BTP ITALIA, tutte le emissioni, caratteristiche, pregi e difetti Vol.13
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  1. #1
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    BTP ITALIA, tutte le emissioni, caratteristiche, pregi e difetti Vol.13

    Si prosegue da qua:
    Btp italia tutte le emissioni caratteristiche pregi e difetti vol 12

    Il primo Titolo di Stato indicizzato all'inflazione italiana

    Comunicazione emissioni BTP Italia - Dipartimento del Tesoro

    Coefficienti di indicizzazione BTP Italia - Dipartimento del Tesoro

    Tabella ISTAT pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

    FAQ BTP ITALIA

    Cos’è il BTP Italia?
    E' un titolo di stato italiano che fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi italiani.
    Il BTP Italia garantisce un interesse costante in termini reali, ovvero in termini di potere di acquisto, fissato al momento dell’emissione (il cosiddetto tasso cedolare reale annuo).
    Sia le cedole, pagate semestralmente, che il capitale, la cui rivalutazione viene anch’essa corrisposta semestralmente, sono rivalutati in base all’inflazione italiana, misurata dall’Istat attraverso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (FOI) con esclusione dei tabacchi.

    Come funziona il meccanismo d'indicizzazione?
    Ogni 6 mesi è riconosciuto al detentore il recupero della perdita del potere di acquisto realizzatasi in quel periodo, attraverso il pagamento della rivalutazione semestrale del capitale sottoscritto. Inoltre, le cedole, anch’esse pagate semestralmente, garantiscono un rendimento minimo costante in termini reali. Infatti, l’ammontare di ciascuna cedola è calcolato moltiplicando la metà del tasso di interesse reale cedolare annuale fisso, stabilito all’emissione, per il capitale sottoscritto rivalutato sulla base dell’inflazione verificatasi su base semestrale. Alla scadenza finale, il BTP Italia garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto.
    Il meccanismo di indicizzazione si basa sul Coefficiente d'Indicizzazione.

    Cos'è il Coefficiente d'Indicizzazione?
    La rivalutazione del capitale nominale sottoscritto e delle cedole avviene attraverso il Coefficiente di Indicizzazione (CI). In particolare, CI è calcolato sulla base dell’inflazione rilevata dall’indice FOI, con esclusione del tabacco, elaborato e pubblicato mensilmente dall’Istat. Tale coefficiente permette di conoscere ad una generica data (giorno “d” del mese “m”), il valore del capitale nominale rivalutato sulla base dell’andamento dei prezzi.
    Il CI è calcolato mediante la seguente formula: CId,m = numero indiced,m/numero indice based,m
    dove il numero indice si intente al giorno d del mese m di pagamento della cedola, mentre per il numero indice base, si intende il numero indice alla data di pagamento della cedola precedente (6 mesi prima). Il valore del Coefficiente di Indicizzazione così ottenuto è troncato alla sesta cifra decimale e arrotondato alla quinta. Nel caso di pagamento della prima cedola, quando la data di godimento della cedola coincide con la data di godimento del titolo, allora si prende come numero indice base del CI quello alla data di godimento del titolo.
    I valori valori giornalieri dei Coefficienti di Indicizzazione sono pubblicati mensilmente sul sito Internet del Debito Pubblico (MEF Dipartimento del Tesoro), nella sezione BTP Italia.

    Come si calcola il numero indice di riferimento?
    Poiché l’indice dei prezzi FOI ex tabacchi viene pubblicato dall’Istat nella seconda metà del mese successivo a quello di riferimento, per calcolare il numero indice dei prezzi ad una generica data (giorno d del mese m) si procede con la seguente modalità di calcolo per interpolazione: Numero Indiced,m = NIfoim-3 + (d-1)/gg * (NIfoim-2 - NIfoim-3)
    dove:
    il numero indice è riferito del giorno d del mese m;
    NIfoim-3 è l’indice FOI ex tabacchi che precede di 3 mesi quello per il quale viene effettuato il calcolo;
    NIfoim-2 è l’indice FOI ex tabacchi che precede di 2 mesi quello per il quale viene effettuato il calcolo;
    d è il giorno del mese per cui si sta effettuando il calcolo;
    gg è il numero di giorni effettivi del mese m.
    Il numero indice alla data di pagamento della cedola è quindi calcolato a partire dagli Indici Istat FOI ex tabacchi relativi a tre mesi e due mesi precedenti il mese per cui si effettua il calcolo. Il valore così ottenuto è troncato alla sesta cifra decimale e arrotondato alla quinta.
    Qualora l’indice dei prezzi dovesse subire revisioni successivamente alla sua iniziale pubblicazione, per i calcoli si continuerà ad utilizzare l’indice pubblicato prima della revisione.
    Qualora l’indice dei prezzi per il mese “m” non dovesse essere pubblicato in tempo utile, si utilizzerà il numero indice sostitutivo (NIS), calcolato mediante la seguente formula:
    NISm = NIfoim-1 * (NIfoim-1 / NIfoim-13)^1/12
    Il Numero Indice Sostitutivo è applicato per la determinazione dei pagamenti per interessi e per il calcolo della rivalutazione del capitale effettuati precedentemente alla pubblicazione dell’indice definitivo. Eventuali pagamenti effettuati sulla base dell’indice sostitutivo non sono rettificati.

    Come vengono calcolate le cedole semestrali e la rivalutazione del capitale su base semestrale?
    L’importo variabile delle cedole semestrali è calcolato moltiplicando il tasso annuo di interesse cedolare reale, diviso due, per il capitale nominale rivalutato alla data di pagamento della cedola (pari al capitale nominale sottoscritto moltiplicato per il Coefficiente di Indicizzazione modificato alla data di pagamento della cedola).
    Cedolat= Tasso cedolare reale annuo /2 * Capitale nominale * Max(CIt, 1)
    dove CIt rappresenta il Coefficiente di Indicizzazione riferito alla data di stacco cedolare, mentre Max(CIt, 1) rappresenta il Coefficiente di Indicizzazione modificato a 1 nel caso in cui il Coefficiente di Indicizzazione semestrale risultasse inferiore all’unità, ovvero nel caso in cui si verifica una riduzione dei prezzi su base semestrale, a cui corrisponderebbe in teoria una svalutazione del capitale, si assume che il numero indice dei prezzi sia uguale a quello del periodo precedente (meccanismo cosiddetto del floor sulla cedola). Di conseguenza, il Coefficiente di Indicizzazione diventa uguale a uno (Coefficiente di Indicizzazione modificato), e quindi viene corrisposto il tasso cedolare reale, che costituisce il rendimento minimo garantito. Nel periodo successivo, qualora il Coefficiente di Indicizzazione su base semestrale ritorni superiore all’unità, si prende come base il numero indice dei prezzi del semestre precedente, purché quest’ultimo sia superiore all’ultimo valore massimo rilevato nei semestri precedenti. Altrimenti la base continuerà ad essere costituita dall’ultimo valore massimo.
    Oltre al pagamento della cedola semestrale, è prevista anche la corresponsione della quota di rivalutazione del capitale nominale sottoscritto, maturata nel semestre di riferimento:
    Rivalutazione Capitaler= Capitale Nominale * Max(CIt-1, 0)
    Nel caso in cui il Coefficiente di Indicizzazione semestrale sia inferiore all’unità, non viene corrisposta alcuna rivalutazione (meccanismo cosiddetto del floor sul capitale). Nel periodo successivo, qualora il Coefficiente di Indicizzazione su base semestrale ritorni superiore all’unità, si prende come base il numero indice dei prezzi del semestre precedente, purché quest’ultimo sia superiore all’ultimo valore massimo rilevato nei semestri precedenti. Altrimenti la base continuerà ad essere costituita dall’ultimo valore massimo.
    Ai fini del pagamento, il risultato ottenuto da ciascuna delle predette operazioni (calcolo cedola e calcolo rivalutazione del capitale), comprensivo di un numero di cifre decimali non inferiore a dieci, è arrotondato al secondo decimale.
    La remunerazione totale semestrale è data quindi dalla somma della cedola più la quota di rivalutazione del capitale del periodo di riferimento:
    Remunerazione semestralet=Cedolat+ Rivalutazione capitalet

    Come vengono calcolati i ratei di compravendita?
    La quotazione dei prezzi dei BTP Italia sul mercato secondario è effettuata in termini “reali”: il prezzo di quotazione, e quindi potenzialmente di scambio, non tiene conto della componente di indicizzazione. Il controvalore a cui lo scambio viene regolato è invece ottenuto moltiplicando il prezzo di quotazione/scambio per il Coefficiente di Indicizzazione relativo alla data di regolamento della transazione a cui vanno aggiunti i dietimi di interesse anch’essi rivalutati per il Coefficiente di Indicizzazione (senza modifiche per tenere conto di una potenziale deflazione nel semestre). La somma del controvalore indicizzato e dei dietimi rivalutati corrisponde alla somma del prezzo “reale” (clean real price) e dei ratei di rivalutazione del capitale (valutato al prezzo “reale” di quotazione sul mercato) e degli interessi cedolari, che vengono illustrati qui di seguito. Per il calcolo dei ratei negoziati sul mercato secondario si segue la convenzione di mercato giorni effettivi/giorni effettivi.
    Il calcolo del rateo cedolare è effettuato in due passi successivi:
    1. Si calcola la quota percentuale della cedola maturata fino alla data di regolamento (AC%):
    AC%=Tasso cedolare reale annuo/2 * giorni competenza/giorni del semestre di godimento
    dove per giorni di competenza si intende il numero di giorni tra la data di pagamento dell’ultima cedola e il giorno di regolamento dell’operazione (giorno “d” del mese “m”).
    2. Si moltiplica il valore ottenuto per il capitale nominale sottoscritto rivalutato alla data di regolamento (pari al Capitale Nominale Sottoscritto moltiplicato per il Coefficiente di Indicizzazione):
    RCd,m = AC% * Capitale nominale * CId,m
    Il rateo della rivalutazione del capitale nel giorno di regolamento dell’operazione (giorno “d” del mese “m”) si calcola nel seguente modo:
    RRCd,m= Capitale Nominale * Pr/100 * (CId,m -1)
    dove Pr indica il prezzo di quotazione sul mercato al momento dello scambio.

    Che cos'è il premio fedeltà CUM?
    Agli investitori non istituzionali che hanno sottoscritto il BtpItalia al collocamento conservandolo fino a scadenza, viene riconosciuto un premio a scadenza lordo (4 per mille oppure 8 per mille, definito all'emssione) del capitale nominale.
    Il BtpItalia dotato di premio fedeltà CUM viene identificato con un codice isin differente dal codice isin standard del medesimo Btp Italia non dotato di premio fedeltà CUM.
    Al collocamento i privati ottengono l'assegnazione automatica del titolo dotato di premio fedeltà CUM. Se il sottoscrittore decide di vendere, totalmente o parzialmente, sul mercato secondario, la quantità nominale che viene venduta subisce la perdita del premio fedeltà e la riassegnazione del codice isin standard.

    Quali sono i BtpItalia attualmente in circolazione?
    Ecco l'elenco in ordine di scadenza. Tra parentesi l'isin del CUM ossia del titolo dotato di bonus a scadenza.
    BTP ITALIA 2014/2020 27/10 1,25% IND IT0005058919 (CUM IT0005058901)
    BTP ITALIA 2018/2022 26/11 1,45% IND IT0005351678 (CUM IT0005351660)
    BTP ITALIA 2015/2023 20/04 0,5% IND IT0005105843 (CUM IT0005105835)
    BTP ITALIA 2017/2023 22/05 0,45% IND IT0005253676 (CUM IT0005253668)
    BTP ITALIA 2017/2023 20/11 0,25% IND IT0005312142 (CUM IT0005312134)
    BTP ITALIA 2016/2024 11/04 0,4% IND IT0005174906 (CUM IT0005174898)
    BTP ITALIA 2016/2024 24/10 0,35% IND IT0005217770 (CUM IT0005217762)
    BTP ITALIA 2018/2026 21/05 0,55% IND IT0005332835 (CUM IT0005332827)
    BTP ITALIA 2019/2027 28/10 0,65% IND IT0005388175 (CUM IT0005388167)

  2. #2
    L'avatar di miccoli10
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    Grazie Enca per il contributo che dai a tutti gli utenti del FOL

  3. #3
    L'avatar di Encadenado
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    Citazione Originariamente Scritto da johnnypirla Visualizza Messaggio
    Non capisco. A chi lo vendi se c'è il blocco a 100 ma ha un valore di mercato di 98?
    Il blocco delle contrattazioni sotto 100 non avrebbe alcun senso. La libera contrattazione di un titolo è sempre e comunque più vantaggiosa per l'investitore.

    Differente sarebbe il caso di titolo di stato quotato sul mercato ma che funzionasse come i Buoni Postali, l'emittente dovrebbe sempre essere presente sul mercato con bid a 100.
    E' evidente che in questo caso la quotazione sarebbe sempre libera e non andrebbe mai sotto 100. Il problema è che l'emittente dovrebbe accollarsi un rischio aggiuntivo, non credo che il Tesoro ne sia disposto.

  4. #4

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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Vittori Visualizza Messaggio
    considerando che ce anche il bollo, come ha ricordato virussingolo, la cedola sarebbe 1,20 - 0.23= 0.97.
    Quindi non 105 euro all'anno bensi: 101.85.
    Poi 16 euro all'anno, quindi 101.85 + 16=117.85. In definitiva un 1.18 % all'anno netto che in un deposito equivale a un 1.59% lordo per 5 anni. Il che è poco. Basta Igea da il 1,60% lordo con bollo a carico banca per un vincolo a 2 anni.

    A parer mio uno deve decidere in base a: voglio capitale protetto dall'inflazione o non voglio pensare all'inflazione ma voglio un rendimento maggiore.
    concordo e sottoscrivo. io sono un investitore da CD e mi sono affacciato per curiosita a questo BTPi proprio perche se ne sta parlando tanto in questi ultimi giorni e volevo capirne di piu leggendo qui. Devo dire che al momento non ho ancora cambiato idea sul fatto che un CD vincolato a 2 anni o 3 al 2% lordo sia ancora piu conveniente , nel computo totale tenenedo conto di tutte le variabili di tassi e di svincoli permessi o meno.

  5. #5
    L'avatar di Encadenado
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    Citazione Originariamente Scritto da ronsard Visualizza Messaggio
    il dato inflazionistico non è importante nella situazione attuale
    Cosa intendi?
    Aldilà di altri importanti fattori, che però riguardano tutti i titoli di stato e non solo i BtpItalia, conviene focalizzarsi sulla maggiore o minore convenienza rispetto al Btp di pari scadenza. Non credi?
    L'inflazione di aprile è importante per due motivi:
    - Perché potrà darci un'idea del trend inflazionistico dei mesi successivi
    - Perché entrerà immediatamente a far parte della rivalutazione capitale del nuovo BtpItalia. Ad esempio, se l'inflazione di Aprile fosse +0,10% (mese su mese) allora, a parità di quotazione, il valore capitale del nuovo BtpItalia si rivaluterebbe di +0,10% nel mese di giugno (e questa cosa la sapremmo già con certezza al momento della sottoscrizione).

    PS:
    Non entro nel merito di ipotetiche previsioni catastrofiche, come la disgregazione dell'Euro, perché avevamo già affrontato l'argomento in passato e il link all'inflazione italiana dona ai BtpItalia un'eccezionale protezione in caso di ritorno alla Lira, poiché l'inflazione italiana si legherebbe ovviamente all'eventuale presunta svalutazione monetaria della Lira.
    Se invece tu ritenessi che in questo momento non si dovrebbe investire in alcun titolo di stato, allora il discorso sarebbe molto diverso. Potremmo riferirci al passato, come ad esempio al lancio del primo BtpItalia a fine 2011, quando tutti pensavano che il paese sarebbe fallito si verificò invece il più grande rally dei titoli di stato di tutti i tempi! Ma invece di guardare al passato (con l'inutile senno del poi) ritengo sia più proficuo osservare istituzionali e BCE (che la sanno moooolto più lunga di noi), è sempre meglio accodarsi a loro che andare contro corrente!

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da Encadenado Visualizza Messaggio
    Cosa intendi?
    Aldilà di altri importanti fattori, che però riguardano tutti i titoli di stato e non solo i BtpItalia, conviene focalizzarsi sulla maggiore o minore convenienza rispetto al Btp di pari scadenza. Non credi?
    L'inflazione di aprile è importante per due motivi:
    - Perché potrà darci un'idea del trend inflazionistico dei mesi successivi
    - Perché entrerà immediatamente a far parte della rivalutazione capitale del nuovo BtpItalia. Ad esempio, se l'inflazione di Aprile fosse +0,10% (mese su mese) allora, a parità di quotazione, il valore capitale del nuovo BtpItalia si rivaluterebbe di +0,10% nel mese di giugno (e questa cosa la sapremmo già con certezza al momento della sottoscrizione).

    PS:
    Non entro nel merito di ipotetiche previsioni catastrofiche, come la disgregazione dell'Euro, perché avevamo già affrontato l'argomento in passato e il link all'inflazione italiana dona ai BtpItalia un'eccezionale protezione in caso di ritorno alla Lira, poiché l'inflazione italiana si legherebbe ovviamente all'eventuale presunta svalutazione monetaria della Lira.
    Se invece tu ritenessi che in questo momento non si dovrebbe investire in alcun titolo di stato, allora il discorso sarebbe molto diverso. Potremmo riferirci al passato, come ad esempio al lancio del primo BtpItalia a fine 2011, quando tutti pensavano che il paese sarebbe fallito si verificò invece il più grande rally dei titoli di stato di tutti i tempi! Ma invece di guardare al passato (con l'inutile senno del poi) ritengo sia più proficuo osservare istituzionali e BCE (che la sanno moooolto più lunga di noi), è sempre meglio accodarsi a loro che andare contro corrente!
    Mi ricollego all'ultima parte del tuo messaggio.
    Gli istituzionali hanno sete di Btp.
    Bankitalia compra pesantemente sul secondario.
    Gli istitutionals vanno in asta ma riescono a sottoscrivere massimo il 50% di quello che inseriscono.
    Guarda l'asta di oggi.
    Guarda l'asta dei Bot di ieri.
    Guarda l'asta 10/15y di 3 settimane fa.
    Il Mef sta emettendo troppo poco, se domani facessero aste su 10/20Y per 50 miliardi andrebbero esaurite con domanda minimo 1,5 volte l'offerta.

    Ricordatevi che siamo in periodo di tassi negativi.

    Altro che fare il Mes, con o senza condizionalità, per prendere 5 miliardi ogni 7 mesi da un creditore privilegiato.

    C'è tutto il mercato che vuoi sui Btp.

    Te lo scrive uno che - dopo ogni asta - si arrabbia perchè non riesce mai a sottoscrivere più della metà di quanto ha inserito (oggi il 40%..) e rimane con il portafoglio del fondo disallineato

  7. #7

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    Buonasera a tutti, secondo voi potrebbe perdere ulteriore prezzo questo BTP 0,65% OCT 2019-27 CUM con l'uscita della nuova emissione?

  8. #8
    L'avatar di plum
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    Citazione Originariamente Scritto da uriah-heep Visualizza Messaggio
    Mi ricollego all'ultima parte del tuo messaggio.
    Gli istituzionali hanno sete di Btp.
    Bankitalia compra pesantemente sul secondario.
    Gli istitutionals vanno in asta ma riescono a sottoscrivere massimo il 50% di quello che inseriscono.
    Guarda l'asta di oggi.
    Guarda l'asta dei Bot di ieri.
    Guarda l'asta 10/15y di 3 settimane fa.
    Il Mef sta emettendo troppo poco, se domani facessero aste su 10/20Y per 50 miliardi andrebbero esaurite con domanda minimo 1,5 volte l'offerta.

    Ricordatevi che siamo in periodo di tassi negativi.

    Altro che fare il Mes, con o senza condizionalità, per prendere 5 miliardi ogni 7 mesi da un creditore privilegiato.

    C'è tutto il mercato che vuoi sui Btp.

    Te lo scrive uno che - dopo ogni asta - si arrabbia perchè non riesce mai a sottoscrivere più della metà di quanto ha inserito (oggi il 40%..) e rimane con il portafoglio del fondo disallineato
    Con il Mes pagano lo 0,1%

  9. #9
    L'avatar di BoyNet
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    Citazione Originariamente Scritto da amatojunior Visualizza Messaggio
    Devo dire che al momento non ho ancora cambiato idea sul fatto che un CD vincolato a 2 anni o 3 al 2% lordo sia ancora piu conveniente
    a parte il fatto che "vincolo" ha un valore (imho alto) e va prezzato (e chi guarda solo CD vincolati di solito non fa...), una delle regole sacre è "diversificare": se il CD vincolato si paragona ad un tasso fisso, mettere soldini anche in un infaltion linked può essere una buona cosa

  10. #10
    L'avatar di BoyNet
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    Citazione Originariamente Scritto da uriah-heep Visualizza Messaggio
    Te lo scrive uno che - dopo ogni asta - si arrabbia perchè non riesce mai a sottoscrivere più della metà di quanto ha inserito (oggi il 40%..) e rimane con il portafoglio del fondo disallineato
    e certo che non ti servono: quel 60% lo volevi al 10% annuo...!!!

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