Venezuela e PDVSA (Vol.159) - Pagina 28
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  1. #271
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    Citazione Originariamente Scritto da Carib Visualizza Messaggio
    nulla teoricamente impedisce transazioni tra privati non americani.
    transazioni di fatto ve ne sono, ma limitate dalle esigenze di due diligence bancarie.
    Quindi sul OTC avvengono transazioni fra soggetti non americani.
    Questo è già più comprensibile. Per curiosità sai anche che prezzi girano all'incirca su questi bond?
    E fra l'altro in che senso le transazioni sono limitate dalle esigenze di due diligence?
    Per verificare che i soggetti siano eligibili?

  2. #272

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    Citazione Originariamente Scritto da Pangolino Visualizza Messaggio
    Quindi sul OTC avvengono transazioni fra soggetti non americani.
    Questo è già più comprensibile. Per curiosità sai anche che prezzi girano all'incirca su questi bond?
    E fra l'altro in che senso le transazioni sono limitate dalle esigenze di due diligence?
    Per verificare che i soggetti siano eligibili?
    A me non risulta sia possibile fare transazioni OTC, ma quale banca si andrebbe a esporre a sanzioni extraterritoriali per transazione di importo ridicolo, mettendo a rischio il business in US? Si possono chiedere prezzi a Illiquidx ma bisogna essere società o professionals. Noi europei siamo colpiti dalle sanzioni perché clearing houses hanno relazioni profonde con Us entities. Il mercato dei bond Venezuela Pdvsa è morto. I privati se le possono scambiare privatamente.

  3. #273

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    Citazione Originariamente Scritto da avatar77 Visualizza Messaggio
    A me non risulta sia possibile fare transazioni OTC, ma quale banca si andrebbe a esporre a sanzioni extraterritoriali per transazione di importo ridicolo, mettendo a rischio il business in US? Si possono chiedere prezzi a Illiquidx ma bisogna essere società o professionals. Noi europei siamo colpiti dalle sanzioni perché clearing houses hanno relazioni profonde con Us entities. Il mercato dei bond Venezuela Pdvsa è morto. I privati se le possono scambiare privatamente.
    proprio così

    (e nn a caso quelle medesime clearing houses tra il 2017 e 2018 trattennero soldi venezolani destinati alle ns cedole adducendo misteriosi controlli sulle fonti dei denari depositati .....una truffa ai ns danni , in poche parole)

  4. #274
    L'avatar di amgone
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    Citazione Originariamente Scritto da Sonny Lyndon Visualizza Messaggio
    proprio così

    (e nn a caso quelle medesime clearing houses tra il 2017 e 2018 trattennero soldi venezolani destinati alle ns cedole adducendo misteriosi controlli sulle fonti dei denari depositati .....una truffa ai ns danni , in poche parole)
    green

  5. #275

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    Citazione Originariamente Scritto da amgone Visualizza Messaggio
    green
    grazie amigo

  6. #276
    L'avatar di Pangolino
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    Citazione Originariamente Scritto da avatar77 Visualizza Messaggio
    A me non risulta sia possibile fare transazioni OTC, ma quale banca si andrebbe a esporre a sanzioni extraterritoriali per transazione di importo ridicolo, mettendo a rischio il business in US? Si possono chiedere prezzi a Illiquidx ma bisogna essere società o professionals. Noi europei siamo colpiti dalle sanzioni perché clearing houses hanno relazioni profonde con Us entities. Il mercato dei bond Venezuela Pdvsa è morto. I privati se le possono scambiare privatamente.
    Sinceramente sono dubbioso.
    Perchè mi sembra che ci siano titoli banditi agli americani che per il resto del mondo sono perfettamente negoziabili.
    Quindi quello che dici non mi sembra sufficiente per spiegare perchè il ban si estende praticamente anche a soggetti non americani.
    Gli USA hanno solo vietato ai loro cittadini di negoziare questi titoli o hanno imposto qualche altro vincolo che
    determina l'estensione di questo impedimento anche al resto del mondo?

  7. #277

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    (omissis)

    L'Osservatorio nazionale sulle misure coercitive unilaterali in Venezuela ha spiegato come funziona lo “stanziamento storico” erogato dal Fondo monetario internazionale (Fmi) “per riattivare l'economia mondiale”, e deciso il 2 agosto dal Consiglio di amministrazione del Fondo Monetario. Uno stanziamento di 456.000 milioni di Diritti Speciali di Prelievo (Dsp), la valuta dell’Fmi, pari a 650.000 milioni di dollari, al fine di sostenere la liquidità globale e “aiutare la ripresa economica mondiale” dopo l’impatto causato dalla pandemia.



    L'emissione - sottolinea l'Osservatorio - costituisce la cifra più alta di risorse che l’Fmi ha iniettato nell'economia mondiale dalla sua fondazione: quasi il triplo della quantità di risorse approvate dallo scoppio della bolla immobiliare nel 2008-2009. La decisione aggrava le disuguaglianze economiche strutturali già denunciate rispetto ai vaccini, poiché la distribuzione delle risorse favorisce i Paesi che hanno più soldi, e quindi contribuiscono di più come “azionisti” dell’Fmi. Venti paesi, dei 190 che compongono l’Fmi, riceveranno 468.780 milioni di dollari.

    Tra queste nazioni, ce ne sono solo due dell'America Latina e dei Caraibi (Messico e Brasile) e nessuna dell'Africa. Con questo sistema di quote, il Venezuela avrebbe dovuto ricevere più di 5 miliardi di dollari di fondi approvati attraverso l'emissione di Dsp. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno esercitato il loro veto in quanto principali azionisti dell’Fmi, impedendo al Consiglio di consegnare le risorse che di diritto corrispondono al Venezuela.



    Il Fondo Monetario ha giustificato la sua aperta violazione del mandato delle Nazioni Unite, affermando che "non sa" chi sia il presidente del Venezuela, se l’autoproclamato Guaidó o il presidente eletto Nicolas Maduro. Il governo bolivariano ha denunciato alla Corte penale internazionale le ripetute violazioni dei diritti umani costituite dalle illegali misure coercitive unilaterali che hanno colpito l'intera società.

    Le “sanzioni”, hanno sottolineato diversi esperti indipendenti delle Nazioni Unite, violano il diritto allo sviluppo dei popoli che ne soffrono e hanno portato il governo venezuelano a fermare o sospendere i programmi previsti per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, compresi i progetti agricoli e per la tutela dell'ambiente.

    Il Secondo re-incontro con la Madre Terra, che si è concluso a Caracas, ha ricordato come le “sanzioni” abbiano colpito anche i diritti della natura, sanciti dall'articolo 127 della Costituzione Bolivariana. E questo in un momento in cui il continente latinoamericano è esposto agli effetti devastanti del cambio climatico, con la loro alternanza di inondazioni e siccità. In Venezuela, le piogge torrenziali hanno provocato frane, distruzioni di case, e 20 morti, e il governo ha proclamato lo stato d’emergenza.

    L'ecosocialismo è il quinto obiettivo del Plan de la Patria 2019-2025, ideato da Hugo Chávez e riaffermato dal governo di Nicolás Maduro, che ha rilanciato "le tre r" - ridurre, riutilizzare, riciclare- come politica dello Stato, e ciò è diventato ancora più necessario di fronte al blocco economico. In un Paese che conta 2.700 km di coste, 43 parchi nazionali, boschi e una grande varietà di animali rari o unici, tutelare l'ambiente significa preservare la vita e l'economia di intere popolazioni, soprattutto autoctone.



    La natura – dice l’ecosocialismo - è uno dei modi più efficaci per combattere il cambiamento climatico e la sua protezione dovrebbe essere una parte essenziale di tutti i piani per ridurre il riscaldamento globale, poiché è facendo affidamento sulla natura che le emissioni di gas serra possono essere ridotte fino a un terzo, come deve essere fatto in tutto il mondo entro il 2030: senza, però, nascondere l’asimmetria esistente in un mondo globalizzato in cui domina la ricerca del profitto. In un sistema simile, anche la tutela dell'ambiente ha un costo elevato, gestito e determinato dagli interessi economici e politici degli stati che controllano le tasche degli stati del sud... Lo si vede nel mercato delle emissioni e delle “compensazioni” che va in scena nei grandi vertici.

    Al suo servizio, il sistema capitalista ha una fiorente industria della disinformazione, alimentata da una pletora di think tank, ONG e fondazioni pesantemente finanziate, i cui dati forniscono il pretesto per imporre le cosiddette sanzioni.

    Un'informazione così distorta serve anche ad alienare le simpatie di quelle aree della sinistra soft che, negli Stati Uniti o in Europa, leggono il mondo attraverso la lente monolitica della "critica del modello estrattivista". Una lente che, nel porre la questione ambientale, elude la necessità di "cambiare il sistema per cambiare il clima", come gridava Chávez negli anni scorsi, insieme ai movimenti popolari.



    In seguito all'autoproclamazione di Juan Guaidó come presunto presidente ad interim del Venezuela e all'attuazione artificiale delle sue rappresentazioni all'estero, i burattini degli Stati Uniti hanno prodotto vari rapporti su commissione. Uno di questi si proclama Rapporto Annuale del Commissario Presidenziale per i Diritti Umani, e si intitola pomposamente: "Venezuela. Situazione dei diritti umani in uno stato fallito". La logica è sempre la stessa: presentare le conseguenze di misure coercitive unilaterali, immorali e illegali, che loro stessi hanno chiesto e chiedono ai loro burattinai, come errori e fallimenti del governo bolivariano.

    Le loro fonti, presentate come "indipendenti", fanno riferimento a strutture pesantemente finanziate da agenzie statunitensi e simili. I loro "esperti" dipendono da organizzazioni private e università apertamente schierate contro il governo bolivariano e contro tutti i progetti a favore del popolo, nei quali essi vedono una limitazione dei loro privilegi. I "loro" popoli indigeni sono quelli che riescono a manipolare e corrompere, per poi presentarli come difensori della natura nelle grandi istituzioni internazionali.

    L'obiettivo della cosca "autoproclamata" è ovviamente anche qui l’interesse materiale: deviare fondi destinati al popolo venezuelano e utilizzarli per scopi personali o destabilizzanti, presentando progetti "alternativi e indipendenti", anche in ambito ambientale. E allora ecco un articolo a riguardo, che utilizza gli stessi "esperti" dell’"autoproclamato" rapporto sui diritti umani.

    Recita trionfante “Il 2021 inizia con una celebrazione alla quale il Venezuela non è invitato, il Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile, 2021-2023”. Come dire: la difesa dei pesci e degli oceani dev’essere affidata soltanto agli squali.

    (L'Antidiplomatico)

    **************************************** *******************
    evvaiiiii !!!!!!!!!!!!!!!!!! altri soldi rubati al Venezuela dai soliti noti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. #278
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    Sinceramente sono dubbioso.
    Perchè mi sembra che ci siano titoli banditi agli americani che per il resto del mondo sono perfettamente negoziabili.
    Quindi quello che dici non mi sembra sufficiente per spiegare perchè il ban si estende praticamente anche a soggetti non americani.
    Gli USA hanno solo vietato ai loro cittadini di negoziare questi titoli o hanno imposto qualche altro vincolo che
    determina l'estensione di questo impedimento anche al resto del mondo?
    Forse in questo caso le sanzioni sono più pesanti?
    Non lo so. Comunque chiedevo per curiosità.

    Capire bene in che modo e per quali meccanismi gli Stati Uniti possano creare un casino del genere forse sarebbe utile.
    Il fatto di avere una nazione che per suoi interessi e in modo arbitrario impedisce il funzionamento dei mercati non è molto rassicurante.
    In particolare se a farne le spese poi sono terze parti di altri paesi.

  9. #279
    L'avatar di Carib
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    Sinceramente sono dubbioso.
    Perchè mi sembra che ci siano titoli banditi agli americani che per il resto del mondo sono perfettamente negoziabili.
    Quindi quello che dici non mi sembra sufficiente per spiegare perchè il ban si estende praticamente anche a soggetti non americani.
    Gli USA hanno solo vietato ai loro cittadini di negoziare questi titoli o hanno imposto qualche altro vincolo che
    determina l'estensione di questo impedimento anche al resto del mondo?
    in teoria no, ma siccome alla fine della fiera tutti i $ fanno clearing in US o con intermediari americani,
    fare il clearing e' una rogna. Detto questo, con tempo, soldi e "cartine" gli scambi si possono fare.
    Prova ne sia la transazione con bonds PDVsa per la raffineria dominicana.

  10. #280
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    Capire bene in che modo e per quali meccanismi gli Stati Uniti possano creare un casino del genere forse sarebbe utile.
    Il fatto di avere una nazione che per suoi interessi e in modo arbitrario impedisce il funzionamento dei mercati non è molto rassicurante.
    In particolare se a farne le spese poi sono terze parti di altri paesi.
    Ottima domanda.

    il problema e' che l'europa non ha voluto o non e' stata capace di creare un sistema finanziario totalmente indipendente da quello americano.
    Detto questo.. sui titoli in US$, giustamente, le regole le fanno e le disfano gli americani.

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