Vivere di rendita, posso (Vol. XXXVI)? - Pagina 70
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  1. #691
    L'avatar di Braid
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    Citazione Originariamente Scritto da mirkosalva Visualizza Messaggio
    Ma la mattina quanto impieghi poi ad andare al lavoro? Usi il treno?
    In condizioni pre covid comunque lavoravo 2 o massimo 3 giorni in ufficio la settimana. Ora è un anno che lavoro da casa e penso che post covid la situazione sarà simile.

    Comunque lavoro fuori Londra e vado in ufficio in auto, parcheggio aziendale sotto l'ufficio e via.

  2. #692
    L'avatar di alfa71
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    Citazione Originariamente Scritto da libertario Visualizza Messaggio
    La valutazione politica è soggettiva come è naturale che sia. Io ho postato l'articolo per i punti citati da 1) a 11), molti dei quali li condivido.
    I punti da 1 a 11 in parte li condivido pure io.
    Si tratta dell'elenco di una serie di incontestabili magagne dalle quali l'Italia è afflitta da anni.
    Il problema a mio avviso è la conclusione alla quale arriva l'autore dell'articolo...ovvero chi sia il colpevole di tali magagne.
    Secondo lui il colpevole è la sola classe politica mentre gli italiani (che quella classe politica l'hanno eletta) non hanno alcuna responsabilità.
    Tu la pensi come lui ?

  3. #693
    L'avatar di alfa71
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    Citazione Originariamente Scritto da harvest Visualizza Messaggio
    Poi c'è l'elemento endogeno, ovvero la sanità su base regionale che, ancora una volta e nel modo peggiore, ha mostrato tutti i suoi limiti e contraddizioni. Però in questo Alfa ha ragione, se un presidente di Regione, diciamo Giani (così non faccio nomi di dx sennò sembro sempre quello comunista) afferma candidamente in tv che ha dato il via libera alle vaccinazioni agli avvocati perché era bombardato di richiesta da questo e quell'altro e quindi ha ceduto alle pressioni.. beh.. chi lo ha eletto due domande dovrà pur farsele. Cioè, se non giudichiamo i politici per quello che fanno, ma solo per quello che promettono in campagna elettorale mi sa che non facciamo una bella fine.
    ci sono 2,5 milioni di italiani che hanno ricevuto la prima dose di vaccino pur non facendo parte di - Cronache

  4. #694

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    Citazione Originariamente Scritto da Cicciopaccio Visualizza Messaggio
    Troppi se...per onestà intellettuale se si vogliono confrontare i numeri del Covid19 con quelli di altre forme influenzali bisognerebbe dire che non sappiamo quali sarebbero stati i numeri che avremmo avuto davanti senza nessuna misura di contenimento giusta o sbagliata che fosse dal momento che per le normali influenze non ne vengono prese.
    ....

    Questa è una domanda interessante alla quale oggi possiamo tentare di dare una risposta pur con le dovute cautele.

    Partiamo dal considerare gli attuali tassi di letalità del Covid, ormai ragionevolmente stabilizzati dopo oltre un anno di pandemia (FONTE:IlSole24Ore):

    Vivere di rendita, posso (Vol. XXXVI)?-letalita-covid.png

    Ogni fascia di età è connotata da uno specifico tasso di letalità, per esempio osservando la tabella si evince che dall'inizio della pandemia il 9% dei 70enni rimasti contagiati dal virus non ce l'ha fatta ed è deceduto per subentrate complicanze.

    Cerchiamo quindi di immaginare cosa sarebbe successo se avessimo trattato il virus del Covid-19 come una comune influenza stagionale, ovvero senza imporre alcuna restrizione sociale e senza imporre l'adozione di alcun DPI (dispositivo di protezione individuale).

    Ci occorre conoscere la distribuzione della popolazione italiana per fasce di età ottenendo la seguente tabella con relativo tasso di letalità e numero di morti stimati:

    Vivere di rendita, posso (Vol. XXXVI)?-stima-morti-covid.png

    Sommando il contributo dei morti stimati per ogni fascia di età, si giunge ad un numero di 1.7 milioni di morti complessivi, dove ovviamente il maggior contributo in termini di vite umane è concentrato nella macro fascia degli over60.

    Ora, partendo da questa stima di base, si possono compiere alcune correzioni (di segno opposto) non facilmente quantificabili:

    - la simulazione assume una capienza infinita dei pronto soccorso, dei reparti ordinari e delle terapie intensive. Una tale mole di contagiati avrebbe comportato la quasi immediata saturazione dei reparti ospedalieri aumentando il tasso di letalità (morti in casa per impossibilità di ricovero e cura immediati) anche per altre patologie non correlate al Covid-19. Difficile stimare l'aumento di morti dovuto a questo parametro.

    - l'attuale tasso di letalità assume che il numero di contagiati complessivi ufficialmente registrati corrisponda con buona approssimazione a quello reale. E' probabile invece che buona parte dei contagiati sia sfuggito alla contabilizzazione nazionale, in particolare i positivi asintomatici e con sintomi lievi tipici di una comune influenza. Se così fosse, il tasso di letalità sarebbe sovrastimato, difficile però dire di quanto.

    - un altro parametro in grado di alterare la stima di base è quello relativo alla reazione spontanea della popolazione non appena avesse realizzato che gli ospedali fossero saturi. Ci sarebbe stata probabilmente in parte della popolazione una reazione di autoprotezione e autoconfinamento precauzionale in attesa di capire cosa stesse succedendo. Questo fenomeno avrebbe assunto le caratteristiche di una restrizione sociale autoimposta con possibile minor esposizione al virus e dunque un minor numero di morti complessivi. Anche questo parametro è ovviamente di difficile stima.


    Partendo quindi dagli 1,7 milioni di morti stimati "plain vanilla" si potrebbe giungere, attribuendo un peso diverso ai tre parametri suddetti, ad una forchetta di confidenza ragionevolmente compresa tra 800k e 2 milioni di morti complessivi, prima di raggiungere l'immunità di gregge o la disponibilità massiva dei primi vaccini.
    Ovviamente tale forchetta è assolutamente arbitraria e frutto di stima soggettiva, troppo aleatorio riuscire a stimare i tre parametri suddetti.

  5. #695
    L'avatar di alfa71
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    Citazione Originariamente Scritto da Cicciopaccio Visualizza Messaggio
    Il discorso di Alfa mi trova in totale disaccordo: è un luogo comune vero in parte. A votare ci siamo andati, o almeno ne abbiamo avuto l'opportunità; a parte il fatto che governa da anni l'unico partito che le elezioni le aveva indubitabilmente perse e che esprime il ministro che più di tutti si trova a dover prendere decisioni scomode,
    Credo questa sia ben altra questione, ovvero quella dei ribaltoni politici a seguito di crisi di governo. In Italia la Costituzione parla chiaro e fornisce al presidente della repubblica la possibilità di cercare una maggioranza alternativa tra le forze in parlamento per formare un nuovo governo. Se i numeri ci sono allora il nuovo governo nasce, altrimenti si va a votare di nuovo.

    Citazione Originariamente Scritto da Cicciopaccio Visualizza Messaggio
    ora ci si lasci quanto meno la facoltà di giudicare. La classe dirigente viene giudicata sui numeri e su quello che riesce a fare, in Italia direi poco e niente di buono da anni. E come si vede anche Draghi non cammina sulle acque come sembrava potesse fare...
    In Italia siamo andati a votare nel 2018.
    In quella circostanza gli italiani hanno avuto modo di esprimere il proprio voto di preferenza per la classe politica che ritenevano essere la più adeguata alla guida del paese, suddivisa tra le varie forze politiche che si presentavano.
    Dopo quelle elezioni la classe politica di due forze politiche tra le più votate ha dato vita ad un governo che è durato se non ricordo male all'incirca 1 anno prima di abortire. Successivamente la classe politica ha trovato una nuova maggioranza coinvolgendo quella di una delle due forze politiche che avevano già governato la prima volta più altre precedentemente all'opposizione. Dopo un altro anno e mezzo circa anche questo secondo governo ha di nuovo abortito.

    Morale della favola : non rimane più molto da giudicare verso una classe politica che ha fallito due volte nel giro di tre anni circa nel tentativo di dare al paese una guida ed una prospettiva stabile di legislatura.
    Inoltre va detto....non è che qui si può andare a votare ogni volta che un governo cade...altrimenti si dovrebbe votare ogni anno.
    Questa rinomata tradizione italica dei governi con aspettative di vita pari a quelle di un gatto in tangenziale (dove il governo appena insediato ribalta tutto quello fatto dal governo precedente) appare oggi come non più sostenibile in un mondo divenuto ultra-competitivo, dove occorrono idee chiare, visione di lungo termine, efficienza, capacità di portare a termine i progetti, coesione, visione.
    A tutto ciò si aggiunge il momento davvero delicato dovuto al covid ed i ritardi nella preparazione del Recovery Plan causati dalla classe politica eletta dagli italiani nel 2018.

    Quindi ha fatto benissimo Mattarella ad agire come ha agito poichè l'emergenza imponeva tempi stretti e decisioni importanti che la classe politica voluta dagli italiani nel 2018 non è stata in grado di approntare.
    Tra due anni si voterà di nuovo e gli italiani avranno modo di giudicare...ovvero ci ritroveremo con la stessa identica classe politica che ha già fallito due volte negli ultimi 3 anni
    Ultima modifica di alfa71; 10-04-21 alle 15:30

  6. #696
    L'avatar di alphaomega
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    Hai ragione, ma qui o importiamo in blocco parlamento e governo (da dove non saprei ) oppure torneremo a votare altri cialtroni.

    Io non credo che se ne esca senza un bagno di sangue

    Siamo tutti così egocentrici da guardare solo al nostro tornaconto, neanche a quello dei nostri figli, e con un orizzonte temporale fino a ... domani, non per i prossimi 20 anni

    Fossimo usciti così dalla seconda guerra mondiale vivremmo ancora nei campi profughi

  7. #697

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    Citazione Originariamente Scritto da alphaomega Visualizza Messaggio
    Hai ragione, ma qui o importiamo in blocco parlamento e governo (da dove non saprei ) oppure torneremo a votare altri cialtroni.

    Io non credo che se ne esca senza un bagno di sangue

    Siamo tutti così egocentrici da guardare solo al nostro tornaconto, neanche a quello dei nostri figli, e con un orizzonte temporale fino a ... domani, non per i prossimi 20 anni

    Fossimo usciti così dalla seconda guerra mondiale vivremmo ancora nei campi profughi
    Sacrosanto. Ma basterebbe una "semplice" (si fa per dire) riforma costituzionale per cui - mantenendo la centralità del Parlamento - ci si dà una legge elettorale e quella rimane. Invece adesso, la prima cosa a cui pensa una maggioranza e quella di modificare la legge elettorale vigente per non far vincere l'avversario, o come nella situazione attuale in cui non vince nessuno. Basterebbe una legge elettorale come quella in vigore per i Comuni, così per 5 anni se hai votato una massa di TdC te le tieni e la prossima volta ci pensi due volte.

  8. #698
    L'avatar di ortis
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    But, as both LivingAFI and John note, FIRE isn’t for everyone.

    This is an important point that society tends to gloss over when exalting one lifestyle over another. I’ve already written about how this occurs with entrepreneurship and the glorification of business owners over traditional careers. However, the same thing is true with early retirement and the Nomadic FIRE lifestyle as well. It just isn’t right for lots of people.

    But, that’s not the message we tend to hear. Instead, we are constantly told that not having to work is the ultimate goal. It’s the highest form of freedom, right? But this idea misses a larger point—work is about much more than money. Work is part of your identity. It’s about your role in society and can be closely tied to your purpose as well.

    If you think that work is only about collecting a paycheck, then you either don’t enjoy the type of work you do or you don’t like the people that you work with. In that case, I understand why not having to work can seem so great. It’s far better than a job you hate. But if you think that financial freedom will solve all of your problems, think again. There is too much evidence suggesting otherwise.
    If You Play With FIRE, Don't Get Burned – Of Dollars And Data

  9. #699
    L'avatar di alphaomega
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    qui da me negli ultimi 30 anni si sono alternate 2 TDC che hanno distrutto la città, uno ormai è spirato, ma dell'altro ancora si teme il ritorno, per un paio d'anni c'è stata una outsider di belle speranze e zero esperienza che è stata defenestrata per aver cominciato a scoprire gli altarini dei dipendenti comunali, tutti discepoli dell'uno e dell'altro tdc, con potentati degni del manuale Cencelli, in pratica in piccolo la fotografia della situazione nazionale..

    Come ne usciamo? Come ha detto qualcuno prima siamo diventati un enorme condominio di accattoni, io non riesco proprio a vedere come ci si possa liberare da ciò, dai successi dei populisti è chiaro che la cosa non può che peggiorare, se almeno fossimo andati in default nel 2011 forse si sarebbe innescato un processo positivo

  10. #700
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    Tante volte ho pensato di darci a mucchio e smettere prima... ma alla fine sono ancora qui che lavoro.
    Il lockdown e lo smatworking sono stati una manna perché mi hanno permesso di fare un esperimento di laboratorio: come è la vita senza andare più in ufficio?
    Dopo un anno posso dire piuttosto bene, ma alla fine non è un vero test.
    Lo stipendio arriva regolarmente e anche se si lavora da casa l'impegno sembra molto simile a quello che si aveva in ufficio.
    Certo svegliarsi con calma, mettersi una tuta e "collegarsi" al mondo del lavoro quando ancora si fa colazione rende il tutto più rilassante.
    Quanto potrei andare avanti così?
    Direi molto a lungo, visto che lo stress è comunque diminuito e lo stipendio sempre lo stesso.
    Se prima avevo una spinta a mollare tutto, adesso mi sembra di poter approfittare della situazione.
    Però ogni tanto sento che manca qualcosa, penso che siano i rapporti interpersonali.
    Alcuni di questi erano tossici, ma almeno qualcun altro invece ti tirava su ed a volte ti cambiava pure la giornata.

    Ho sempre pensato che il motivo del "mollo tutto e vivo di rendita" fosse semplicemente legato al fatto che si sta facendo il lavoro sbagliato.
    Se fossi un pittore, uno scultore, un attore, un musicista, uno scrittore, etc... non avrei problemi di alcun tipo... non sto più lavorando ma sto solo facendo cose che mi piacciono.
    Ecco fare l'impiegato a distanza ha trasformato il lavoro da "dipendente" ad autonomo e quindi più leggero.
    Certo, non faccio quello che vorrei... ma rispetto a prima non c'è confronto.
    Chissà quanto durerà tutto questo, di sicuro sta spostando il limite del mollare tutto.

    Tante volte mi sono detto che andrei in giro per il mondo sempre in vacanza, come il racconto riportato nel link.
    Ho spesso avuto paura che quelle esperienze siano così belle proprio perché brevi e dopo periodi di "sofferenze".
    Ma se il bello diventasse la quotidianità, allora il tutto si appiattisce... e la delusione penso devastante.

    A questo punto penso che l'indipendenza finanziaria una volta raggiunta ci dovrebbe aprire la porta per fare un lavoro che abbiamo sempre desiderato senza il patema d'animo che non ci dia abbastanza da mangiare... forse il vero obiettivo è quello... o almeno adesso la penso così...

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