Vivere di rendita, posso (Vol. XVII)? - Pagina 101
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  1. #1001
    L'avatar di Nemor
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    https://www.finanzaonline.com/notizi...e-ancora-tassi

  2. #1002

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    Citazione Originariamente Scritto da Nemor Visualizza Messaggio
    ma sì, gli rimane ancora la riunione del 24 ottobre dove poter fare altri disastri, portiamo i tassi a -10% così l'economia e il PIL cresceranno vertiginosamente che gli frega poi la settimana dopo lui se ne va e la patata bollente passa alla Cristina, tanto nessuno gli chiederà conto delle conseguenze di tale politica monetaria (un po' come a Greenspan che ha creato le premesse del disastro e poi i danni se li è dovuti smazzare Bernanke)...e poi dopo un paio di anni sabbatici sarà eletto PdR italiana (se non lo fanno PdC prima).

  3. #1003
    L'avatar di Braid
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    Finora se ne e' discusso in modo molto marginale ma mi piacerebbe approfondire la questione del P2P lending.

    Nel Regno Unito e' piuttosto popolare (per quanto possa essere popolare uno strumento finanziario si intende) e inquadrato anche in modo molto chiaro da un punto di vista legale e fiscale essendo regolato dalla FCA (Financial Conduct Authority). E' anche possibile avere il conto ISA esentasse con una moltitudine di P2P lending providers.

    Residenza e questione fiscale a parte mi piacerebbe discutere eventuali pro e contro e rapporto rischio/rendimento.
    Di seguito quello che ho capito informandomi un po' in queste settimane e qualche mia considerazione.

    La maggior parte delle piattaforme P2P permettono di prestare soldi a piccole e medie imprese (business loans) o direttamente a privati (personal loans). Il primo caso quindi e' assimilabile a dei "mini bond" essendo di fatto dei prestiti a societa' non quotate. Il secondo caso invece e' piu' simile a quello delle carte di credito, ovvero prestiti personali non assicurati. In entrambi i casi e' possibile scegliere profili di rischio differenti sulla base della rischiosita' del prestito (basato su credi checks del richiedente e delle garanzie messe a disposizione).

    Per il momento mi sono interessato principalmente ai business loans, mi piace l'idea di finanziare piccole e medie in presa per creare ricchezza piuttosto che prestare spiccoli a qualche disperato che vuole comprarsi l'iphone
    Ho approfondito principalmente FundingCircle, ma i concetti sono gli stessi anche sulle altre piattaforme.

    Il capitale investito e' frazionato in centinaia di piccoli prestiti diversi, investendo anche solo 10k ogni prestito rappresenta meno dello 0.5% del portafogli, la diversificazione e' quindi buona e in caso di "default" di uno o piu' debiti l'impatto sarebbe comunque contenuto.

    In un contesto di tassi ai minimi e mercato azionario ai massimi potrebbe avere senso investire la liquidita' in questa forma di obbligazioni ad alto rendimento. Sto quindi concretamente pensando di investire i prossimi 20k£ (all'inizio del prossimo anno fiscale inglese) in una piattaforma p2p lending, lasciando ovviamente quindi la stragrande maggioranza del ptf investito come riportato in passato (circa 80-20 azionario/obbligazionario).

    Mie veloci considerazioni:

    Pro:
    - Rendimenti interessanti: anche con i profili piu' conservativi si parla di rendimenti compresi tra il 5-8%.
    - Alta diversificazione: con cifre molto basse e' possibile investire in centinaia di aziende diverse.
    - Prestiti diretti: il contratto di prestito avviene tra il debitore e il creditore, la piattaforma funge solo da intermediario quindi anche in caso di fallimento/chiusura della piattaforma il prestito "dovrebbe" rimanere valido.
    - "Duration" corta: di norma i prestiti vanno da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 5 anni, e' prevedibile quindi avere una duration media del ptf di 2-3 anni.
    - Accredito interessi giornaliero: A differenza dei conti deposito o obbligazioni che magari pagano gli interessi una volta l'anno con il p2p gli interessi di ciascun debito vengono accreditati mensilmente, visto che un ptf medio ha centinana di prestiti attivi ogni singolo giorno viene accreditato qualcosa.

    Cons:
    - Mancanza di storico e quindi di un vero stress test: essendo queste piattaforme diventate popolari dal 2010 in poi non possiamo sapere come si comporteranno in caso di crisi sistemica, mentre il comportamento mercati azionari e obbligazionari sappiamo come si comportano di solito in periodo di crisi. Esistono diversi articoli online, simulazioni, stress test che "stimano" una certa resilienza in caso di crisi sistemica (con rendimenti che restano positivi anche in caso di crisi simili a quella del 2008), tuttavia si tratta solo di previsioni.
    - Diffusione ancora limitata: nonostante ci sia stato un boom negli ultimi anni le piattaforme che hanno dimensioni importanti sono poche.

    Riassumendo penso che possano essere uno strumento interessante alle condizioni di mercato attuali, da affiancare come piccola percentuale di un ptf "tradizionale".
    Cosa ne pensate? Avete circa 6 mesi per farmi cambiare idea
    Ultima modifica di Braid; 23-09-19 alle 17:28

  4. #1004

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    Citazione Originariamente Scritto da Braid Visualizza Messaggio
    Finora se ne e' discusso in modo molto marginale ma mi piacerebbe approfondire la questione del P2P lending.

    Nel Regno Unito e' piuttosto popolare (per quanto possa essere popolare uno strumento finanziario si intende) e inquadrato anche in modo molto chiaro da un punto di vista legale e fiscale essendo regolato dalla FCA (Financial Conduct Authority). E' anche possibile avere il conto ISA esentasse con una moltitudine di P2P lending providers.

    Residenza e questione fiscale a parte mi piacerebbe discutere eventuali pro e contro e rapporto rischio/rendimento.
    Di seguito quello che ho capito informandomi un po' in queste settimane e qualche mia considerazione.

    La maggior parte delle piattaforme P2P permettono di prestare soldi a piccole e medie imprese (business loans) o direttamente a privati (personal loans). Il primo caso quindi e' assimilabile a dei "mini bond" essendo di fatto dei prestiti a societa' non quotate. Il secondo caso invece e' piu' simile a quello delle carte di credito, ovvero prestiti personali non assicurati. In entrambi i casi e' possibile scegliere profili di rischio differenti sulla base della rischiosita' del prestito (basato su credi checks del richiedente e delle garanzie messe a disposizione).

    Per il momento mi sono interessato principalmente ai business loans, mi piace l'idea di finanziare piccole e medie in presa per creare ricchezza piuttosto che prestare spiccoli a qualche disperato che vuole comprarsi l'iphone
    Ho approfondito principalmente FundingCircle, ma i concetti sono gli stessi anche sulle altre piattaforme.

    Il capitale investito e' frazionato in centinaia di piccoli prestiti diversi, investendo anche solo 10k ogni prestito rappresenta meno dello 0.5% del portafogli, la diversificazione e' quindi buona e in caso di "default" di uno o piu' debiti l'impatto sarebbe comunque contenuto.

    In un contesto di tassi ai minimi e mercato azionario ai massimi potrebbe avere senso investire la liquidita' in questa forma di obbligazioni ad alto rendimento. Sto quindi concretamente pensando di investire i prossimi 20k£ (all'inizio del prossimo anno fiscale inglese) in una piattaforma p2p lending, lasciando ovviamente quindi la stragrande maggioranza del ptf investito come riportato in passato (circa 80-20 azionario/obbligazionario).

    Mie veloci considerazioni:

    Pro:
    - Rendimenti interessanti: anche con i profili piu' conservativi si parla di rendimenti compresi tra il 5-8%.
    - Alta diversificazione: con cifre molto basse e' possibile investire in centinaia di aziende diverse.
    - Prestiti diretti: il contratto di prestito avviene tra il debitore e il creditore, la piattaforma funge solo da intermediario quindi anche in caso di fallimento/chiusura della piattaforma il prestito "dovrebbe" rimanere valido.
    - "Duration" corta: di norma i prestiti vanno da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 5 anni, e' prevedibile quindi avere una duration media del ptf di 2-3 anni.
    - Accredito interessi giornaliero: A differenza dei conti deposito o obbligazioni che magari pagano gli interessi una volta l'anno con il p2p gli interessi di ciascun debito vengono accreditati mensilmente, visto che un ptf medio ha centinana di prestiti attivi ogni singolo giorno viene accreditato qualcosa.

    Cons:
    - Mancanza di storico e quindi di un vero stress test: essendo queste piattaforme diventate popolari dal 2010 in poi non possiamo sapere come si comporteranno in caso di crisi sistemica, mentre il comportamento mercati azionari e obbligazionari sappiamo come si comportano di solito in periodo di crisi. Esistono diversi articoli online, simulazioni, stress test che "stimano" una certa resilienza in caso di crisi sistemica (con rendimenti che restano positivi anche in caso di crisi simili a quella del 2008), tuttavia si tratta solo di previsioni.
    - Diffusione ancora limitata: nonostante ci sia stato un boom negli ultimi anni le piattaforme che hanno dimensioni importanti sono poche.

    Riassumendo penso che possano essere uno strumento interessante alle condizioni di mercato attuali, da affiancare come piccola percentuale di un ptf "tradizionale".
    Cosa ne pensate? Avete circa 6 mesi per farmi cambiare idea

    Immagino tu stia parlando di Mintos e Bondora che sono le uniche principali piattaforme in questo mercato. Onestamente ci stavo pensando anch'io sempre in ottica di diversificazione però continuo ad essere restio perchè non conosco benissimo lo strumento.

  5. #1005
    L'avatar di virussingolo
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    Braid ti sei informato per la tassazione in UK, in italia pare che (al solito) la situazione sia nebulosa...(forse con Mintos e Bondora è chiara ) ma con altri P2p non si sa se sia dovuta IVAFE o necessaria la dichiarazione in quadro RW

  6. #1006
    L'avatar di Braid
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrluke Visualizza Messaggio
    Immagino tu stia parlando di Mintos e Bondora che sono le uniche principali piattaforme in questo mercato. Onestamente ci stavo pensando anch'io sempre in ottica di diversificazione però continuo ad essere restio perchè non conosco benissimo lo strumento.
    Io ho citato Funding Circle che e' il piu' grande in UK, credo sia circa il doppio di Mintos come numero di prestiti gestiti.

  7. #1007
    L'avatar di Braid
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    Citazione Originariamente Scritto da virussingolo Visualizza Messaggio
    Braid ti sei informato per la tassazione in UK, in italia pare che (al solito) la situazione sia nebulosa...(forse con Mintos e Bondora è chiara ) ma con altri P2p non si sa se sia dovuta IVAFE o necessaria la dichiarazione in quadro RW
    In UK e' abbastanza semplice. Se si apre tramite conto ISA puoi investire fino a 20k£ 'lanno completamente tax free, cumulabile anno per anno. Per fare un esempio quindi in 3 anni avresti un ptf di 60k£+ tutti gli interessi generati completamente tax free.

    Se invece lo si vuole aprire fuori dall'isa allora verrebbe tassato come income, quindi all'aliquota "IRPEF" marginale. Ovviamente non c'e' nessun motivo per fare questo visto che l'ISA e' tax free e non ha nessuna contro indicazione

  8. #1008
    L'avatar di Antoniano2
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    Citazione Originariamente Scritto da Braid Visualizza Messaggio
    Finora se ne e' discusso in modo molto marginale ma mi piacerebbe approfondire la questione del P2P lending.

    Nel Regno Unito e' piuttosto popolare (per quanto possa essere popolare uno strumento finanziario si intende) e inquadrato anche in modo molto chiaro da un punto di vista legale e fiscale essendo regolato dalla FCA (Financial Conduct Authority). E' anche possibile avere il conto ISA esentasse con una moltitudine di P2P lending providers.

    Residenza e questione fiscale a parte mi piacerebbe discutere eventuali pro e contro e rapporto rischio/rendimento.
    Di seguito quello che ho capito informandomi un po' in queste settimane e qualche mia considerazione.

    La maggior parte delle piattaforme P2P permettono di prestare soldi a piccole e medie imprese (business loans) o direttamente a privati (personal loans). Il primo caso quindi e' assimilabile a dei "mini bond" essendo di fatto dei prestiti a societa' non quotate. Il secondo caso invece e' piu' simile a quello delle carte di credito, ovvero prestiti personali non assicurati. In entrambi i casi e' possibile scegliere profili di rischio differenti sulla base della rischiosita' del prestito (basato su credi checks del richiedente e delle garanzie messe a disposizione).

    Per il momento mi sono interessato principalmente ai business loans, mi piace l'idea di finanziare piccole e medie in presa per creare ricchezza piuttosto che prestare spiccoli a qualche disperato che vuole comprarsi l'iphone
    Ho approfondito principalmente FundingCircle, ma i concetti sono gli stessi anche sulle altre piattaforme.

    Il capitale investito e' frazionato in centinaia di piccoli prestiti diversi, investendo anche solo 10k ogni prestito rappresenta meno dello 0.5% del portafogli, la diversificazione e' quindi buona e in caso di "default" di uno o piu' debiti l'impatto sarebbe comunque contenuto.

    In un contesto di tassi ai minimi e mercato azionario ai massimi potrebbe avere senso investire la liquidita' in questa forma di obbligazioni ad alto rendimento. Sto quindi concretamente pensando di investire i prossimi 20k£ (all'inizio del prossimo anno fiscale inglese) in una piattaforma p2p lending, lasciando ovviamente quindi la stragrande maggioranza del ptf investito come riportato in passato (circa 80-20 azionario/obbligazionario).

    Mie veloci considerazioni:

    Pro:
    - Rendimenti interessanti: anche con i profili piu' conservativi si parla di rendimenti compresi tra il 5-8%.
    - Alta diversificazione: con cifre molto basse e' possibile investire in centinaia di aziende diverse.
    - Prestiti diretti: il contratto di prestito avviene tra il debitore e il creditore, la piattaforma funge solo da intermediario quindi anche in caso di fallimento/chiusura della piattaforma il prestito "dovrebbe" rimanere valido.
    - "Duration" corta: di norma i prestiti vanno da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 5 anni, e' prevedibile quindi avere una duration media del ptf di 2-3 anni.
    - Accredito interessi giornaliero: A differenza dei conti deposito o obbligazioni che magari pagano gli interessi una volta l'anno con il p2p gli interessi di ciascun debito vengono accreditati mensilmente, visto che un ptf medio ha centinana di prestiti attivi ogni singolo giorno viene accreditato qualcosa.

    Cons:
    - Mancanza di storico e quindi di un vero stress test: essendo queste piattaforme diventate popolari dal 2010 in poi non possiamo sapere come si comporteranno in caso di crisi sistemica, mentre il comportamento mercati azionari e obbligazionari sappiamo come si comportano di solito in periodo di crisi. Esistono diversi articoli online, simulazioni, stress test che "stimano" una certa resilienza in caso di crisi sistemica (con rendimenti che restano positivi anche in caso di crisi simili a quella del 2008), tuttavia si tratta solo di previsioni.
    - Diffusione ancora limitata: nonostante ci sia stato un boom negli ultimi anni le piattaforme che hanno dimensioni importanti sono poche.

    Riassumendo penso che possano essere uno strumento interessante alle condizioni di mercato attuali, da affiancare come piccola percentuale di un ptf "tradizionale".
    Cosa ne pensate? Avete circa 6 mesi per farmi cambiare idea
    È una sorta di etf otc hy

    Vai a fare il banchiere al posto dei banchieri. Personalmente lo rigetto, consiglierei semplicemente prudenza in ogni caso.

  9. #1009
    L'avatar di Antoniano2
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    Citazione Originariamente Scritto da Braid Visualizza Messaggio
    In UK e' abbastanza semplice. Se si apre tramite conto ISA puoi investire fino a 20k£ 'lanno completamente tax free, cumulabile anno per anno. Per fare un esempio quindi in 3 anni avresti un ptf di 60k£+ tutti gli interessi generati completamente tax free.

    Se invece lo si vuole aprire fuori dall'isa allora verrebbe tassato come income, quindi all'aliquota "IRPEF" marginale. Ovviamente non c'e' nessun motivo per fare questo visto che l'ISA e' tax free e non ha nessuna contro indicazione
    Beato voi con queste aliquote

  10. #1010
    L'avatar di massit78
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    Citazione Originariamente Scritto da Sanguisuga Visualizza Messaggio
    Non ce l'hanno fatta perché gli stessi tassi bassi, per anni, in risposta alla crisi del 2008 hanno creato bolle enormi di debito privato e statale, talmente enormi che ora per non scoppiare e causare una catena di default con le logiche conseguenze, richiedono tassi sempre più bassi per assicurarne il pagamento degli interessi.
    Il tutto è ovviamente una spirale deflattiva e che genera ancor maggiore debito, a questo punto più abbassi i tassi e più tempo regge il giochino, ma bada bene, la rottura è solo questione di tempo. Alzare i tassi, con l'elevato livello di debito invece accelererebbe il processo di default a partire da quelli che sarebbero dovuti fallire anni fa e che sono stati mantenuti artificialmente in vita.
    Lo stato attuale delle cose lascia due scelte: morire piano e un po' alla volta con dosi massicce di morfina (tassi bassi e QE a nastro) o sparare un colpo in testa subito al malato (alzare i tassi).
    Abbassare i tassi è senza dubbio il modo più comodo per mantenere lo status quo, e nel mentre si cerca la ricetta miracolosa per far ripartire le economie mondiali
    Hai centrato il punto

    Il mio intervento sul debito pubblico italiano alludeva questo, siamo seduti su una bomba che può esplodere, pensare che questa situazione di eccezionali tassi bassi sul ns debito possa durare in eterno è da illusi e sprovveduti, se non fosse per la Bce avremmo dei tassi di interesse decisamente più alti che rispecchierebbero il vero rischio rischio Paese dell’Italia

    Le strade sono due: o si prova seriamente a ridurre il debito con sforzi tutto sommato ancora sostenibili, finanziando investimenti con bond europei per l’ambiente non con debito pubblico e per esempio incentivando l’acquisto di debito per metterlo in larga parte nelle mani degli italiani e non in mano a speculatori stranieri, o si attende l’affonadamento lento della nave Italia

    Tra le due vista l’ignoranza finanziaria degli italiani, temo che la seconda ipotesi sia decisamente quella più probabile per il Titanic Italiano

    Ciò inciderà anche sulle pensioni, inoltre con la crisi di lavoro e demografica sempre più accentuate e pressanti, è una pura chimera pensare in futuro alle pensioni come vengono elargite al giorno d’oggi, andiamo verso una situazione con più pensionati che lavoratori

    Piu pensionati che lavoratori nel 2050 - Economia - ANSA
    Ultima modifica di massit78; 23-09-19 alle 18:26

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