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  1. #1
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  2. #2
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    SPERIAMO SIA IL 3D DEFINITIVO


    BUON ANNO " A LOS VENEZOLANOS"

  3. #3

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    Incrociamo le dita e buon Anno Aran2 👍

  4. #4
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    SPERIAMO SIA IL 3D DEFINITIVO


    BUON ANNO " A LOS VENEZOLANOS"
    A me basterebbe solo che tornassero a scambiare, qualche acquisto a prezzi insanguinati, qualche vendita sull'euforia e si recupera tutto, forse anche di più...
    BOND VENEZUELA: UN'EPOPEA SENZA FINE

  5. #5
    L'avatar di Sonny Liston
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    Caracas, 04 gen 18:24 - (Agenzia Nova) - Uscito vincitore dalle elezioni parlamentari del 6 dicembre, il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, è tornato a invocare un cambio di rotta da parte della comunità internazionale. Un invito che accompagnerà domani 5 gennaio l'esordio della nuova Assemblea nazionale (An), ultima delle istituzioni ufficiali a passare sotto il controllo del fronte chavista: un passaggio che - nonostante le censure di decine di paesi - consente a Maduro di delegittimare il ruolo del principale oppositore, Juan Guaidò, la cui presidenza dell'An aveva rappresentato la base legale per consegnargli la presidenza di interim del paese. In una lunga intervista rilasciata al giornalista franco-spagnolo Ignacio Ramonet e pubblicata dal quotidiano messicano "La Jornada" Maduro ha accusato l’Unione europea e i suoi Paesi membri di essere responsabili per l’astensionismo dell'opposizione alle ultime elezioni legislative venezuelane e ha invitato Bruxelles a usare la sua influenza per spingere una buona parte della destra venezuelana a fare politica istituzionale. L’appello arriva mentre dagli Stati Uniti giungono segnali distensivi da parte dell’amministrazione entrante di Joe Biden.

    Secondo fonti citate dalla stampa Usa il team preposto alla Sicurezza nazionale del presidente eletto effettuerà una revisione del programma di sanzioni del dipartimento del Tesoro. Secondo quanto riportato, Adewale “Wally” Adeyemo, scelto da Biden come numero due del Tesoro, si coordinerà con altre agenzie della sicurezza nazionale al fine di rivedere il funzionamento dell’Unità terrorismo e intelligence finanziaria. In particolare, l’amministrazione Biden punterebbe a favorire elezioni libere ed eque in Venezuela offrendo in cambio un alleggerimento delle sanzioni come strategia per porre fine alla crisi nel paese. Se confermata, la strategia rappresenta un deciso cambio di passo rispetto a quella promossa dall’amministrazione di Donald Trump, per la quale l’uscita di scena di Maduro è sempre stata condicio sine qua non per la soluzione alla crisi. Che questo sarà il nuovo corso della strategia Usa per il Venezuela è opinione diffusa anche tra gli osservatori. "Biden non eliminerà le sanzioni ma probabilmente introdurrà elementi più utili: le proporrà come strumento di negoziazione politica", ha scritto sul suo account Twitter Luis Vicente Leon, presidente della società di sondaggi venezuelana Datanalisis.



    Si tratta di un approccio che rischia di isolare ulteriormente il leader di opposizione Juan Guaidò, che sta assistendo a un calo dei consensi nell'opinione pubblica, precipitato al 24 per cento secondo Datanalisis, e a un aumento delle divisioni interne all'opposizione che lo sostiene. Dopo le contestate elezioni parlamentari del 6 dicembre scorso, boicottate dai principali partiti antigovernativi, l'Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione, ha approvato una riforma che consente a un gruppo di deputati di portare avanti le funzioni del parlamento oltre il termine previsto. Tuttavia, i deputati di uno dei maggiori partiti che sostengono la coalizione del leader di opposizione Juan Guaidò, Azione democratica (Ad), si sono astenuti dal voto, in contrasto alla decisione di delegare le funzioni del parlamento a una commissione delegata.

    Ad, formazione che si riconosce in un leader di lungo corso come Henri Ramos Allup, aveva già annunciato che non avrebbe dato il suo assenso: non solo perché, “di fatto” le cose non cambierebbero, ma anche perché “coloro che premono per la sua approvazione sono tutti in esilio”, spiegava il portavoce Oliver Blanco toccando uno dei tasti dolenti all’interno del fronte. Una battaglia, quella tra chi combatte il regime da dentro contro chi ha abbandonato il paese, che si è inasprita con la fuga da Caracas di Leopoldo Lopez, leader carismatico delle opposizioni. La polemica social impazza su due versioni alternative: chi non vuole dare continuità alla “vecchia” Assemblea nazionale sta in realtà trattando con il governo Maduro, chi predica bene da oltre confine vive sempre più lontano dalle sofferenze e sempre più al comodo riparo dei governi ospiti.



    Alla perdita di consenso di Guaidò ha contribuito secondo alcuni osservatori anche il sostegno indiscriminato alla politica di sanzioni adottate dagli Stati Uniti, che se da una parte hanno colpito soggetti individuali responsabili di violazioni dei diritti umani, dall’altra si sono estese anche al campo petrolifero nel suo complesso, colpendo duramente un settore da cui dipende la quasi totalità delle entrate statali. La strategia, ha scritto l’economista venezuelano Francisco Rodriguez in un commento pubblicato per “Foreign Affairs”, “ha fallito nel tentativo di rimuovere Maduro dal potere, ma ha assestato un duro colpo all’economia venezuelana”. Citando un sondaggio di Datanálisis, l’analista ricorda che il 71 per cento dei venezuelani si oppone alle sanzioni Usa dirette al settore petrolifero. “L'opposizione si è messa nell'impossibile dilemma di cercare di spiegare ai venezuelani perché le loro vite dovrebbero essere rese ancora più difficili”, scrive Rodriguez.

    Da tempo gli Stati Uniti usano la leva delle sanzioni per indebolire il governo del presidente Nicolas Maduro e favorire il passaggio dei poteri al presidente dell’Assemblea nazionale ed autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò. Le sanzioni hanno colpito sia persone interne alla cerchia di Maduro sia il settore petrolifero venezuelano, da cui dipende la quasi totalità degli introiti statali del paese caraibico. La strategia è appoggiata dagli stessi attori principali dell'opposizione venezuelana e da diversi governi ed organismi esteri. Il governo Maduro denuncia da tempo le misure come contrarie al diritto internazionale perché adottate in modo "unilaterale", e accusa Washington di contribuire così alla crisi umanitaria in atto nel paese. Delle ricadute negative sul benessere della popolazione venezuelana ha più volte parlato anche l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, pur critica nei confronti delle politiche di sicurezza di Caracas.

    Gli appelli in favore di un allentamento delle sanzioni si sono moltiplicati soprattutto nel contesto della pandemia del nuovo coronavirus. Lo scorso 3 dicembre, intervenendo alla sessione straordinaria dell’Assemblea generale Onu, incentrata sulla risposta alla pandemia, Maduro ha ribadito il suo appello in questo senso. “È tempo che le grandi potenze revochino queste misure criminali”, ha detto Maduro, denunciando che al Venezuela viene impedito di accedere ai "conti per pagare i medicinali di cui ha bisogno la popolazione, forniture mediche e carburante”. "Alcuni potenti paesi del nord hanno continuato la loro politica di politicizzazione della pandemia e l'hanno trasformata in un'ulteriore opportunità per imporre i propri interessi egemonici attraverso l'aggressione economica", ha detto Maduro. Il presidente venezuelano ha quindi chiesto che il vaccino contro la Covid-19 venga dichiarato “bene pubblico di beneficio globale”, al fine di garantire la sua distruzione gratuita. (Vec) © Agenzia Nova - Riproduzione riservata

  6. #6
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    Caracas, 04 gen 18:24 - (Agenzia Nova) - Uscito vincitore dalle elezioni parlamentari del 6 dicembre, il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, è tornato a invocare un cambio di rotta da parte della comunità internazionale.
    "Biden ha ripetutamente etichettato Maduro un dittatore."
    Venezuela to seat socialist-held congress as Maduro consolidates power - SWI swissinfo.ch

  7. #7
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    A me basterebbe solo che tornassero a scambiare, qualche acquisto a prezzi insanguinati, qualche vendita sull'euforia e si recupera tutto, forse anche di più...
    BOND VENEZUELA: UN'EPOPEA SENZA FINE
    Mi basterebbe che mi pagassero le cedole pregresse, il nominale glielo lascio.

  8. #8

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    Via il plasticone. ...e qualcosa cambierà. ...per forza.

  9. #9

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    mi è arrivata comunicazione dalla banca, prorogati i termini di prescrizione al 21 dicembre 2021; aspettando godot

  10. #10
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    Arrivata anche a me su Webank. Un termine stretto, una finestra piccola ma di grande opportunità ...

    <<Per accettare l’offerta, i possessori delle Obbligazioni Rilevanti devono sottoscrivere l'Accordo di interruzione dei termini di prescrizione degli interessi (reperibile sul sito dell'Emittente sopra indicato) e trasmetterlo secondo le modalità previste dall'Accordo stesso entro la mezzanotte (ora di Caracas) del 13 dicembre 2021, salvo ulteriore proroga o estinzione anticipata>>.

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