L'inflazione è veramente da temere o uno spauracchio per frenare i mercati? - Pagina 4
Correzione fino a -20% e questa volta risalita sarà più dura. Economista di Moody’s vede venti contrari abbattersi sui mercati
A Wall Street torna per il momento il sereno oggi dopo che settimana scorsa è ststa la peggiore dallo scorso autunno per il Dow Jones, con un saldo negativo di …
Startup cripto di ex traders Morgan Stanley decuplica valutazione ed entra nel club degli unicorni
Un gruppo di ex trader di Morgan Stanley è riuscito a far diventare la loro startup di criptovalute in un unicorno, portando le strategie di Wall Street nel nuovo mondo. …
Atterra in Italia Yoda, primo ETF legato alla space economy
HANetf, piattaforma indipendente pan-europea, ha lanciato sul comparto ETFplus di Borsa Italiana i quattro nuovi ETF tematici, innovativi rispetto al tema di investimento proposto ma anche interessanti ai fini del …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #31

    Data Registrazione
    May 2021
    Messaggi
    87
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    57 Post(s)
    Potenza rep
    460236
    Citazione Originariamente Scritto da Nemor Visualizza Messaggio
    Se preferisci l'Italia il buono obiettivo 65, buono a lunga/lunghissima scadenza.. Da cassetto assoluto

    Buono Obiettivo 65
    Credo che tu non abbia capito quale è il mio obbiettivo, o magari sono io che non ho compreso lo strumento “ buono obbiettivo 65”.
    Io cercavo uno strumento per proteggere il
    Capitale dall’inflazione, in attesa di un punto di ingresso sulle asset class del portafoglio che ho creato. Quindi è un qualcosa di temporaneo diciamo che l’ideale era un tds con scadenza tra 1/2/3 anni e che rimborsi il 100% del capitale investito, più l’inflazione.. ma siccome devo investire tutto il patrimonio, vorrei qualcosa di sicuro.. e sinceramente l’Italia non la
    voglio nemmeno vedere😅

  2. #32
    L'avatar di aquila1
    Data Registrazione
    Mar 2004
    Messaggi
    607
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    27 Post(s)
    Potenza rep
    31855745
    Citazione Originariamente Scritto da Gabriele01 Visualizza Messaggio
    Salve a tutti, credo che si debba temere l'inflazione a prescindere dal fatto che sia o meno uno spauracchio per i mercati. In quanto chiunque possiede della liquidità la subisce indistintamente. Direi magari può essere interessante, dal punto di vista operativo, capire come non subirne gli effetti.
    La mia idea è quella di investire tutto il patrimonio, che ora giace in liquidità, in un titolo di stato inflation linked alto rating ( tipo Francia o Germania ), scadenza un anno. Questo per temporeggiare in liquidità senza subire gli effetti dell'inflazione sul capitale, aspettando uno storno dei mercati più o meno importante, per poi liquidare tale titolo di stato e investire sulle asset class del portafoglio di etf che ho creato. Qualora non ci siano state occasioni ( in realtà è in corso un pac mensile per allocazione capitale esistente)
    Chiedo a voi che, in questa sezione del forum, siete esperti in singole obbligazioni: Dove è possibile trovare le obbligazioni inflation linked dei paesi area euro come Francia, Germania, Austria, Paesi bassi ecc ?
    Ciao,
    investire tutto il patrimonio in un singolo titolo legato all'inflazione, sia pure ad alto rating e con scadenza ad un anno, non mi sembra una buona idea…..
    Comunque in area euro puoi andare su Bundei 0,1% Apr26 Eur DE0001030559 o su OATei 1,1% Lg22 Eur FR0010899765 oppure OATei 0,25% Lg24 Eur FR0011427848.
    Come alternativa potresti valutare un ETF, tipo iShares Euro Inflation Linked Government Bond UCITS, IE00B0M62X26.
    C’è da tener presente però che adesso siamo nella fase reflattiva che segue una lunga fase deflattiva e quindi, probabilmente, ci sarà solo un contenuto aumento dell'inflazione a breve/medio termine (che mi sembra essere il tuo orizzonte temporale), IMHO già abbondantemente prezzata nelle obbligazioni di cui sopra.......
    Da valutare, a mio parere, con ottica temporale più a lungo termine (ed in attesa dell'inflazione futura.......) oltre al PAC che già segui, anche un accumulo di REITS, oro/argento, azioni (value e megatrend) magari dopo le immancabili fasi di ribasso che prima o poi arriveranno, oltre ai bonds legati all’inflazione.
    Saluti
    Aquila1

  3. #33

    Data Registrazione
    May 2021
    Messaggi
    87
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    57 Post(s)
    Potenza rep
    460236
    Citazione Originariamente Scritto da aquila1 Visualizza Messaggio
    Ciao,
    investire tutto il patrimonio in un singolo titolo legato all'inflazione, sia pure ad alto rating e con scadenza ad un anno, non mi sembra una buona idea…..
    Comunque in area euro puoi andare su Bundei 0,1% Apr26 Eur DE0001030559 o su OATei 1,1% Lg22 Eur FR0010899765 oppure OATei 0,25% Lg24 Eur FR0011427848.
    Come alternativa potresti valutare un ETF, tipo iShares Euro Inflation Linked Government Bond UCITS, IE00B0M62X26.
    C’è da tener presente però che adesso siamo nella fase reflattiva che segue una lunga fase deflattiva e quindi, probabilmente, ci sarà solo un contenuto aumento dell'inflazione a breve/medio termine (che mi sembra essere il tuo orizzonte temporale), IMHO già abbondantemente prezzata nelle obbligazioni di cui sopra.......
    Da valutare, a mio parere, con ottica temporale più a lungo termine (ed in attesa dell'inflazione futura.......) oltre al PAC che già segui, anche un accumulo di REITS, oro/argento, azioni (value e megatrend) magari dopo le immancabili fasi di ribasso che prima o poi arriveranno, oltre ai bonds legati all’inflazione.
    Saluti
    Aquila1
    Grazie per i suggerimenti, avevo anche identificato quei singoli bond da te elencati,prendendoli proprio dalla lista titoli dell’ etf ishares euro inflation linked da te citato.. Effettivamente il problema è che se nel prezzo è racchiusa l’aspettativa di inflazione che poi non si verifica, credo si incorra in una perdita a scadenza. Pari all’attuale aspettativa di inflazione.
    Se comprassi il titolo FR0010899765, scadenza Luglio 2022 ,al prezzo di 104,455 quali sarebbero le possibili conseguenze( escludendo il default emittente).
    Quindi per proteggersi dall’inflazione non esiste nulla acquistabile se non il titolo di stato inflation linked in fase di emissione?
    Per quanto riguarda l’oro sinceramente può essere inserito in un portafoglio con altre asset class ma acquistarlo con il solo scopo di proteggere la liquidità dall’inflazione non lo trovo corretto. Prendere oro al posto della detenzione di liquidità, è da considerarsi a tutti gli effetti investimento speculativo.
    Diciamo che il portafoglio che ho creato dovrebbe, sul lungo termine essere completamente a breakeven con l’inflazione in quanto è composto dai seguenti etf:
    GLDV ,IWQU ,JMBE,VDEA,IHYG,IPRP.
    L’azionario è 60 %value(dividend aristocrats)e 30 %aziende di qualità ad alta redditività.
    I rendimenti delle obbligazioni paesi emergenti sono dati dalle
    Dinamiche connesse all’inflazione usa+ Assunzione di rischio emittenti non ad alto rating.
    Mentre le euro high yeld sono agganciate all’inflazione area euro.
    È un portafoglio volatile a causa della correlazione diretta tra azionario e obbligazioni high yeld e emergenti, ma il rischio specifico, essendo molto basso, consente al portafoglio una certa robustezza sul lungo termine.
    Che ne dici? A livello di redditività sostenibile si può fare di meglio?
    Saluti
    Gabriele

  4. #34

    Data Registrazione
    May 2021
    Messaggi
    87
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    57 Post(s)
    Potenza rep
    460236
    Cioè quello è il portafoglio, ma ad ora ho attivo solo il pac su GLDV - IPRP, con l'idea di investire tranche molto più pesanti non appena si verifica un ribasso importante su queste e le altre asset class menzionate ( IWQU,JMBE-VDEA,IHYG).

  5. #35

    Data Registrazione
    Apr 2021
    Messaggi
    43
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    28 Post(s)
    Potenza rep
    11457055
    Se vuoi proteggerti dall'inflazione senza complicarti la vita con titoli AAA potresti valutare un conto deposito remunerato libero da vincoli, se aumenta l'inflazione la banca ti aumenterà il tasso d'interesse.
    Su titoli di Stato Francesi o Tedeschi rischi di concludere l'operazione in perdita.

    https://www.confrontaconti.it/conti-...5-c1d6b2c386e0

  6. #36

  7. #37
    L'avatar di Encadenado
    Data Registrazione
    May 2006
    Messaggi
    21,568
    Mentioned
    73 Post(s)
    Quoted
    5491 Post(s)
    Potenza rep
    42949688
    Mi pare esista un'importante questione, non ancora affrontata da nessuno, in merito all'inflazione: il legame tra l'inflazione e i tassi obbligazionari!

    Storicamente, l'aumento dell'inflazione (o della sua aspettativa) agiva prioritariamente sui tassi a breve termine e solo conseguentemente sui tassi a lungo termine.
    Infatti, quando i risparmiatori italiani investivano a breve termine nei BOT, se l'inflazione aumentava dell'1% anche il rendimento dei BOT aumentava circa altrettanto poi, in modo più contenuto e graduale, aumentava anche il rendimento a lungo termine.

    Invece oggi i risparmiatori, alla ricerca di soddisfacenti rendimenti positivi, si trovano costretti ad investire a lungo termine. Ma a questo punto, sembra proprio l'inflazione agisca prioritariamente sui tassi a lungo termine e non agisca affatto sui tassi a breve termine che permangono stabilmente negativi.

    Sbaglio?
    Nessun altro l'ha notato?

  8. #38
    L'avatar di dottluca
    Data Registrazione
    Dec 2010
    Messaggi
    9,427
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    834 Post(s)
    Potenza rep
    42949683
    Citazione Originariamente Scritto da Encadenado Visualizza Messaggio
    Mi pare esista un'importante questione, non ancora affrontata da nessuno, in merito all'inflazione: il legame tra l'inflazione e i tassi obbligazionari!

    Storicamente, l'aumento dell'inflazione (o della sua aspettativa) agiva prioritariamente sui tassi a breve termine e solo conseguentemente sui tassi a lungo termine.
    Infatti, quando i risparmiatori italiani investivano a breve termine nei BOT, se l'inflazione aumentava dell'1% anche il rendimento dei BOT aumentava circa altrettanto poi, in modo più contenuto e graduale, aumentava anche il rendimento a lungo termine.

    Invece oggi i risparmiatori, alla ricerca di soddisfacenti rendimenti positivi, si trovano costretti ad investire a lungo termine. Ma a questo punto, sembra proprio l'inflazione agisca prioritariamente sui tassi a lungo termine e non agisca affatto sui tassi a breve termine che permangono stabilmente negativi.

    Sbaglio?
    Nessun altro l'ha notato?
    Perche i tassi a breve sono tenuti perfettamente sotto controllo dalle Banche centrali, mentre così non avviene con i tassi a lungo per i quali necessiterebbero del controlo della curva che attualmente è attuato soltanto dal Giappone.
    Le banche centrali sono riluttanti allo ycc in quanto perderebbero il controllo sul volume totale di moneta emessa in quanto la quantità sarebbe una funzione del tasso obbiettivo che si vuole raggiungere.

    Secondo alcuni la salita dei tassi USA assieme al fabbisogno sempre maggiore del Tesoro di essere finanziato, porterà la FED inevitabilmente allo YCC, per non vedere i tassi schizzare in cielo con conseguenti crolli borsistici.

  9. #39

  10. #40
    L'avatar di baleng
    Data Registrazione
    Mar 2021
    Messaggi
    303
    Mentioned
    2 Post(s)
    Quoted
    195 Post(s)
    Potenza rep
    23495863
    Citazione Originariamente Scritto da Encadenado Visualizza Messaggio
    Mi pare esista un'importante questione, non ancora affrontata da nessuno, in merito all'inflazione: il legame tra l'inflazione e i tassi obbligazionari!

    Storicamente, l'aumento dell'inflazione (o della sua aspettativa) agiva prioritariamente sui tassi a breve termine e solo conseguentemente sui tassi a lungo termine.
    Infatti, quando i risparmiatori italiani investivano a breve termine nei BOT, se l'inflazione aumentava dell'1% anche il rendimento dei BOT aumentava circa altrettanto poi, in modo più contenuto e graduale, aumentava anche il rendimento a lungo termine.

    Invece oggi i risparmiatori, alla ricerca di soddisfacenti rendimenti positivi, si trovano costretti ad investire a lungo termine. Ma a questo punto, sembra proprio l'inflazione agisca prioritariamente sui tassi a lungo termine e non agisca affatto sui tassi a breve termine che permangono stabilmente negativi.

    Sbaglio?
    Nessun altro l'ha notato?
    Presente.
    Per me la questione è ancora più complessa. Basti pensare a quello che succede se paragoniamo la situazione europea con quella USA (ovvio che lo sapevi).
    Credo che il fulcro della questione sia la valutazione dei tassi reali possibili. Tassi reali positivi sono possibili se l'economia cresce; in subordine, ma per periodi limitati, quando calano i tassi di interesse, naturalmente già possedendo obbligazioni tasso fisso.
    Il fatto che i tassi a lunga si correlino con l'inflazione a breve mostra il rifiuto di adattarsi alla nuova situazione, che fa trascurare il forte rischio quotazioni nel lungo termine. Oggi 10 anni vengono ormai considerati medio termine, una volta erano a lungo termine, quando le banche centrali non avevano preso ad irreggimentare il mercato finanziario. Il fatto stesso che il rendimento a lunga debba essere superiore a quello a breve non dovrebbe essere così scontato. Oggi ciò avviene solo in presenza di maretta, o di rischi di default a breve. Ma forse non esistono abbastanza ragioni perché un tasso a lunga debba rendere di più, con la conseguenza che, per esempio, se il tasso a breve aumenta di una figura, un ventennale va a scontare quella stessa figura per tutto il periodo residuo della sua vita. Quasi una reazione isterica.

    Il pericolo di un crollo dei prezzi dei titoli dovuto ad un aumento dei tassi non è per il breve termine, ma in qualche modo tutti odorano questo pericolo, senza ovviamente saperlo inquadrare nei suoi termini temporali. E si dimentica che per ripianare una perdita del 20% in periodo di tassi bassi serve molto più tempo che in un periodo di tassi alti. E che quindi il rischio non solo è aumentato sul lato della quotazione, ma anche su quello del recupero perdite/quotazioni.
    Quello che si "dimentica" assumendosi rischi viene però, forse subconsciamente, compensato da una proiezione emotiva sul fronte inflazione. Questa, tuttavia, negli anni ha cambiato fisionomia, non è più quella, per dire, degli anni 70\80. Perciò il fatto che l'aspettativa di inflazione agisca primariamente sui tassi a lunga indica in modo sfumato una sottile sfiducia nella capacità regolatoria delle Banche Centrali, abbinata ad un inganno prospettico rispetto al concetto stesso di inflazione d'oggi, assimilata a quella di quando le condizioni erano assai diverse ( dipendenza dall'oro, dalle guerre, dallo sregolato stampaggio di denaro in sedi (nazioni) separate, cioè non collegate da una politica monetaria comune).
    Tutto può cambiare, ma la probabilità che ciò avvenga a medio termine (5-7 anni) è bassa.

Accedi