business navigator e proposte per borsa italia
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  1. #1

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    business navigator e proposte per borsa italia

    La Skandia AFS è una sussidiaria del gruppo Skandia, colosso svedese nel campo finanziario e assicurativo.
    Il caso Skandia è uno dei più noti in letteratura, oggetto di innumerevoli citazioni e articoli. La sua
    fama è dovuta al fatto che la soluzione per la gestione del capitale intellettuale, messa in atto dalla Skandia,
    per la prima volta, ha portato a superare un pregiudizio molto diffuso secondo il quale ciò che conta
    sono solo i numeri contenuti nel bilancio d’esercizio. La Skandia con il suo Business Navigator ha, invece,
    dimostrato che la gestione della conoscenza unita alla misurazione degli asset intangibili con una gestione
    aziendale incentrata su di essi, può aiutare un’impresa a produrre risultati economico-finanziari positivi
    anche nel medio-lungo periodo. Questa nuova filosofia dovuta a Leif Edvinsson, ha ottenuto notevoli
    risultati permettendo alla Skandia di attirare l’attenzione dei mercati finanziari e dei ricercatori nel
    settore del knowledge management.
    Gli obiettivi dell’iniziativa
    L’obiettivo della Skandia era quello di rendere misurare il valore aziendale tenendo conto dell’apporto
    del capitale intellettuale e di rendere evidente tale valore all’interno del proprio bilancio aziendale, offrendo
    una visione completa sia della parte tangibile che della parte intangibile del valore complessivo.
    La soluzione proposta
    Quale soluzione al problema la Skandia propose il modello denominato “Value Scheme” sviluppato da
    Leif Edvinsson nel 1993. Questo modello mira a esplicitare e interpretare il processo di creazione di valore
    attraverso una suddivisione del valore aziendale in due componenti fondamentali: il capitale finanziario
    ed il capitale intellettuale. In particolare, il secondo rappresenta quella componente del valore
    d’impresa che tradizionalmente non è valutata, perché di natura intangibile e di difficile valorizzazione in
    termini monetari.
    Nel modello value scheme il capitale intellettuale è stato suddiviso in: capitale umano e capitale strutturale,
    ovvero, riferito agli asset frutto del patrimonio cognitivo dell’azienda ma non direttamente afferenti
    alle risorse umane. Il capitale strutturale si divide, a sua volta, in: capitale cliente, che contempla il valore
    del marchio e delle relazioni con i clienti, e capitale organizzativo. Quest’ultimo può essere suddiviso in
    capitale di processo, relativo ai processi organizzativi e di business interni all’impresa, e capitale di innovazione,
    che rappresenta l’insieme delle risorse organizzative alla base delle capacità innovative
    dell’impresa.
    Il modello value scheme, pertanto contempla quattro asset intangibili fondamentali: il capitale umano , il
    capitale cliente , il capitale di processo ed il capitale di innovazione. Esso può essere usato per definire un
    coerente insieme di parametri e indicatori, di natura soprattutto intangibile, tra loro strettamente connessi,
    in grado di esprimere un profilo del processo e delle capacità di produrre valore.
    Il sistema implementato
    Sulla base del modello value scheme la Skandia ha sviluppato il cosiddetto Business Navigator, un portale
    all’interno del quale sono mostrai in maniera integrata gli indicatori di natura finanziaria con gli indicatori
    relativi al capitale intellettuale, in questo modo è possibile un continuo monitoraggio di entrambi. I
    dati riportati dal business navigator riguardano: il passato dell’azienda (stato finanziario), il presente (focus
    sui clienti, sulle persone e sui processi), il futuro (capacità di innovazione).
    Il nome di Business Navigator, per il sistema di gestione del capitale intellettuale, fu scelto perché la
    Skandia intendeva dare alle persone l’idea della “navigazione” all’interno di un insieme di misure delle
    vere risorse, capacità e potenzialità dell’organizzazione (intellectual asset). Seguendo il modello a partire
    da un indicatore (parametro obiettivo) si arriva ai fattori che ne determinano il valore, potendo constatare
    le variazioni delle risorse intangibili dell’azienda e, dunque, l’incremento o diminuzione del suo valore
    complessivo.
    Gli elementi chiave del capitale intellettuale nel sistema business navigator sono i prodotti/servizi offerti,
    il brand, i clienti, la distribuzione, i concorrenti, il sistema informativo, il sistema di management e i partner.
    Il tutto viene razionalizzato mediante l’identificazione di alcuni indicatori-chiave, circa trenta, che
    vengono monitorati costantemente ogni anno e riportati in allegato al bilancio contabile tradizionale.
    I risutati ottenuti
    Concentrare l’attenzione sui fattori intangibili di creazione di valore ha prodotto il duplice risultato di
    aumentare sensibilmente il valore complessivo dell’impresa e di offrire al management uno strumento
    adatto alla gestione degli asset intangibili. Infatti, dopo la prima pubblicazione del bilancio del capitale
    intellettuale (intellectual capital report), la quotazione in borsa del titolo Skandia ottenne performance superiori
    alle attese.
    Il Business Navigator permette di trasformare gli obiettivi di business in fattori misurabili che, a loro volta,
    possono essere collegati direttamente con il lavoro svolto dal capitale umano. Gli investimenti effettuati
    per rinnovare e sviluppare il capitale umano ed il capitale di processo sono quelli che conducono il
    successo finanziario. In questo quadro il Business Navigator supporta i processi di business planning
    dell’azienda allo scopo di gestire e indirizzare l’organizzazione verso il futuro, evidenziando e rendendo
    facilmente visibili le relazioni tra gli asset intangibili e la crescita e l’aumento di competitività
    dell’azienda. Inoltre, il business navigator consente di ottenere: una visione ed una strategia globale di
    supporto; indicatori bilanciati in ogni area d’interesse; il coinvolgimento di tutta l’organizzazione; il mantenimento
    delle variabili ritenute strategiche attraverso la misurazione degli indicatori scelti; la valutazione critica delle relazioni tra gli indicatori e le performance ottenute; la capacità di valutare la completa
    aderenza del modello agli obiettivi ad ogni livello dell’organizzazione.

    Skandia - Wikipedia, the free encyclopedia

    Skandia AFS Business Navigator

  2. #2

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    Quindi la prima proposta:
    le società quotate dovrebbero mettere in atto un sistema valutativo del capitale intangibile secondo i parametri del business navigator e cio' sarebbe un modo per determinare la parte di valore economico dell'azienda attribuibile a tale capitale

  3. #3

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    dopo che nasdaq è arrivato a 4.000 punti e il dax ha fatto nuovo max storico,
    è ovvio che il mkt italiano è stato penalizzato dai 20 anni del nano e da logiche spesso di day trader in un pollaio di società con patti di sindacato,non scalabili, e di molte small caps in mano a sim.Bisogna fare una riforma a costo zero in borsa, eliminare i patti di sindacato dandogli scadenza massima 12 mesi e non rinnovabili per altri 12 mesi per rendere scalabili le società e bisogna vietare i doppi e plurimi incarichi in cda e collegi sindacali di quotate.si libererebbero posti per nuovi consiglieri ed eviterebbero i favori fra proprietà e managers.spesso bloccando le società.

  4. #4

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    Legge Stabilità: Fassina, modifiche Opa non entrano in maxiemendamento

    Finanzaonline.com - 26.11.13/11:35

    Nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, che in serata verrà sottoposta al voto di fiducia del Senato, non sarà presente l´emendamento per modificare le regole dell´Offerta pubblica d´acquisto (Opa). E´ quanto dichiarato da Stefano Fasina, viceministro dell´Economia, ripreso dalle principali agenzie di stampa.

    Fonte: Finanza.com

    ITALIA DI M

  5. #5

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    VITARE I DOPPI TRIPLI PLURIMI INCARICHI NEI CDA E COLLEGI SINDACALI DI SOC QUOTATE E NON QUOTATE(per una persona fisica la giornata è di 24 ore e va bene un solo incarico per liberare risorse e far entrare nei cda e coll sindacali non i soliti noti),
    OBBLIGO PER LE SOC QUOATATE ANCHE SMALL CAP DI AVERE CON IR UN BLOG DOMANDE E RISPOSTE PUBBLICO PER INTERAGIRE E TUTELARE GLI AZIONISTI DI MINORANZA.

    INDAGINE SUI CONTI DEPOSITO DI BANCHE CHE SOTTRAGGONO RISORSE A INVESTIMENTI MOBILIARI ( UN CONTO DEPOSITO RENDE IL 300/400% IN PIU DI UN BOT CHE RENDE 1.26% E SPESSO LA BANCA CHE LO STIPULA LO FA PER ABBELLIRE I SUOI BILANCI E NON PRESTA SOLDI A IMPRESE E FAMIGLIE ANZI FA OPERAZIONI SU TITOLI E DERIVATI).

    OBBLIGO DI SCIOGLIERE I PATTI DI SINDACATO DOPO 12 MESI E NON POTERLI RINNOVARE PER ALTRI 12 MESI PER LIBERARE AZIONI ED EVITARE CHE POCHE FAMIGLIE DETENGANO AZIONI DI SOC QUOTATE.

    DIVIETO DI BANCHE E ASSICURAZIONI DI ACQUISIRE PARTECIPAZIONI IN IMPRESE NON BANCARIE E NON ASSICURATIVE.(NO A PARTECIPAZIONI IN HOLDING, NO IN IMPRESE INDUSTRIALI E DI SERVIZI DIVERSE DA BANCARIO E ASSICURATIVO)

  6. #6

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    come rilanciare la borsa italiana
    La crescita dimensionale (e culturale) delle nostre tante piccole o micro aziende è indispensabile affinché esse possano competere efficacemente nel mercato internazionale. E ciò, in presenza di un restringimento strutturale del credito bancario dovuto ai crescenti requisiti di capitale imposti alle banche, richiede che tali imprese si aprano al mercato dei capitali.

    Quindi il governo dovrebbe mettere in atto una serie di norme che riducono i costi di quotazione. dovrebbe favorire gli aumenti di capitali a fini di investimento.

    La banca d italia dovrebbe obbligare le società quotate ad avere un loro rating,non dato da agenzie, ma dall ufficio studi banca d italia insieme alla consob, una specie di certificazione di QUALITA'.

    se banca d italia e consob obbligassero le soc quotate a sottoporsi a quet analisi di rating, darebbero una maggiore tranquillità e sicurezza a fondi internazionali, sovrani, fondi pensione, società di gestione del risparmio, venture capitalist e singoli investitori, a prendere in considerazioni anche proposte di aumenti di capitali, emissioni obbligazionali,insomma un processo di crescita per investire e direttamente ci sarebbero benefici in temrni di pil. assunzioni, ecc ecc

  7. #7
    L'avatar di ivan.nathan
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    Citazione Originariamente Scritto da wallera@@ Visualizza Messaggio
    dopo che nasdaq è arrivato a 4.000 punti e il dax ha fatto nuovo max storico,
    è ovvio che il mkt italiano è stato penalizzato dai 20 anni del nano e da logiche spesso di day trader in un pollaio di società con patti di sindacato,non scalabili, e di molte small caps in mano a sim.Bisogna fare una riforma a costo zero in borsa, eliminare i patti di sindacato dandogli scadenza massima 12 mesi e non rinnovabili per altri 12 mesi per rendere scalabili le società e bisogna vietare i doppi e plurimi incarichi in cda e collegi sindacali di quotate.si libererebbero posti per nuovi consiglieri ed eviterebbero i favori fra proprietà e managers.spesso bloccando le società.
    bibbia.

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da wallera@@ Visualizza Messaggio
    La Skandia AFS è una sussidiaria del gruppo Skandia, colosso svedese nel campo finanziario e assicurativo.
    Il caso Skandia è uno dei più noti in letteratura, oggetto di innumerevoli citazioni e articoli. La sua
    fama è dovuta al fatto che la soluzione per la gestione del capitale intellettuale, messa in atto dalla Skandia,
    per la prima volta, ha portato a superare un pregiudizio molto diffuso secondo il quale ciò che conta
    sono solo i numeri contenuti nel bilancio d’esercizio. La Skandia con il suo Business Navigator ha, invece,
    dimostrato che la gestione della conoscenza unita alla misurazione degli asset intangibili con una gestione
    aziendale incentrata su di essi, può aiutare un’impresa a produrre risultati economico-finanziari positivi
    anche nel medio-lungo periodo. Questa nuova filosofia dovuta a Leif Edvinsson, ha ottenuto notevoli
    risultati permettendo alla Skandia di attirare l’attenzione dei mercati finanziari e dei ricercatori nel
    settore del knowledge management.
    Gli obiettivi dell’iniziativa
    L’obiettivo della Skandia era quello di rendere misurare il valore aziendale tenendo conto dell’apporto
    del capitale intellettuale e di rendere evidente tale valore all’interno del proprio bilancio aziendale, offrendo
    una visione completa sia della parte tangibile che della parte intangibile del valore complessivo.
    La soluzione proposta
    Quale soluzione al problema la Skandia propose il modello denominato “Value Scheme” sviluppato da
    Leif Edvinsson nel 1993. Questo modello mira a esplicitare e interpretare il processo di creazione di valore
    attraverso una suddivisione del valore aziendale in due componenti fondamentali: il capitale finanziario
    ed il capitale intellettuale. In particolare, il secondo rappresenta quella componente del valore
    d’impresa che tradizionalmente non è valutata, perché di natura intangibile e di difficile valorizzazione in
    termini monetari.
    Nel modello value scheme il capitale intellettuale è stato suddiviso in: capitale umano e capitale strutturale,
    ovvero, riferito agli asset frutto del patrimonio cognitivo dell’azienda ma non direttamente afferenti
    alle risorse umane. Il capitale strutturale si divide, a sua volta, in: capitale cliente, che contempla il valore
    del marchio e delle relazioni con i clienti, e capitale organizzativo. Quest’ultimo può essere suddiviso in
    capitale di processo, relativo ai processi organizzativi e di business interni all’impresa, e capitale di innovazione,
    che rappresenta l’insieme delle risorse organizzative alla base delle capacità innovative
    dell’impresa.
    Il modello value scheme, pertanto contempla quattro asset intangibili fondamentali: il capitale umano , il
    capitale cliente , il capitale di processo ed il capitale di innovazione. Esso può essere usato per definire un
    coerente insieme di parametri e indicatori, di natura soprattutto intangibile, tra loro strettamente connessi,
    in grado di esprimere un profilo del processo e delle capacità di produrre valore.
    Il sistema implementato
    Sulla base del modello value scheme la Skandia ha sviluppato il cosiddetto Business Navigator, un portale
    all’interno del quale sono mostrai in maniera integrata gli indicatori di natura finanziaria con gli indicatori
    relativi al capitale intellettuale, in questo modo è possibile un continuo monitoraggio di entrambi. I
    dati riportati dal business navigator riguardano: il passato dell’azienda (stato finanziario), il presente (focus
    sui clienti, sulle persone e sui processi), il futuro (capacità di innovazione).
    Il nome di Business Navigator, per il sistema di gestione del capitale intellettuale, fu scelto perché la
    Skandia intendeva dare alle persone l’idea della “navigazione” all’interno di un insieme di misure delle
    vere risorse, capacità e potenzialità dell’organizzazione (intellectual asset). Seguendo il modello a partire
    da un indicatore (parametro obiettivo) si arriva ai fattori che ne determinano il valore, potendo constatare
    le variazioni delle risorse intangibili dell’azienda e, dunque, l’incremento o diminuzione del suo valore
    complessivo.
    Gli elementi chiave del capitale intellettuale nel sistema business navigator sono i prodotti/servizi offerti,
    il brand, i clienti, la distribuzione, i concorrenti, il sistema informativo, il sistema di management e i partner.
    Il tutto viene razionalizzato mediante l’identificazione di alcuni indicatori-chiave, circa trenta, che
    vengono monitorati costantemente ogni anno e riportati in allegato al bilancio contabile tradizionale.
    I risutati ottenuti
    Concentrare l’attenzione sui fattori intangibili di creazione di valore ha prodotto il duplice risultato di
    aumentare sensibilmente il valore complessivo dell’impresa e di offrire al management uno strumento
    adatto alla gestione degli asset intangibili. Infatti, dopo la prima pubblicazione del bilancio del capitale
    intellettuale (intellectual capital report), la quotazione in borsa del titolo Skandia ottenne performance superiori
    alle attese.
    Il Business Navigator permette di trasformare gli obiettivi di business in fattori misurabili che, a loro volta,
    possono essere collegati direttamente con il lavoro svolto dal capitale umano. Gli investimenti effettuati
    per rinnovare e sviluppare il capitale umano ed il capitale di processo sono quelli che conducono il
    successo finanziario. In questo quadro il Business Navigator supporta i processi di business planning
    dell’azienda allo scopo di gestire e indirizzare l’organizzazione verso il futuro, evidenziando e rendendo
    facilmente visibili le relazioni tra gli asset intangibili e la crescita e l’aumento di competitività
    dell’azienda. Inoltre, il business navigator consente di ottenere: una visione ed una strategia globale di
    supporto; indicatori bilanciati in ogni area d’interesse; il coinvolgimento di tutta l’organizzazione; il mantenimento
    delle variabili ritenute strategiche attraverso la misurazione degli indicatori scelti; la valutazione critica delle relazioni tra gli indicatori e le performance ottenute; la capacità di valutare la completa
    aderenza del modello agli obiettivi ad ogni livello dell’organizzazione.

    Skandia - Wikipedia, the free encyclopedia

    Skandia AFS Business Navigator
    Citazione Originariamente Scritto da wallera@@ Visualizza Messaggio
    Quindi la prima proposta:
    le società quotate dovrebbero mettere in atto un sistema valutativo del capitale intangibile secondo i parametri del business navigator e cio' sarebbe un modo per determinare la parte di valore economico dell'azienda attribuibile a tale capitale
    Chissà se l'usa anche lui...
    Saluti AzioNet



    Home » Guide » Grandi Investitori » Le 7 regole d'oro di Warren Buffett

    Le 7 regole d'oro di Warren Buffett

    I parametri principali adottati dal grande investitore americano, e seguiti sempre con coerenza nel corso della sua carriera. Sono principi che valgono al di là delle oscillazioni di breve...
    di Gianluca Marzoli


    Scopriamo quali sono le linee guida che hanno portato Mr. Warren Buffett a diventare l’investitore N.1 al mondo.

    Occorre premettere che Buffett non ha mai dettato delle regole o dei parametri da seguire. Però queste sono linee guida che si evincono dalle lettere che annualmente scrive agli azionisti della sua Berkshire Hathaway, dalle interviste che rilascia e soprattutto dal suo modo di comportarsi. Sono i parametri comunque riconosciuti dagli studiosi di Buffett come le sue linee ispiratrici.

    Da notare che non si tratta di regole comportamentali riguardanti l’approccio al mercato azionario, ma di parametri oggettivi da verificare sui titoli. Vediamoli in ordine.

    1. I manager devono aver gestito razionalmente i soldi degli azionisti
    Decidere se trattenere gli utili o restituirli agli azionisti secondo Buffett è un esercizio di razionalità. Nel caso in cui i manager hanno le possibilità di far rendere i soldi di più che altri impieghi nella media di mercato, possono decidere di trattenere gli utili. Nel caso in cui non abbiano questa possibilità dovrebbero decidere di restituirli agli azionisti, sotto forma di dividendi, o sotto forma di riacquisto di azioni proprie. E’ un bivio al quale Buffett dà molta importanza per il giudizio del management, i quali tenderebbero a trattenere gli utili per aumentare il loro dominio.

    2. L’impresa deve aver veramente aumentato nel tempo i guadagni dei suoi azionisti
    Il cash flow di norma viene calcolato a Wall Street come (a) guadagni operativi più (b) spese di deperimento e altre spese non-cash. Secondo Buffett è un indicatore incompleto, al quale bisogna aggiungere (c) reinvestimenti richiesti dal business. Il (c) è definito da Buffett come “l’ammontare medio delle spese per impianti ed equipaggiamenti che il business richiede per il mantenimento di una posizione competitiva di lungo periodo”. Il nuovo indicatore usato al posto del cash flow, che Buffet chiama “owner earnings” sarà quindi (a)+(b)-(c). Quando (b) e (c) sono diversi, anche il calcolo tra cash flow e owner earnings sarà diverso, cosa che succede per la maggior parte delle attività economiche. Quando (c) eccede (b) l’analisi del cash flow sovrastima la realtà economica dell’azienda. Quindi porre attenzione a quelle aziende che richiedono grosse spese ricorrenti in rinnovo dell’impiantistica per mantenersi competitive sul mercato.

    3. Al momento dell’acquisto, la quotazione deve essere almeno il 25% inferiore al valore intrinseco
    Calcolare il valore dell’azienda è tanto difficile quanto è difficile inserire le giuste variabili: il cash flow netto che si genererà durante la vita del business, scontato ad un appropriato tasso di interesse. Buffett usa al posto del cash flow il suo “owner earnings” (punto 2) previsto nel corso della vita del business scontato semplicemente del tasso dei long-term bond del governo USA. Naturalmente un errore nelle stime può vanificare il risultato dell’investimento. Buffett usa il suo “margine di sicurezza” del 25% per ridurre questo rischio. Se ad esempio la stima sarà sbagliata del 10% in eccesso, Buffett manterrà un ritorno comunque adeguato, se la stima sarà corretta, o sbagliata per difetto, il ritorno sarà straordinario.

    4. I manager devono essere in grado di convertire le vendite in profitti
    Si tratta essenzialmente della capacità di contenere i costi. Ogni volta che un’azienda annuncia un piano di ristrutturazione per tagliare i costi, per Buffett è segno che l’azienda fino a quel momento ha avuto degli sprechi e ha speso i soldi degli azionisti non razionalmente. Sono da considerare quelle aziende che negli anni hanno sempre mantenuto un livello accettabile di utili sul fatturato.

    5. L’impresa deve aver evitato l’eccesso di debiti
    Le imprese possono aumentare il loro ritorno sui mezzi propri aumentando il loro rapporto tra il debito di lungo periodo e i mezzi propri. Però, secondo il grande investitore americano, un buon business deve essere in grado di guadagnare un buon ritorno senza l’aiuto della leva dei debiti, i quali devono rimanere ridotti entro limiti di sicurezza in rapporto al cash flow generato. Le imprese da considerare sono quelle in grado di avere un buon ritorno senza l’impiego di una grande quantità di debiti.

    6. L’impresa deve aver performato in maniera consistente
    Il rapporto utili per azione di per sé non è considerato da Buffett un valido indicatore. Siccome ogni anno le aziende distribuiscono agli azionisti solo una parte degli utili, non c’è niente di particolarmente esaltante in un aumento del 10% dell’utile per azione se nel frattempo la base di capitale è aumentata del 10%. Buffett preferisce considerare quelle aziende che hanno nel tempo mantenuto un ottimo return on equity, cioè il ritorno sul capitale investito.

    7. I manager devono aver veramente aumentato il valore per gli azionisti
    Si tratta della famosa regola “one dollar for one dollar”. Le aziende ogni anno decidono quanta parte dell’utile netto (se c’è) deve essere distribuito sotto forma di dividendi. Il restante viene trattenuto dall’azienda. Se la parte trattenuta è impiegata bene, il mercato nel lungo periodo lo riconoscerà e il valore del titolo aumenterà di conseguenza. Si tratta di verificare se la quota trattenuta si è trasformata nel tempo in apprezzamento del valore del titolo, e in che misura. Secondo Buffett sono da considerare quelle aziende che per ogni dollaro trattenuto abbiano creato almeno un dollaro di maggiore capitalizzazione di mercato del titolo.

    Si tratta di regole molto impegnative da rispettare, e soprattutto difficili da tenere sotto controllo; richiedono una grande quantità di dati sulle aziende monitorate, anche in serie storica. L’investimento sulle singole azioni per avere successo nel tempo richiede un grosso sforzo di controllo e di analisi, da parte di persone esperte e preparate. Risultati positivi o negativi sull’investimento in singole azioni senza le adeguate conoscenze ed analisi sono determinati dal caso. E Buffett per diventare l’investitore N°1 al mondo di sicuro non ha lasciato nulla al caso.

    Gianluca Marzoli

  9. #9

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    COME LIBERARE RISORSE PER L'ECONOMIA ITALIANA, ATTRAVERSO UN ABBATTIMENTO TOUT COURT DEL DEBITO PUBBLICO, CHE PORTERENNE LO SPREAD BTP BUND SOTTO I 200 PUNTI E IL COSTO DEL DEBITO PRIVATO IN ITALIA PIU GIU.

    3/12/2013
    la mia proposta per ridurre debito pubblico da subito:In Italia esistono otre 500 fondi pensione il cui patrimonio cumulato è oltre 180 miliardi di euro. Secondo il Rapporto sullo stato sociale 2013, curato da Felice Roberto Pizzuti per il Criss della Sapienza di Roma, oltre il 70% delle risorse dei fondi pensione negoziali, i più legati alle aziende, viene investito all'estero per bilanciare i rischi Paese, il resto va in titoli di Stato, solo lo 0,8% in azioni di società italiane.

    Bene, la mossa da fare è ACCORPARE E AFFIDARE ALLA BANCA D ITALIA TUTTO IL PATRIMONIO DEI FONDI PENSIONE,CREANDO UN UNICO FONDO CHE DEBBA PER STATUTO INVESTIRE ALMENO IL 51% IN ITALIA. BANCA D ITALIA GARANTIREBBE CON LE SUE RISERVE AUREE TALKE FONDO CHE NON POTREBBE MAI ESSERE UNICO CON INPS MA SEMPRE SEPARATO.GARANTIREBBE ANCHE UN RENDIMENTO MINIMO CHE COPRIREBBE INFLAZIONE.QUESTI 180 MILIARDI BANCA D ITALIA LI UTILIZZEREBBE COME POSTA DI GIRO AL TESORO PER ESTINGUERE IN VIA ANTICIPATA TITOLI A SCADENZA 2 ANNI.

  10. #10

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    GreenItaly1: presentato il progetto di quotazione

    Finanzaonline.com - 4.12.13/10:49

    GreenItaly1, la prima SPAC (Special Purpose Acquisition Company) tematica specializzata sulle imprese della Green Economy, ha presentato oggi il progetto di quotazione presso Borsa Italiana. Lo si apprende in una nota stampa. GreenItaly1 punta a raccogliere circa 40 milioni di euro attraverso l´ammissione alle negoziazione sul sistema multilaterale di negoziazione Aim Italia/Mercato Alternativo del Capitale gestito da Borsa Italiana al fine di realizzare un´operazione di aggregazione con una società target entro 24 mesi dalla quotazione. "La società target sarà un´azienda italiana operante nei segmenti della green economy con solidi risultati economici, generazione di cassa, elevata propensione all´innovazione e vocazione internazionale con un´attività non legata ad incentivi" si legge nel comunicato. GreenItaly1 è promossa da VedoGreen, società del gruppo IR Top specializzata nella finanza per le imprese della green economy, Idea Capital Funds SGR del Gruppo DeA Capital/De Agostini, uno dei principali operatori indipendenti italiani nel settore del private equity che gestisce tra gli altri un fondo di private equity specializzato nella green economy, e Matteo Carlotti, già promotore della SPAC Made in Italy1.

    Fonte: Finanza.com

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