker riescono a offrire il dichiarativo "chiavi in mano", un facsimile precompilato gratis per i clienti da ricopiare in dichiarazione dei redditi, valido in molti casi (non tutti).
    Stessi servizi a cui si possono rivolgere anche tutti i clienti di IB ( con il quale si può collegare direttamente il propio conto a questi servizi "semiufficiali"), Tradestation ed anche altri broker.
    Il cosidetto "problema" non è tale affatto e posso affermarlo per l'esperienza diretta ormai di quasi 4 anni con conto IB.

  10. #380
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    Citazione Originariamente Scritto da merlin8121 Visualizza Messaggio
    Stessi servizi a cui si possono rivolgere anche tutti i clienti di IB ( con il quale si può collegare direttamente il propio conto a questi servizi "semiufficiali"), Tradestation ed anche altri broker.
    Il cosidetto "problema" non è tale affatto e posso affermarlo per l'esperienza diretta ormai di quasi 4 anni con conto IB.
    Concordo sulla limitata possibilità di concorrenza, ma anche gli "stranieri" potrebbero darsi una svegliata seguendo l'esempio di chi già include il servizio fiscale nel conto, o come facsimile gratis da copiare in dichiarazione o come regime amministrato a pagamento per chi lo desidera. Servizi chiavi in mano, senza tante storie.
    Certo puoi rivolgerti a quei servizi anche da solo, ma devi cominciare a chiedere preventivi, impostare correttamente i report sin dall'inizio (con metodo LIFO), avere rapporti con il soggetto terzo che elabora... non tutti hanno voglia di starci dietro.
    Ultima modifica di lastrico; 28-02-21 alle 18:05

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