Vivere di rendita, posso (Vol. XXIV)? - Pagina 169
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La pandemia Covid-19 sarà un fattore che determinerà un’accelerazione della transizione energetica di ENI. A sostenerlo nel corso di un’intervista a Bloomberg il CEO Claudio Descalzi secondo cui nel suo …
Quattro nuovi Memory Cash Collect da Vontobel, su Tesla rendimento potenziale del 42% in due anni
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  1. #1681
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    Fase 2, la malattia dell’Italia si chiama sempre statalismo - 24+

    Fase 2, la malattia dell’Italia si chiama sempre statalismo
    Parla Adriano Bianchi, il numero uno in Italia di Alvarez & Marsal, la società che ha ristrutturato Lehman Brothers dopo la crisi del 2008: finanziamenti a pioggia e salvataggi in stile Alitalia non rilanceranno l'economia. Serve un cambio di mentalità
    di Lello Naso

    La malattia dell'Italia si chiama statalismo. Adriano Bianchi, managing director per l'Italia di Alvarez&Marsal, la società leader mondiale nella consulenza operativa e turn around, chiamata a rimettere insieme i cocci di Lehman Brothers dopo la crisi del 2008 e presente in 65 Paesi nel mondo, va dritto al punto: «Le misure previste dai Paesi europei per l'emergenza del Covid-19 e per il rilancio dell'economia si somigliano molto. Dal punto di vista strutturale, non ci sono grandi differenze».

    Il vizio degli interventi a pioggi
    L'analisi dei diversi piani degli Stati attuati o in via di attuazione, che Marsal & Alvarez ha messo sotto la lente, evidenzia però una sostanziale diversità di approccio tra l'Italia e i competitor: «Le grandi economie stanno preparando misure basate su dinamiche di mercato, l'Italia in un modo o nell'altro, spesso facendo intervenire Cdp - a cui oggi viene anche rimosso il vincolo statutario di non intervenire in aziende in crisi creando così opportunità per salvataggi a fini politici - o Sace, segue una logica sostanzialmente indifferenziata».

    A fare la differenza, secondo Bianchi, è la filosofia di fondo: «In Italia non si distingue tra le imprese che erano già in crisi prima dello scoppio della pandemia e quelle che sono entrate in difficoltà con l'avvio del lockdown, come se la volontà fosse di fare interventi a pioggia, senza differenziare le imprese meritevoli e che hanno piani sostenibili di medio periodo e le altre. Dall'inizio della crisi la nostra società ha acquisito 180 nuovi clienti nel mondo per consulenze su piani di ristrutturazione, nessuno in Italia».

    Un segno evidente che in Italia non serve avere piani per ricevere aiuti. «Peraltro il nuovo piano Next Gen EU presentato questa settimana richiederà inevitabilmente un cambio nel modus operandi che ha finora contraddistinto il nostro Paese».

    Il carrozzone Alitalia
    Bianchi fa un esempio, per la verità il più eclatante di tutti. «Germania, Austria e Svizzera hanno dato la disponibilità a concedere a Lufthansa aiuti per circa nove miliardi di euro anche sotto forma di equity, ma in parallelo la compagnia aerea ha presentato un progetto di ristrutturazione che prevede il taglio di 8mila dipendenti e, come emerso nei giorni passati, ha ora sospeso l'accesso all'intervento dello stato in quanto le condizioni imposte dalla Ue – cessione degli slot nei principali hubs tedeschi – ha portato il Board a riconsiderare il tutto all'interno del piano strategico. British Airways sta discutendo aiuti pubblici sulla base di un piano che prevede 12mila esuberi, 30mila in cassa integrazione e quattromila piloti in ferie non retribuite per quattro settimane. Nel caso di Alitalia, dove la logica assistenziale prevale, intendiamo investire la stessa cifra, tre miliardi, che è riservata alla sanità o il doppio di quanto dedichiamo alla scuola senza un vero piano industriale sottostante».

    «Lo Stato - continua Bianchi - deve farsi carico del problema dei cittadini che perdono il lavoro, attraverso cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali. Il finanziamento dei “costi sociali” della crisi potrà essere garantito dai fondi europei dedicati (Sure, Bei, etc.) ma l'accesso ai fondi per la ripresa dell'economia dovranno avere una base solida e definita. Ma per fare questo, lo Stato dovrà poter dimostrare che se entra nel capitale di un'impresa è perché si può, e si vuole, preservare valore».

    L’occupazione della poltrone
    Ma l'ingresso nella governance non deve essere un'occupazione di poltrone. «Gli Stati Uniti di Obama concessero miliardi di aiuti alle banche e all'automotive investendo in equity, che hanno rivenduto facendo anche profitti, ma inserendo manager capaci e pretendendo risultati. Anche in Italia ci sono le capacità manageriali per farlo. La politica deve fare un passo indietro e adeguarsi alle logiche del mercato».

    Anche per questo non è comprensibile la norma che vieta alle imprese che ricevono aiuti o finanziamenti di licenziare. «E' condivisibile il divieto di distribuire dividendi perché il valore deve essere reinvestito nell'azienda fino a che il supporto viene rimborsato, ma il divieto di licenziamento è una contraddizione in termini per un'impresa che deve ristrutturarsi per essere sostenibile. In questo momento è necessario alleggerire le strutture dei costi e agire sulla catena del valore».

    Il cambiamento di business e la catena del valore
    Se l'Italia non si adegua rapidamente rischia di pagare un prezzo anche più elevato dei competitor globali. Le imprese italiane sono piccole e sottocapitalizzate, è uno degli storici difetti strutturali del sistema. «Piccolo non è bello. La crisi spingerà le concentrazioni favorendo la creazione di campioni nazionali. Per competere su scala globale, bisognerebbe agevolare investimenti e merger, dare vita a un vero e proprio piano di cofinanziamento pubblico-privato e allargare l'utilizzo dei Pir per convogliare il risparmio privato nelle imprese».

    Infine, il cambiamento di business e la catena del valore. La crisi ha mostrato la strada del cambiamento in molti settori. La digitalizzazione e il rispetto ambientale sono due punti qualificanti del Piano Ue di rilancio. «Se lo Stato supporta finanziariamente le imprese o ne acquisisce partecipazioni deve anche indirizzare il cambiamento del modello di business. A monte serve una politica industriale strutturata con una chiara definizione di quelli che sono i settori strategici per l'Italia. Se si decide che il turismo è strategico, bisogna permettere alle imprese di sopravvivere e di crescere non dare un bonus vacanze alle famiglie».

  2. #1682
    L'avatar di Il conte Draghila
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    Citazione Originariamente Scritto da Peter74 Visualizza Messaggio
    ...tanto per riprendere il mio pensiero espresso nel post precedente...
    https://www.google.it/url?sa=t&sourc...dq_Kzl4NX&cf=1

    Ah, lunga vita ai nostri etf in dollari, che domani si riparte!
    Allora sicuramente l'intento della Cina è quello, dopo la colonizzazione dell'Africa. Aiutata anche dalla nostra debole élite europea pronta a svendere "gioielli di famiglia" ai capitalisti di stato cinesi che comprano foraggiati dai soldi governativi.

    Il problema che l'articolo non analizza è che la Cina non rispetta alcuno standard di vita compatibile con i valori occidentali, è un'economia non di mercato, controllata pesantemente dallo stato, e la situazione di Hong Kong attuale dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sul quanto vengano considerate le libertà personali da loro.

    Ora passiamo agli USA, l'articolo dice che sarebbero un'isoletta piccola e vulnerabile.
    Niente di più sbagliato. Gli USA e le multinazionali americane che sono la loro longa manus hanno il controllo di fatto di quasi tutti i settori dello sviluppo mondiale. Informatica, logistica, Medicina, aerospaziale, industrie minerarie e petrolifere, automotive. Senza contare l'immane potenza della Federal Reserve che sta dietro agli USA, le loro riserve auree e petrolifere, la loro potenza militare.
    Semmai è l'Europa ad essere un'isoletta che ormai non ha più industrie di rilievo particolari nello scacchiere mondiale. A questo proposito è bene ricordare che la sola Microsoft capitalizza più del DAX. E la borsa USA, Nasdaq in primis, dimostra che invece i capitali in caso di "pericolo" fuggono e fuggiranno sempre verso la borsa USA, a discapito di tutto il resto.
    E' una bella narrazione, che ormai si sente da un po', partendo dalla solita roba trita e ritrita del "la Cina detiene il debito USA", quella della Cina che sostituirà gli USA, ma in realtà non succederà mai finché la Cina resterà una dittatura che se ne frega dei diritti umani e dell'ambiente (basta vedere cosa scaricano in certe regioni disabitate direttamente nel terreno) e che RUBA i brevetti delle aziende che vogliono fare affari da loro.

    L'unica potenza che poteva impensierire gli USA era l'Europa unita, ma abbiamo sprecato la chance all'inizio del 21° secolo (soprattutto nel settore IT) e ora siamo solo una barzelletta ambulante, la nostra più grande produzione è la burocrazia

    Dal canto mio io investo quasi al 100% in dollari e solo in USA, la Cina la vedo come un gigante con i piedi d'argilla. Il tutto è una mia opinione personale ovviamente.
    Ultima modifica di Il conte Draghila; 01-06-20 alle 09:46

  3. #1683
    L'avatar di massit78
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    apprezzo di Trump l'atteggiamento verso la Cina,altre cose meno, li ha costretti a fare concessioni io importanti, proteggendo l'export Usa in Cina, e riportando in Usa posti di lavoro, vedi la costruzione di chip per telefonia e PC con nuovi stabilimenti americani

    l'Europa invece è completamente asservita alla Cina, per esempio sul 5g invece si valorizzare aziende europee per le infrastrutture si parla di fare entrare il gigante cinese Huawei, società che fornisce anche tecnologia militare e controllata dal partito comunista cinese

    Su questo Trump è stato chiaro, Huawei deve rimanere fuori dagli apparati strategici militari e civili Usa, non si tratta su questo
    Ultima modifica di massit78; 01-06-20 alle 10:05

  4. #1684
    L'avatar di Davide_R
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    Citazione Originariamente Scritto da mgzr160 Visualizza Messaggio
    perchè i contributi pensionistici sono al netto delle tasse e non lordi come da noi, quindi te le prendono prima e non poi, e sei a posto per sempre, qua invece prima versi lordo e poi dopo ti applicano l'irpef quando te la erogheranno.
    Quindi non è vero che all'estero le pensioni sono tassate meno, seguono una tassazione diversa.
    In UK le pensioni pubbliche e soprattutto private sono tassate pochissimo. Nemor impazzirebbe coi trucchi che si possono fare con i fondi pensioni privati qui

  5. #1685
    L'avatar di Nemor
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide_R Visualizza Messaggio
    In UK le pensioni pubbliche e soprattutto private sono tassate pochissimo. Nemor impazzirebbe coi trucchi che si possono fare con i fondi pensioni privati qui

    Ho visto che su Amazon Prime ci sono un po' di ebook free..
    Nell'ottica di iniziare ad investire in qualcosa che non siano immobili, FP e TDS per iniziare che mi dite di questo ?


    Manuale dell'investitore consapevole. Incrementa e proteggi i tuoi risparmi investendo a basso rischio

  6. #1686
    L'avatar di Nemor
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  7. #1687

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    Citazione Originariamente Scritto da Il conte Draghila Visualizza Messaggio
    Allora sicuramente l'intento della Cina è quello, dopo la colonizzazione dell'Africa. Aiutata anche dalla nostra debole élite europea pronta a svendere "gioielli di famiglia" ai capitalisti di stato cinesi che comprano foraggiati dai soldi governativi.

    Il problema che l'articolo non analizza è che la Cina non rispetta alcuno standard di vita compatibile con i valori occidentali, è un'economia non di mercato, controllata pesantemente dallo stato, e la situazione di Hong Kong attuale dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sul quanto vengano considerate le libertà personali da loro.

    Ora passiamo agli USA, l'articolo dice che sarebbero un'isoletta piccola e vulnerabile.
    Niente di più sbagliato. Gli USA e le multinazionali americane che sono la loro longa manus hanno il controllo di fatto di quasi tutti i settori dello sviluppo mondiale. Informatica, logistica, Medicina, aerospaziale, industrie minerarie e petrolifere, automotive. Senza contare l'immane potenza della Federal Reserve che sta dietro agli USA, le loro riserve auree e petrolifere, la loro potenza militare.
    Semmai è l'Europa ad essere un'isoletta che ormai non ha più industrie di rilievo particolari nello scacchiere mondiale. A questo proposito è bene ricordare che la sola Microsoft capitalizza più del DAX. E la borsa USA, Nasdaq in primis, dimostra che invece i capitali in caso di "pericolo" fuggono e fuggiranno sempre verso la borsa USA, a discapito di tutto il resto.
    E' una bella narrazione, che ormai si sente da un po', partendo dalla solita roba trita e ritrita del "la Cina detiene il debito USA", quella della Cina che sostituirà gli USA, ma in realtà non succederà mai finché la Cina resterà una dittatura che se ne frega dei diritti umani e dell'ambiente (basta vedere cosa scaricano in certe regioni disabitate direttamente nel terreno) e che RUBA i brevetti delle aziende che vogliono fare affari da loro.

    L'unica potenza che poteva impensierire gli USA era l'Europa unita, ma abbiamo sprecato la chance all'inizio del 21° secolo (soprattutto nel settore IT) e ora siamo solo una barzelletta ambulante, la nostra più grande produzione è la burocrazia

    Dal canto mio io investo quasi al 100% in dollari e solo in USA, la Cina la vedo come un gigante con i piedi d'argilla. Il tutto è una mia opinione personale ovviamente.
    Grazie a te, a massit78 e agli altri forumisti che postano qui, su questo thread trovo persone con cui fa piacere dialogare.

  8. #1688
    L'avatar di Il conte Draghila
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    Citazione Originariamente Scritto da Nemor Visualizza Messaggio
    Dimostra ancora una volta la testardaggine buona a nulla dei tedeschi, che neanche dinnanzi all'evidenza vogliono cambiare idea.
    Risparmio risparmio risparmio. Certo così facendo azzeri l'inflazione, ma alla fin fine a meno che non sia negativa il potere d'acquisto lo perdi lo stesso, lentamente, ma lo perdi.
    Fra 100 anni saranno ancora terrorizzati dalla Repubblica di Weimar.

  9. #1689
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    Citazione Originariamente Scritto da Il conte Draghila Visualizza Messaggio
    Dimostra ancora una volta la testardaggine buona a nulla dei tedeschi, che neanche dinnanzi all'evidenza vogliono cambiare idea.
    Risparmio risparmio risparmio. Certo così facendo azzeri l'inflazione, ma alla fin fine a meno che non sia negativa il potere d'acquisto lo perdi lo stesso, lentamente, ma lo perdi.
    Fra 100 anni saranno ancora terrorizzati dalla Repubblica di Weimar.
    Avrei piacere, e tanto, che gli europei non siano terrorizzati da una qualche altra repubblica tedesca nel corso dei prossimi 100 anni!

  10. #1690

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    Citazione Originariamente Scritto da Il conte Draghila Visualizza Messaggio
    Allora sicuramente l'intento della Cina è quello, dopo la colonizzazione dell'Africa. Aiutata anche dalla nostra debole élite europea pronta a svendere "gioielli di famiglia" ai capitalisti di stato cinesi che comprano foraggiati dai soldi governativi.

    Il problema che l'articolo non analizza è che la Cina non rispetta alcuno standard di vita compatibile con i valori occidentali, è un'economia non di mercato, controllata pesantemente dallo stato, e la situazione di Hong Kong attuale dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sul quanto vengano considerate le libertà personali da loro.

    Ora passiamo agli USA, l'articolo dice che sarebbero un'isoletta piccola e vulnerabile.
    Niente di più sbagliato. Gli USA e le multinazionali americane che sono la loro longa manus hanno il controllo di fatto di quasi tutti i settori dello sviluppo mondiale. Informatica, logistica, Medicina, aerospaziale, industrie minerarie e petrolifere, automotive. Senza contare l'immane potenza della Federal Reserve che sta dietro agli USA, le loro riserve auree e petrolifere, la loro potenza militare.
    Semmai è l'Europa ad essere un'isoletta che ormai non ha più industrie di rilievo particolari nello scacchiere mondiale. A questo proposito è bene ricordare che la sola Microsoft capitalizza più del DAX. E la borsa USA, Nasdaq in primis, dimostra che invece i capitali in caso di "pericolo" fuggono e fuggiranno sempre verso la borsa USA, a discapito di tutto il resto.
    E' una bella narrazione, che ormai si sente da un po', partendo dalla solita roba trita e ritrita del "la Cina detiene il debito USA", quella della Cina che sostituirà gli USA, ma in realtà non succederà mai finché la Cina resterà una dittatura che se ne frega dei diritti umani e dell'ambiente (basta vedere cosa scaricano in certe regioni disabitate direttamente nel terreno) e che RUBA i brevetti delle aziende che vogliono fare affari da loro.

    L'unica potenza che poteva impensierire gli USA era l'Europa unita, ma abbiamo sprecato la chance all'inizio del 21° secolo (soprattutto nel settore IT) e ora siamo solo una barzelletta ambulante, la nostra più grande produzione è la burocrazia

    Dal canto mio io investo quasi al 100% in dollari e solo in USA, la Cina la vedo come un gigante con i piedi d'argilla. Il tutto è una mia opinione personale ovviamente.
    Mi trovo d'accordo d'accordo con la tua analisi. Mi rimane un dubbio in merito all'investimento quasi al 100% in dollari. Non pensi che nei prossimi mesi e anni anche gli USA dovranno abbattere il loro debito monstre puntando sull'inflazione e la svalutazione della loro moneta?

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