Vivere di rendita, posso (Vol. XXV)? - Pagina 171
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  1. #1701
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    Ecco un articolo del 95 che spiega un po' le cose. Nello specifico aeronautico, ti assicuro, era molto peggio e già nel 91
    INGEGNERI IN ALLARME ' IL LAVORO NON C' E' PIU' ' - la Repubblica.it
    Italia, lavoro e imprese: ingegneri cercansi - Panorama


    tranne te...

    Ultima modifica di alfa71; 23-06-20 alle 09:37

  2. #1702

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    La questione degli Ingegneri e' semplice e te la spiego io che sono Ingegnere.
    Se ti laurei bene in 5 anni avrai molteplici offerte di lavoro e potrai scegliere. Gli stipendi di ingresso delle grandi aziende / multinazionali sono abbastanza allineate e la scelta la devi fare non sullo stipendio ma sul contenuto professionale e sulla rivendibilita' di quello che ti offrono.
    Se ti laurei in 7 anni o peggio diventa tutto in salita e facilmente finisci a lavorare in qualche PMI nella quale probabilmente non concluderai molto e finirai a fare una Carrera mediocre.

    Di Ingegneri neolaureati ne ho assunto diversi nella mia carriera e quelli laureati in piu' di sei anni manco finivo di leggere il curriculum (adesso mi saro' fatto degli amici). Ma d'altra parte finire in grave ritardo il proprio corso di studi e' generalmente sintomatico di varie possibili questioni, quasi nessuna positiva per l'azienda che ti deve assumere.

    Per il resto giornali e giornalisti normalmente dicono un mare di cazzate

  3. #1703
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    Citazione Originariamente Scritto da freetimenow Visualizza Messaggio
    La questione degli Ingegneri e' semplice e te la spiego io che sono Ingegnere.
    Se ti laurei bene in 5 anni avrai molteplici offerte di lavoro e potrai scegliere. Gli stipendi di ingresso delle grandi aziende / multinazionali sono abbastanza allineate e la scelta la devi fare non sullo stipendio ma sul contenuto professionale e sulla rivendibilita' di quello che ti offrono.
    Se ti laurei in 7 anni o peggio diventa tutto in salita e facilmente finisci a lavorare in qualche PMI nella quale probabilmente non concluderai molto e finirai a fare una Carrera mediocre.

    Di Ingegneri neolaureati ne ho assunto diversi nella mia carriera e quelli laureati in piu' di sei anni manco finivo di leggere il curriculum (adesso mi saro' fatto degli amici). Ma d'altra parte finire in grave ritardo il proprio corso di studi e' generalmente sintomatico di varie possibili questioni, quasi nessuna positiva per l'azienda che ti deve assumere.

    Per il resto giornali e giornalisti normalmente dicono un mare di cazzate
    Sul fatto del laurearsi in 7 anni farei una distinzione importante: ok, ci sono quelli che si laureano in 7 o piu' anni perche' effettivamente fanno fatica a passare gli esami oppure le la prendono comoda perche' hanno le spalle coperte, e qui condivido le tue opinioni. Pero' ci sono anche quelli che impiegano molto tempo tempo perche' magari lavorano per mantenersi agli studi, o anche solo perche' ritengono di inserire nel perido di studi viaggi / corsi di formazione all'estero, ecc. Questi casi nella mia esperienza non sono e non dovrebbero essere valutati negativamente in sede di assunzione.

  4. #1704

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    Citazione Originariamente Scritto da Folletto5 Visualizza Messaggio
    Sul fatto del laurearsi in 7 anni farei una distinzione importante: ok, ci sono quelli che si laureano in 7 o piu' anni perche' effettivamente fanno fatica a passare gli esami oppure le la prendono comoda perche' hanno le spalle coperte, e qui condivido le tue opinioni. Pero' ci sono anche quelli che impiegano molto tempo tempo perche' magari lavorano per mantenersi agli studi, o anche solo perche' ritengono di inserire nel perido di studi viaggi / corsi di formazione all'estero, ecc. Questi casi nella mia esperienza non sono e non dovrebbero essere valutati negativamente in sede di assunzione.
    Io in tanti anni di gente che sia riuscita a fare Ingegneria lavorando e mantenendosi non ne ho mai conosciuto uno. Magari sara' un mio bias cognitivo ma credo siano veramente mosche bianche.
    I corsi all'Estero semmai li fai dopo che ti sei laureato. Quando inizi una cosa la devi finire bene e nei tempi giusti. Questa e' l'attitudine mentale giusta delle persone che vale la pena di assumere. Altrimenti quelli che: a) non sono capaci b) sono perfezionisti c) divagano ecc.. alla fine dopo che li hai assunti te ne penti.
    Questa e' la mia (fallace) esperienza.

  5. #1705
    L'avatar di alfa71
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrluke Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio per i consigli.

    Infatti scrivo già da qualche in un blog di finanza (siamo in 4, non è interamente mio) e la passione è andata crescendo. Anzi: a breve verrà pagato il primo articolo come "affiliazione".

    I social, in generale, tendo ad utilizzarli in maniera intelligente pubblicando sondaggi in materia economica ma non sempre riscuoto molto interesse.

    In ogni caso il mio obiettivo è prendere il patentino e sperare che le società di consulenza assumano. Ma questo lo pensavo già prima di entrare in banca dove, appunto, ingenuamente speravo cambiasse qualcosa visti i recenti sviluppi ed il proliferare di robot advisor.

    Giustamente qualcuno diceva prima che risulterei ridicolo avendo alle spalle solo uno stage in banca buttarmi nella consulenza indipendente ed è vero; ma tra le varie opzioni, preferisco farmi la gavetta in una società onesta che diventare direttore (ammettiamo, per assurdo, che possa) di una banca dove TUTTI sanno di questo problema.

    Se un consulente investe con etf a leva o "normali" ma propone fondi a gestione attiva, è lapalissiano che conosce il conflitto d'interesse.

    Quei pochi che possono investire per giunta; molti under 40 con lo stipendio che prendono comunque non sono autosufficienti o non hanno soldi da parte per investire (e mi ha meravigliato molto quando me lo hanno raccontato). Io entrerei con condizioni contrattuali peggiori.

    In ogni caso in molti mi hanno detto, in disparte, di andarmene appena possibile. E dubito che un consulente sui 50 anni abbia intenzione di dirmi fesserie o che tema il "nuovo che avanza".

    Secondo me hanno intuito che la baracca sta affondando e cercano di salvare i nuovi arrivati, altrimenti non me lo spiego.

    Dispiace per chi c'è dentro ma c'è bisogno di cambiare le regole di questo mondo.

    Il bello di questa vita è che ho già cambiato tre lavori tutti diversi tra loro; speriamo che il profilo trasversale sia considerato premiale nel futuro
    Posso darti la mia opinione sulla base della mia esperienza di cliente presso un CFI

    Non necessariamente il CFI deve presidiare in maniera assidua i social anche perchè per farlo (video su Youtube, rispondere alle domande di chi ti scrive sui Facebook, cercare ogni giorno un contenuto nuovo da pubblicare) richiede del tempo. In Italia la maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani delle fasce di età avanzata , diciamo grossomodo dai 60 anni in su, quindi non stiamo parlando di millenials ma di gente che nella media utilizza poco gli strumenti informatici se non addirittura ne è completamente avulsa. Attenzione quindi a non cadere in confusione con soggetti che recentemente sono diventati una sorta di star mediatiche del settore sui social, come ad esempio Luca Lixi il quale non è un CFI (lo era una volta) ma un venditore di segnali dal marketing piuttosto aggressivo.

    In Italia la figura del CFI è pressochè sconosciuta e chi arriva ad esso è perchè banalmente ne conosceva già l'esistenza. Generalmente il cliente-tipo che si rivolge alla consulenza indipendente dispone di un certo patrimonio (non necessariamente milionario, bastano anche 300k) e possiede un livello avanzato di consapevolezza in tema di investimenti. E' quindi una pecora nera rispetto al gregge composto da pecore che non conoscono nemmeno la differenza tra una azione ed una obbligazione e vanno a farsi tosare in massa da banche, reti di promotori etc. Quindi, se sei un CFI ed hai davanti un potenziale cliente al quale racconti di essere un ex consulente di banca che si è messo in proprio perchè schifato da quel mondo, tranquillo che così facendo hai già presentato un ottimo biglietto da visita perchè chi hai innanzi a te ha appena sentito uscire dalla tua bocca il tipo di dichiarazione che voleva sentirsi dire.
    Ultima modifica di alfa71; 23-06-20 alle 12:34

  6. #1706
    L'avatar di alphaomega
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    Io sono uno di quelli "diplomati" (ai tempi era diploma di laurea la triennale) in più di tre anni perché lavoravo, infatti mi ero iscritto a 24 anni suonati.
    Sempre all'epoca era obbligatorio lo stage e lo feci, persino retribuito con fondi regionali per ben 1 Milione (di lire..) al mese, presso una multinazionale automotive.

    Da lì non sono più uscito (colpa mia); per inciso fino ai 40 anni rispondevano ai miei curricula anche o stesso giorno, poi, era il 2008, il silenzio è sceso sulle mie sporadiche candidature, oggi sono qui a vedere se posso campare di altro, visto che il mio lavoro mi ha sminuzzato gli zebedei (e che a giorni raggiungerò le fatidiche 1040 settimane di contribuzione).

    Sarei ben felice di un lavoro stagionale, l'altro giorno, scherzando, ma non troppo, chiedevo al cantiere che si occupa della mia barchetta se gli servivano operai per i picchi stagionali

    Probabilmente la soluzione sarebbe un part time orizzontale, perché ho ancora voglia di lavorare, ma con ritmi diversi.

  7. #1707
    L'avatar di Wharty
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    Citazione Originariamente Scritto da freetimenow Visualizza Messaggio
    La questione degli Ingegneri e' semplice e te la spiego io che sono Ingegnere.
    Se ti laurei bene in 5 anni avrai molteplici offerte di lavoro e potrai scegliere. Gli stipendi di ingresso delle grandi aziende / multinazionali sono abbastanza allineate e la scelta la devi fare non sullo stipendio ma sul contenuto professionale e sulla rivendibilita' di quello che ti offrono.
    Se ti laurei in 7 anni o peggio diventa tutto in salita e facilmente finisci a lavorare in qualche PMI nella quale probabilmente non concluderai molto e finirai a fare una Carrera mediocre.

    Di Ingegneri neolaureati ne ho assunto diversi nella mia carriera e quelli laureati in piu' di sei anni manco finivo di leggere il curriculum (adesso mi saro' fatto degli amici). Ma d'altra parte finire in grave ritardo il proprio corso di studi e' generalmente sintomatico di varie possibili questioni, quasi nessuna positiva per l'azienda che ti deve assumere.

    Per il resto giornali e giornalisti normalmente dicono un mare di cazzate
    quando studiavo io c'era gente fuori sede che per pagarsi l'affitto, la vita fuori sede e le tasse universitarie lavorava tutte le sere. Gente in gamba, ma se lavori tutte le sere come barista per diverse ore fai fatica a fare tutti gli esami perfettamente nei tempi. gente così, laureata in 7 anni in ingegneria secondo me vale più di molti che ci hanno messo 5 anni.

  8. #1708
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da mgzr160 Visualizza Messaggio
    infatti se leggi l'articolo che ho postato riguardo PoliMI (del 2017), dicono che quasi la totalità trova lavoro molto presto e i più ricercati sono proprio gli ingegneri
    Citazione Originariamente Scritto da bigmad Visualizza Messaggio
    Ecco un articolo del 95 che spiega un po' le cose. Nello specifico aeronautico, ti assicuro, era molto peggio e già nel 91
    INGEGNERI IN ALLARME ' IL LAVORO NON C' E' PIU' ' - la Repubblica.it
    I due articoli sono solo apparentemente in contrasto.
    Teniamo anche a mente che oggi un laureato assunto a fare revisione di codice finisce nelle statistiche degli ingegneri che lavorano, nel 1992 sarebbe finito tra quelli che non trovano in coerenza con percorso di studi.

    L'Italia non ha mai brillato per favorire le macro imprese e l'innovazione (temi che per la carriera degli ingegneri sono il fulcro).

    Nel momento in cui sono iniziati a ridursi gli incentivi alle grandi opere pubbliche, è diminuito pure il raggio di azione per i laureati in ingegneria, che hanno cominciato a "riciclarsi" in ruoli da impiegati con qualche conoscenza tecnica.

    Disoccupazione per ingegneri giovani non c'è mai stata: quello che dice la statistica del Polimi è che tutti i laureati quinquennali qualcosa trovano.
    Il problema è che la maggior parte va a ricoprire incarichi "base" (quasi sempre non collegati al titolo di studio) con RAL che partono da 22k (post stage) e arrivano fino a 40k (per chi è in gamba, ma non fa carriere brillanti). Chi invece si trova in società traballanti dopo i 40, rischia di finire in cassa integrazione/naspi/disoccupazione fino alla pensione (dopo quell'età conviene assumere un neo-laureato a basso costo).

    Negli anni 90 gli investimenti iniziavano a rallentare, e quindi si iniziavano a vedere i primi licenziamenti nei sub-fornitori piccoli. Big è entrato in quell'epoca, che comunque vedeva ancora molte assunzioni da parte di grandi aziende private e pubbliche (ordini di grandezza superiori ai numeri di oggi).
    Diciamo che ha unito una carriera accademica non brillante (laureato diversi anni fuori corso) e un po' di sfortuna, ed alla fine ha aspettato due anni per un lavoro vero. Comunque un'attesa che oggi apparirebbe brevissima per un laureato in legge.

  9. #1709
    L'avatar di alfa71
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    Citazione Originariamente Scritto da freetimenow Visualizza Messaggio
    La questione degli Ingegneri e' semplice e te la spiego io che sono Ingegnere.
    Se ti laurei bene in 5 anni avrai molteplici offerte di lavoro e potrai scegliere. Gli stipendi di ingresso delle grandi aziende / multinazionali sono abbastanza allineate e la scelta la devi fare non sullo stipendio ma sul contenuto professionale e sulla rivendibilita' di quello che ti offrono.
    Se ti laurei in 7 anni o peggio diventa tutto in salita e facilmente finisci a lavorare in qualche PMI nella quale probabilmente non concluderai molto e finirai a fare una Carrera mediocre.

    Di Ingegneri neolaureati ne ho assunto diversi nella mia carriera e quelli laureati in piu' di sei anni manco finivo di leggere il curriculum (adesso mi saro' fatto degli amici). Ma d'altra parte finire in grave ritardo il proprio corso di studi e' generalmente sintomatico di varie possibili questioni, quasi nessuna positiva per l'azienda che ti deve assumere.

    Per il resto giornali e giornalisti normalmente dicono un mare di cazzate
    Se fossi uno che deve selezionare personale probabilmente manco finirei di leggere il CV di quelli che ci hanno messo più del previsto per laurersi in scienze politiche o scienze della comunicazione.

    Credo per un ingegnere sia cosa diversa.

  10. #1710
    L'avatar di alfa71
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    Citazione Originariamente Scritto da alphaomega Visualizza Messaggio
    Per tornare al discorso che spesso si sbandiera sulle pagine dei giornali, "mancano tornitori, saldatori, ingegneri, cartomanti, alchimisti....) quello che si trascura sempre è a che prezzo! se vuoi uno bravo e "combat ready" lo devi pagare, non ti vengo a saldare una nave a 1500 €/mese, se lo dovessi fare per disperazione aspettati che sublimerò alla prima occasione
    Questo è vero.
    però bisogna allora capire se i saldatori, tornitori, ingegneri sono tutti rentier che lavorano ogni tanto giusto per spezzare la routine oppure sono tutti emigrati all'estero dove vengono pagati meglio.

    O forse hanno già tutti un impiego ben retribuito e di cambiare non ci pensano minimamente

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