Immaginate di aprire un ristorante in una grande città... - Pagina 3
Panetta, Tremonti e gli altri papabili: mercati aspetteranno al varco la Meloni per il nome del prossimo ministro dell’Economia
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Tagliola inflazione da 110 miliardi l’anno e ritorno dei BOT People. Spauracchio Great Reset per il risparmio gestito
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Hedging: ridurre il rischio di portafoglio in un contesto di mercato turbolento
L'hedging prevede la creazione di una posizione nella direzione opposta riducendo il rischio per l'investitore in un contesto di mercato incerto
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  1. #21
    L'avatar di arte3000
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    Citazione Originariamente Scritto da peppy Visualizza Messaggio
    esatto ,in italia c'è il libero mercato che ha stroncato tutti gli autonomi ,intanto i prezzi non sono scesi ,in compenso han chiuso molte attività vorrei vedere se un dipendente non avesse la liquidazione e una pensione di 700 euro cosa sarebbe venuto fuori ,qui settore autonomi tutti zitti i sindacati non esistono il sign Sangalli non ha saputo o voluto farsi valere però lui si è sistemato ,ma a parte ciò vuol dire che chi per caso escogita una attività che può avere un futuro ,con il mercato libero dopo 2 anni è inflazionato ,self service zse a 10 euro a pranzo e vuoti la sera con un ambaradan di investimenti tra dimensioni interne ed esterne ,arredi sia alla esposizione che nelle cucine ,dipendenti chef che dopo 2 giorni ti mollano perchè hanno le emmoroidi ,ma uno deve essere pazzo ,prende i suoi 300 mila euro che gli dovrebbero servire per aprire e si compra titoli azionari che gli danno un buon dividendo ,tipo intesa ,poste e altri ,ricava più che ad avere un attività senza farsi venire la cirrosi .


    Sono d'accordo con tutto il tuo post.

    Probabilmente,anzi sicuramente,abbiamo delle tare che non riusciamo a toglierci di dosso.Spesso mi chiedo perchè parecchie persone,tra l'altro con pochi problemi economici,si mettano in testa di aprire l'ennesimo bar o ristorante.

    Ritengo comunque che si tratti di un settore ancora in bolla.Complici possono essere i vari format televisivi che hanno un potere incredibile.

    Preciso che l'unico motivo per il quale potrei spingermi ad osare tanto sia legato al fatto che si debba trattare dell'affare della vita.
    Pochi,ma non impossibili.

    Comunque vada,in caso di default del progetto,il mio imperativo è quello di cadere in piedi.Non esiste che dopo essermi ipotecato le mutande debba essere ridotto a rivolgermi alla Caritas.



    A pochi km di distanza,una famiglia che conosco molto bene,sta aprendo un ristorante con 130 coperti!

    Fin qui tutto bene,però nessuno dei componenti ha esperienza in materia.Si affideranno totalmente a dei collaboratori.

    Le persone più vicine a loro hanno cercato di metterli in guardia e di evitare spese folli.Senza giocarsi la tranquillità familiare insomma.

    La loro risposta è stata lapidaria e sconfortante:

    "Tutte le vostre raccomandazioni sono solo il frutto della vostra invidia e della frustrazione legata al fatto che noi stiamo crescendo socialmente,mentre voi continuerete a mangiar polvere e chinare il capo".


    Pazzesco,ma non troppo.Non ho parole.

    Costo della crescita sociale stimato in circa 250000/300000


    Fate voi
    Ultima modifica di arte3000; 28-04-22 alle 10:21

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da arte3000 Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo con tutto il tuo post.

    Probabilmente,anzi sicuramente,abbiamo delle tare che non riusciamo a toglierci di dosso.Spesso mi chiedo perchè parecchie persone,tra l'altro con pochi problemi economici,si mettano in testa di aprire l'ennesimo bar o ristorante.

    Ritengo comunque che si tratti di un settore ancora in bolla.Complici possono essere i vari format televisivi che hanno un potere incredibile.

    Preciso che l'unico motivo per il quale potrei spingermi ad osare tanto sia legato al fatto che si debba trattare dell'affare della vita.
    Pochi,ma non impossibili.

    Comunque vada,in caso di default del progetto,il mio imperativo è quello di cadere in piedi.Non esiste che dopo essermi ipotecato le mutande debba essere ridotto a rivolgermi alla Caritas.



    A pochi km di distanza,una famiglia che conosco molto bene,sta aprendo un ristorante con 130 coperti!

    Fin qui tutto bene,però nessuno dei componenti ha esperienza in materia.Si affideranno totalmente a dei collaboratori.

    Le persone più vicine a loro hanno cercato di metterli in guardia e di evitare spese folli.Senza giocarsi la tranquillità familiare insomma.

    La loro risposta è stata lapidaria e sconfortante:

    "Tutte le vostre raccomandazioni sono solo il frutto della vostra invidia e della frustrazione legata al fatto che noi stiamo crescendo socialmente,mentre voi continuerete a mangiar polvere e chinare il capo".


    Pazzesco,ma non troppo.Non ho parole.

    Costo della crescita sociale stimato in circa 250000/300000


    Fate voi
    certo ,ma non è che è impossibile sia chiaro è che dopo tutti gli sforzi fatti i soldi e le 12 ore minimo di lavoro tuo ,il ritorno fa schifo e siamo già messi bene ad avere un ritorno ,i più fingono sono fake ,tutto bene poi li vedi che saltano ,il ristorante con 130 coperti va bene se è gestito da una famiglia che ha un po di esperienza e lavorano tutti nella stessa attività ,sennò se credono di mettere dipendenti cucina e tavoli e di mettere la sciura alla cassa in minigonna ,sono fuori strada ,poi okkio perchè molte attività fungono solo da facciata ,non dico il caso in questione sia chiaro ,ma parecchie .

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da peppy Visualizza Messaggio
    certo ,ma non è che è impossibile sia chiaro è che dopo tutti gli sforzi fatti i soldi e le 12 ore minimo di lavoro tuo ,il ritorno fa schifo e siamo già messi bene ad avere un ritorno ,i più fingono sono fake ,tutto bene poi li vedi che saltano ,il ristorante con 130 coperti va bene se è gestito da una famiglia che ha un po di esperienza e lavorano tutti nella stessa attività ,sennò se credono di mettere dipendenti cucina e tavoli e di mettere la sciura alla cassa in minigonna ,sono fuori strada ,poi okkio perchè molte attività fungono solo da facciata ,non dico il caso in questione sia chiaro ,ma parecchie .



    C'è una parola che riassume per bene la cosa:masochismo

  4. #24

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    scrivo con cognizione di causa in quanto in famiglia (io, mio padre e mia madre) abbiamo una piccola pasticceria.
    mio padre ha cominciato l'attività giovanissimo, a 17 anni era già proprietario dell'attività e nel corso degli anni ci ha saputo fare (rompendosi e rompendoci la schiena) e fortunatamente i locali sono di nostra proprietà.
    da qualche tempo sto girando per capirci qualcosa relativamente alla ristruttrazione di cui hanno bisogno i locali... oltre a prezzi folli per le ristrutturazioni, ache una semplice pitturazione ti chiedono l'impossibile, anche la parte relativa all'arredo ha prezzi esorbitanti.
    detto questo, lo dico con cognizione di causa che se i locali e l'attività non fosse mia e gia ben avviata, non mi sognerei mai di aprire una attività legata alla ristorazione che richieda più di 2 persone per poter essere portata avanti. la situazione è complessa, personale non si trova e comunque non si può fare affidamento. spiace dirlo ma i dipendenti hanno troppi diritti e pochi doveri, ecco perchè siamo rimasti in 3 a lavorare. io sto già cercando una via d'uscita perchè so gia che nel momento in cui non ci saranno più i miei genitori a darmi una mano non penso di riiuscire a tirare avanti l'attività da solo. tra l'altro mio padre da 1 anno è già in pensione..
    Funzionano bene solo le attività gestite con metodi moderni di produzione e gestite da imprenditori, non da artigiani - imprenditori

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da keynes83 Visualizza Messaggio
    scrivo con cognizione di causa in quanto in famiglia (io, mio padre e mia madre) abbiamo una piccola pasticceria.
    mio padre ha cominciato l'attività giovanissimo, a 17 anni era già proprietario dell'attività e nel corso degli anni ci ha saputo fare (rompendosi e rompendoci la schiena) e fortunatamente i locali sono di nostra proprietà.
    da qualche tempo sto girando per capirci qualcosa relativamente alla ristruttrazione di cui hanno bisogno i locali... oltre a prezzi folli per le ristrutturazioni, ache una semplice pitturazione ti chiedono l'impossibile, anche la parte relativa all'arredo ha prezzi esorbitanti.
    detto questo, lo dico con cognizione di causa che se i locali e l'attività non fosse mia e gia ben avviata, non mi sognerei mai di aprire una attività legata alla ristorazione che richieda più di 2 persone per poter essere portata avanti. la situazione è complessa, personale non si trova e comunque non si può fare affidamento. spiace dirlo ma i dipendenti hanno troppi diritti e pochi doveri, ecco perchè siamo rimasti in 3 a lavorare. io sto già cercando una via d'uscita perchè so gia che nel momento in cui non ci saranno più i miei genitori a darmi una mano non penso di riiuscire a tirare avanti l'attività da solo. tra l'altro mio padre da 1 anno è già in pensione..
    Funzionano bene solo le attività gestite con metodi moderni di produzione e gestite da imprenditori, non da artigiani - imprenditori
    Concordo su tutto ,i dipendenti hanno troppi diritti e pochi doveri,tanto di cappello ai tuoi genitori e anche a te ,noi abbiamo una gelateria da 24 anni ,in affitto in quanto elemento non me ha vendute le mura diciamo 10 anni fa e spostarsi è un costo folle ,come hai detto tu prezzi esorbitanti e non parliamone se disgraziatamente un macchinario si dovessere rompere in modo irreparabile ,il problema è nei mass media che han fatto anni ha continuare a dire che gli autonomi oltre ad evadere sono tutti ricchi ,i gonzi quindi ci han creduto e dentro ad aprire attività che poi abbiamo visto in periodoo covid che cosa non dicevano in tv ,ma nonostante questo non c'è un cane di politico che ci da una mano anzi fanno di tutto per affossarci di spese ulteriori vedesi ultimamente il reg cassa telematico che va aggiornato a spese nostre obbligandoci a fare abbonamenti con olivetti o simili ,una indecenza ,noi nel 1998 eravamo in sei dietro al banco ,ora siamo rimasti due soci ,piuttosto chiudo prima e mi faccio il giorno di riposo ma tornassi indietro di 24 anni mai e poi mai riaprirei un attività del genere ,vado a fare il bidello intanto guadagno uguale o forse di più e finite le mie ore sono a casa ,13 ,14 esima ferie e malattia ,noi non abbiamo nulla ,io devo fare intervento al anca mi han chiamato a inizi febbraio ho dovuto dirgli che la farò a ottobre ,se ero un dipendente ero già operato e a casa in malattia pagato per almeno 4 mesi ,poi li senti che si lamentano ,che coraggio .nel mio settore chi ha cercato di rendere le gelaterie imprenditoriali con metodi moderni ,è fallito ,rilevato tutto da unilever e rimaste poche gelaterie di quella famosissima catena che pareva dovesse svoltare ,se non erro si parla di un buco di cira 10 milioni almeno dal ultimo bilancio era cosi ,settore food negativo solo un masochista può pensare di farlo .ciao e bravo .

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da peppy Visualizza Messaggio
    Concordo su tutto ,i dipendenti hanno troppi diritti e pochi doveri,tanto di cappello ai tuoi genitori e anche a te ,noi abbiamo una gelateria da 24 anni ,in affitto in quanto elemento non me ha vendute le mura diciamo 10 anni fa e spostarsi è un costo folle ,come hai detto tu prezzi esorbitanti e non parliamone se disgraziatamente un macchinario si dovessere rompere in modo irreparabile ,il problema è nei mass media che han fatto anni ha continuare a dire che gli autonomi oltre ad evadere sono tutti ricchi ,i gonzi quindi ci han creduto e dentro ad aprire attività che poi abbiamo visto in periodoo covid che cosa non dicevano in tv ,ma nonostante questo non c'è un cane di politico che ci da una mano anzi fanno di tutto per affossarci di spese ulteriori vedesi ultimamente il reg cassa telematico che va aggiornato a spese nostre obbligandoci a fare abbonamenti con olivetti o simili ,una indecenza ,noi nel 1998 eravamo in sei dietro al banco ,ora siamo rimasti due soci ,piuttosto chiudo prima e mi faccio il giorno di riposo ma tornassi indietro di 24 anni mai e poi mai riaprirei un attività del genere ,vado a fare il bidello intanto guadagno uguale o forse di più e finite le mie ore sono a casa ,13 ,14 esima ferie e malattia ,noi non abbiamo nulla ,io devo fare intervento al anca mi han chiamato a inizi febbraio ho dovuto dirgli che la farò a ottobre ,se ero un dipendente ero già operato e a casa in malattia pagato per almeno 4 mesi ,poi li senti che si lamentano ,che coraggio .nel mio settore chi ha cercato di rendere le gelaterie imprenditoriali con metodi moderni ,è fallito ,rilevato tutto da unilever e rimaste poche gelaterie di quella famosissima catena che pareva dovesse svoltare ,se non erro si parla di un buco di cira 10 milioni almeno dal ultimo bilancio era cosi ,settore food negativo solo un masochista può pensare di farlo .ciao e bravo .
    Il mio voleva essere solo uno stimolo alla fantasia, non qualcosa di effettivamente realizzabile, se non in casi particolarmente fortunati.

    So che aprire un'attività di questo tipo ha costi folli e rischi altrettanto folli.

    Eppure in Brianza, c'è un gruppo di ristoranti, il Gruppo Ethos, che prima della pandemia funzionava molto bene.

    Come riescano a starci dentro è per me un mistero, data la quantità di personale che devono gestire, ma se sono riusciti a espandersi in questo modo vuol dire che avevano i numeri per farlo.

    Riguardo a Grom (immagino ti riferissi a quel marchio) i titolari venivano intervistati spesso perché avevano fatto qualcosa di veramente notevole, trovando una formula nuova in un settore "antico", e riuscendo a espandersi anche all'estero.

    Il problema della vendita a Unilever è che la multinazionale anglo-olandese lavora con volumi giganteschi e la trasformazione di un'attività da artigianale a industriale è molto difficile, forse impossibile, se si vuole mantenere certi standard di qualità.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da San Siro Visualizza Messaggio
    Il mio voleva essere solo uno stimolo alla fantasia, non qualcosa di effettivamente realizzabile, se non in casi particolarmente fortunati.

    So che aprire un'attività di questo tipo ha costi folli e rischi altrettanto folli.

    Eppure in Brianza, c'è un gruppo di ristoranti, il Gruppo Ethos, che prima della pandemia funzionava molto bene.

    Come riescano a starci dentro è per me un mistero, data la quantità di personale che devono gestire, ma se sono riusciti a espandersi in questo modo vuol dire che avevano i numeri per farlo.

    Riguardo a Grom (immagino ti riferissi a quel marchio) i titolari venivano intervistati spesso perché avevano fatto qualcosa di veramente notevole, trovando una formula nuova in un settore "antico", e riuscendo a espandersi anche all'estero.
    Tradotto fallita ,entrata unliver e ha preso il possibile a prezzi stracciati ,il valore di un azienda come quello di qualsiasi bene è zero se non si trova chi ti da i soldi reali ,ma del resto non mi meraviglio vediamo noi con una piccola gelateria i costi quali sono ,moltiplicali esponenzialmente pur aumentando esponenzialmente gli incassi ,le spese ti vanno dietro pari pari aggiungendo la catenaria di dipendenti e affitti ,ma una gelateria in missori a milano paga 100 mila euro di affitto anno ,facciamo i conti supponiamo ne incassi 800 mila ,togliamo il 50 % di spese materia prima e corrente ,via affitto scendiamo a 300 mila ,aggiungi 10 dipendenti a rotazione in regola come oggi bisogna per forza fare hai 3500 euro al mese con contributi ,siamo già in perdita ,attacca il fattore clima e spese che non sono state aggiunte ,del resto se grom organizzato come era e con tutta la pubblicità che faceva ( altri costi notevoli ) è andata cosi ,fai tu ,fate voi ,ecco perchè poi nei ristoranti e attività stagionali oggi scoprono lo scandalo di dipendenti pagati a 3.5 / 5 euro ora ,il cliente non vuole spendere chiaro ,vuole divertirsi ,confort ,eleganza ,competenza a pochi euro è una follia chiaro .parliamo di gelato noi siamo a 20 euro al kg ,grom era già più alto ,i miei colleghi viaggiano sui 23 al kg ,ma il discorso è in questi termini ,pur aumentando i prezzi il risultato è uguale se non peggiore in quanto il cliente è stato abituato che tu sei il suo schiavo e devi regalare il prodotto ,per poter far tornare i costi in toto bisognerebbe passare da 20 euro ad almeno 35 al kg e via con un cono o coppa a 5 euro ,il cliente entrerebbe ancora in gelateria ? no . sono attività create ad hoc per i produttori di macchinari e arredi e per creare schiere di lavoratori autonomi illusi ,in più il lavoro è stretto a 5 mesi anno .chi critica i contratti dei ristoratori è colui che sta dietro la scrivania fa articoli copia e incolla e porta a casa cifre esagerate ,poi andiqamo a leggere i bilanci di s.p.a editoriali e che strano sono strapiene di debiti ,ma scusate la filiera editoriale credete stia in piedi grazie al incassi della vendita dei giornali o forse grazie ai contributi statali ehhh ,sono capace anche io se la gelateria è statale e mi danno 40 mila euro al mese c
    Il problema della vendita a Unilever è che la multinazionale anglo-olandese lavora con volumi giganteschi e la trasformazione di un'attività da artigianale a industriale è molto difficile, forse impossibile, se si vuole mantenere certi standard di qualità.
    no ,la realtà è questa il resto fantasie .Quando Illy subentrò nel 2011 acquistando il 5% delle azioni per 2,5 milioni di euro, il marchio ne valeva 50. Probabilmente molti di più di quelli attuali. Con l’approvazione del bilancio del 30 settembre 2014, Gromart s.p.a. (l’azienda che controlla il marchio Grom) presentava debiti verso le banche per 7,2 milioni e aveva una posizione netta finanziaria negativa di 5,5 milioni a fronte di un patrimonio netto di 4,6 milioni. Numeri non estremamente confortanti che hanno indotto i due imprenditori piemontesi a cercare investitori per garantire un futuro solido all’azienda. L’acquisto da parte del colosso olandese spazza via i soci che negli anni erano subentrati: Illy e Lemongas Fukuoka.
    Ultima modifica di peppy; 01-05-22 alle 10:15

  8. #28
    L'avatar di arte3000
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    Citazione Originariamente Scritto da peppy Visualizza Messaggio
    no ,la realtà è questa il resto fantasie .Quando Illy subentrò nel 2011 acquistando il 5% delle azioni per 2,5 milioni di euro, il marchio ne valeva 50. Probabilmente molti di più di quelli attuali. Con l’approvazione del bilancio del 30 settembre 2014, Gromart s.p.a. (l’azienda che controlla il marchio Grom) presentava debiti verso le banche per 7,2 milioni e aveva una posizione netta finanziaria negativa di 5,5 milioni a fronte di un patrimonio netto di 4,6 milioni. Numeri non estremamente confortanti che hanno indotto i due imprenditori piemontesi a cercare investitori per garantire un futuro solido all’azienda. L’acquisto da parte del colosso olandese spazza via i soci che negli anni erano subentrati: Illy e Lemongas Fukuoka.


    In effetti,nonostante il successo e la conseguente espansione,il marchio in questione aveva qualche problema di natura economica.

    La cessione del gruppo non è stata casuale.

    Adesso,gli stessi prodotti,in questo caso i gelati,sono riapparsi in modo completamente diverso nei freezer della grande distribuzione.

    Questo è ciò che succede nella zona in cui risiedo.

    Il classico cono o la coppetta hanno lasciato il posto a dei barattoli di materiale plastico.


    Confesso di aver acquistato in negozio queste leccornie ,ma da quando i nuovi proprietari hanno deciso di proporre in modo diverso la loro produzione io non ho più acquistato nulla.

    Mi dispiace,ma ritengo che la vecchia formula fosse decisamente vincente.

    Auguro loro una piena ripresa del lavoro.

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da peppy Visualizza Messaggio
    no ,la realtà è questa il resto fantasie .Quando Illy subentrò nel 2011 acquistando il 5% delle azioni per 2,5 milioni di euro, il marchio ne valeva 50. Probabilmente molti di più di quelli attuali. Con l’approvazione del bilancio del 30 settembre 2014, Gromart s.p.a. (l’azienda che controlla il marchio Grom) presentava debiti verso le banche per 7,2 milioni e aveva una posizione netta finanziaria negativa di 5,5 milioni a fronte di un patrimonio netto di 4,6 milioni. Numeri non estremamente confortanti che hanno indotto i due imprenditori piemontesi a cercare investitori per garantire un futuro solido all’azienda. L’acquisto da parte del colosso olandese spazza via i soci che negli anni erano subentrati: Illy e Lemongas Fukuoka.
    Stanotte sono andato a leggermi un po' di dati.

    Quando hanno ceduto l'attività a Unilever, Grom veniva da una fase di forte espansione, avevano aperto negozi un po' in tutto il mondo.

    I 6 milioni di perdite dell'ultimo anno non erano tanti se rapportati al numero dei negozi.

    Bisogna vedere però se quei negozi avevano già espresso il loro potenziale (a volte, la novità, o la moda, può fare questo effetto) o avevano margini di miglioramento.

    Occorre anche tenere conto che Grom si basa su un modello produttivo molto rigido, fondato su semilavorati prodotti in un singolo stabilimento, congelati e spediti ai vari negozi in giro per il mondo.

    Se questa filiera risulta alla fine poco conveniente, immagino sia difficile cambiare il modello di business, nel quale è vitale garantire un certo standard.

    Magari l'acquisizione di Unilever serviva a questo, a creare linee di mass market che, pur senza cedere troppo sulla qualità, servissero a finanziare i negozi Grom, e sfruttare il loro ritorno di immagine.

    Ma è comunque mettere insieme il diavolo con l'acqua santa. Troppo diverse le culture delle due imprese.

    Io non sono mai andato a prendere il gelato da Grom, ma se sono riusciti a fare un prodotto di qualità con una "base" centralizzata, beh, è stata una gran bella intuizione.

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