FIR over 35/100 k che documentazione fornire - Pagina 37
Un poker di titoli finanziari del Ftse Mib sotto osservazione, su Banco Bpm si sgonfia pressione rialzista
Il Ftse Mib bagna la prima parte della seduta con il superamento nell’intraday della soglia psicologica dei 25 mila punti, livello che non vedeva dal lontano 2008. L?indice guida di …
Atlantia ginepraio per M5S: Autostrade in vendita? E se la comprasse lo Stato alias contribuenti?
Indiscrezioni bomba dal Fatto Quotidiano: I Benetton avrebbero dato istruzioni ad Atlantia per mollare l’osso Autostrade, mettendolo in vendita. “Vendonsi Autostrade”, si legge nel quotidiano di Marco Travaglio, che parla …
Grandi banche programmate per ‘uccidere il cambiamento digitale’. Il j’accuse del ceo di una fintech UK da 2,5 mld
Nel Regno Unito il fondatore della fintech Monzo, Tom Blomfield, individua i problemi delle grandi banche nella tecnologia obsoleta da una parte e da una cultura dell’avversione al rischio dall?altra. …
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  1. #361

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    La Corte d’Appello conferma Veneto Banca era insolvente - Il Mattino di Padova Padova

  2. #362

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    Grande Corte d'Appello! Però ce ne eravamo già accorti ...

  3. #363
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  4. #364
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    Anche i bilanci di Vicenza e Veneto banca, quando nell'estate Atlante e i suoi gestori vi guardarono dentro, erano intonati a quelle cifre: i piani di collocamento a Piazza Affari scrivevano di perdite previste 2016 pari a 52 milioni per Vicenza (dopo accantonamenti su crediti di 300 milioni), e di 78 milioni per Veneto banca (dopo accantonamenti per 245 milioni). Non vi era quasi traccia di rischi legali nei due bilanci, nè di particolari conti in sospeso con Francoforte. Ma quel che i banchieri di Penati trovarono nella pancia delle due banche era molto diverso, e peggiore. Tanto che il bilancio 2016 chiuse a Vicenza con 1,9 miliardi di rosso dopo accantonamenti di 1,1 miliardi su crediti (e 265 milioni su rischi di cause legali). Emerse, anche, come negli stress test estivi, che non avevano sollevato particolari dubbi sulle due venete, ci si era "scordati" di applicare i risultati del campione di crediti analizzati sul totale crediti delle due banche. In autunno, tra difficoltà crescenti, i cda nominati da Atlante decisero di provare a ridurre i rischi legali - potenzialmente stimati in 6 miliardi, e che rendevano "non investibili" i due istituti - e di fondere Vicenza e Veneto, per trovare sinergie di costo e di ricavo. La Bce approvò queste strategie il 22 ottobre 2016, chiedendo altri 938 milioni di capitale ad Atlante, versati in fretta e furia "in conto futuro aumento di capitale ", per rafforzare gli istituti e ampliarne (già nei bilanci 2016) i fondi a copertura dei rischi legali, in vista delle offerte di "ristoro" ai soci, costate a maggio 700 milioni per far pace con i vecchi soci privati. Ma questo percorso, approvato e avviato, si è complicato dal gennaio 2017, quando il decreto salvabanche ha preparato 20 miliardi pubblici per risanare chiunque lo volesse. Bastava chiedere al governo. Così la Bce ha avuto la tentazione di chiedere ancora patrimonio, come fatto anche per Mps a gennaio. Un riflesso utile, anche, per coprirsi meglio dai rischi reputazionali in caso il piano Vicenza-Veneto fallisse: la presidente del Ssm Daniéle Nouy, infatti, già sei mesi fa era incline alla risoluzione di almeno una delle due venete. Nel frattempo il cambio di clima politico, con depotenziamento del verbo populista e anti-euro in molti paesi membri, ha ridato nerbo ai tecnocrati di Bruxelles; che hanno iniziato a fare la parte del poliziotto cattivo su Vicenza e Veneto. Le critiche al piano industriale di riassetto, il mancato abbuono di capitale sulle dismissioni previste e non realizzate, il conteggio nelle perdite "future e pregresse" (quindi da coprire con fondi privati in base alle nuove regole) anche di crediti in bonis che potrebbero guastarsi nel 2020, sono segnali di vento cambiato che hanno tagliato le gambe ad Atlante 1. Oggi Penati & C si sentono come investitori ingannati in banca, e delusi da vigilanti e politici. Presto la svalutazione dei 3,5 miliardi nei due istituti giungerà pesante: tuttavia, come ha detto di recente Guzzetti, "forse un giorno bisognerà andare a chiedere chi ha autorizzato quei prospetti, che erano prospetti falsi". Intendeva "chiedere conto", anche.

  5. #365

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    Citazione Originariamente Scritto da locco68 Visualizza Messaggio
    Anche i bilanci di Vicenza e Veneto banca, quando nell'estate Atlante e i suoi gestori vi guardarono dentro, erano intonati a quelle cifre: i piani di collocamento a Piazza Affari scrivevano di perdite previste 2016 pari a 52 milioni per Vicenza (dopo accantonamenti su crediti di 300 milioni), e di 78 milioni per Veneto banca (dopo accantonamenti per 245 milioni). Non vi era quasi traccia di rischi legali nei due bilanci, nè di particolari conti in sospeso con Francoforte. Ma quel che i banchieri di Penati trovarono nella pancia delle due banche era molto diverso, e peggiore. Tanto che il bilancio 2016 chiuse a Vicenza con 1,9 miliardi di rosso dopo accantonamenti di 1,1 miliardi su crediti (e 265 milioni su rischi di cause legali). Emerse, anche, come negli stress test estivi, che non avevano sollevato particolari dubbi sulle due venete, ci si era "scordati" di applicare i risultati del campione di crediti analizzati sul totale crediti delle due banche. In autunno, tra difficoltà crescenti, i cda nominati da Atlante decisero di provare a ridurre i rischi legali - potenzialmente stimati in 6 miliardi, e che rendevano "non investibili" i due istituti - e di fondere Vicenza e Veneto, per trovare sinergie di costo e di ricavo. La Bce approvò queste strategie il 22 ottobre 2016, chiedendo altri 938 milioni di capitale ad Atlante, versati in fretta e furia "in conto futuro aumento di capitale ", per rafforzare gli istituti e ampliarne (già nei bilanci 2016) i fondi a copertura dei rischi legali, in vista delle offerte di "ristoro" ai soci, costate a maggio 700 milioni per far pace con i vecchi soci privati. Ma questo percorso, approvato e avviato, si è complicato dal gennaio 2017, quando il decreto salvabanche ha preparato 20 miliardi pubblici per risanare chiunque lo volesse. Bastava chiedere al governo. Così la Bce ha avuto la tentazione di chiedere ancora patrimonio, come fatto anche per Mps a gennaio. Un riflesso utile, anche, per coprirsi meglio dai rischi reputazionali in caso il piano Vicenza-Veneto fallisse: la presidente del Ssm Daniéle Nouy, infatti, già sei mesi fa era incline alla risoluzione di almeno una delle due venete. Nel frattempo il cambio di clima politico, con depotenziamento del verbo populista e anti-euro in molti paesi membri, ha ridato nerbo ai tecnocrati di Bruxelles; che hanno iniziato a fare la parte del poliziotto cattivo su Vicenza e Veneto. Le critiche al piano industriale di riassetto, il mancato abbuono di capitale sulle dismissioni previste e non realizzate, il conteggio nelle perdite "future e pregresse" (quindi da coprire con fondi privati in base alle nuove regole) anche di crediti in bonis che potrebbero guastarsi nel 2020, sono segnali di vento cambiato che hanno tagliato le gambe ad Atlante 1. Oggi Penati & C si sentono come investitori ingannati in banca, e delusi da vigilanti e politici. Presto la svalutazione dei 3,5 miliardi nei due istituti giungerà pesante: tuttavia, come ha detto di recente Guzzetti, "forse un giorno bisognerà andare a chiedere chi ha autorizzato quei prospetti, che erano prospetti falsi". Intendeva "chiedere conto", anche.
    Anche noi siamo stati ingannati dal piano di Atlante di Penati &C.

  6. #366

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    Citazione Originariamente Scritto da Mauriziol Visualizza Messaggio
    Anche noi siamo stati ingannati dal piano di Atlante di Penati &C.

  7. #367
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    Fondo banche, ecco le violazioni-tipo per avere i rimborsi
    Corriere del Veneto (Padova e Rovigo)
    24 Dec 2019
    Gianni Favero
    ( f.n.) Ex popolari, ci sono anche le violazioni-tipo per agevolare la richiesta di rimborso oltre i limiti di reddito e patrimonio. Il documento era atteso da agosto, per far decollare il secondo canale di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori, quello per i soci che superano i paletti dei 35 milla euro di reddito o centomila di patrimonio e che dovranno subire un vaglio della domanda di accesso al Fir. E la delibera della commissione dei nove del ministero dell’economia, che sovrintende alle procedure di indennizzo affidate alla società pubblica Consap, è stata pubblicata alla fine della scorsa settimana. «Anche se resta da chiedersi se sia servito attendere questi mesi - dice Fulvio Cavallari, leader di Adusbef - stante che il documento non può che specificare norme esistenti e casi già definiti dall’arbitro per le controversie finanziarie».
    Dichiarandosi in premessa non esaustivo, e dicendo di non avere «alcuna preclusione verso circostanze ulteriori», il documento di sette pagine (lo si può trovare sul sito Consap: fondoindennizzorisparmiatori.consap.it) elenca i casi che dovrebbero facilitare il risparmiatore a scegliere quello più vicino alla propria vicenda. La delibera indica che terrà buoni, sul fronte dei documenti prodotti, sia quelli bancari, amministrativi o giudiziari, ma anche quelli legati «agli accertamenti di violazione compiuti con provvedimenti di Consob, Banca d’italia, Acf o dell’autorità giudiziaria». Più facile orientarsi per chi abbia compiuto operazioni di acquisto, o mancata vendita, di azioni negli ultimi anni di crisi, a partire dagli aumenti di capitale, che può contare su molti casi di errata profilatura dei clienti o di mancata informazione. Ma viene anche indicata la via per chi abbia acquistato le azioni prima del novembre 2007. I soci di vecchia data invece, senza operazioni, potranno far leva su altri filoni. Come le violazioni informative sul patrimonio di vigilanza, intaccato dalle «baciate», specie nel caso del miliardo di Bpvi, o sulle perdite sui crediti, o ancora «sulla mancanza di presidi di correttezza» sul prezzo delle azioni, caso tipico per Bpvi e Veneto Banca. «Casi inseriti su nostra pressione. E sui prezzi possiamo fornire già documenti per la domanda», sostiene Luigi Ugone, di «Noi che credevamo nella Bpvi».
    La delibera sulle tipizzazioni poi considera casi da rimborsare al 30% anche le «baciate». Sia dirette (i finanziamenti per acquistare azioni), che inverse, ovvero gli scoperti di conto corrente a tassi di favore per sostituire la mancata vendita delle azioni, ora chiesti indietro a tassi a doppia cifra da Intesa. Mentre una presa di posizione dei liquidatori sull’azzeramento dei finanziamenti sottostanti alle «baciate», di fronte alle prime sentenze favorevoli dei tribunali, non arriva. «Ma la richiesta al Fir non è incompatibile con la causa per la nullità dell’operazione baciata - specifica l’avvocato Roberto Limitone, che segue parecchi di questi casi -. Si può specificare nella richiesta al Fir che è condizionata all’esito della causa: in caso di vittoria giudiziaria il rimborso va restituito (sul portale Consap si può fare la precisazione). L’indicazione vale sia per chi ha già promosso una causa, sia per chi vuole lasciarsi aperta la possibilità».

  8. #368

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    Fondo banche, ecco le violazioni-tipo per avere i rimborsi
    Corriere del Veneto (Padova e Rovigo)
    24 Dec 2019
    Gianni Favero
    ( f.n.) Ex popolari, ci sono anche le violazioni-tipo per agevolare la richiesta di rimborso oltre i limiti di reddito e patrimonio. Il documento era atteso da agosto, per far decollare il secondo canale di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori, quello per i soci che superano i paletti dei 35 milla euro di reddito o centomila di patrimonio e che dovranno subire un vaglio della domanda di accesso al Fir. E la delibera della commissione dei nove del ministero dell’economia, che sovrintende alle procedure di indennizzo affidate alla società pubblica Consap, è stata pubblicata alla fine della scorsa settimana. «Anche se resta da chiedersi se sia servito attendere questi mesi - dice Fulvio Cavallari, leader di Adusbef - stante che il documento non può che specificare norme esistenti e casi già definiti dall’arbitro per le controversie finanziarie».
    Dichiarandosi in premessa non esaustivo, e dicendo di non avere «alcuna preclusione verso circostanze ulteriori», il documento di sette pagine (lo si può trovare sul sito Consap: fondoindennizzorisparmiatori.consap.it) elenca i casi che dovrebbero facilitare il risparmiatore a scegliere quello più vicino alla propria vicenda. La delibera indica che terrà buoni, sul fronte dei documenti prodotti, sia quelli bancari, amministrativi o giudiziari, ma anche quelli legati «agli accertamenti di violazione compiuti con provvedimenti di Consob, Banca d’italia, Acf o dell’autorità giudiziaria». Più facile orientarsi per chi abbia compiuto operazioni di acquisto, o mancata vendita, di azioni negli ultimi anni di crisi, a partire dagli aumenti di capitale, che può contare su molti casi di errata profilatura dei clienti o di mancata informazione. Ma viene anche indicata la via per chi abbia acquistato le azioni prima del novembre 2007. I soci di vecchia data invece, senza operazioni, potranno far leva su altri filoni. Come le violazioni informative sul patrimonio di vigilanza, intaccato dalle «baciate», specie nel caso del miliardo di Bpvi, o sulle perdite sui crediti, o ancora «sulla mancanza di presidi di correttezza» sul prezzo delle azioni, caso tipico per Bpvi e Veneto Banca. «Casi inseriti su nostra pressione. E sui prezzi possiamo fornire già documenti per la domanda», sostiene Luigi Ugone, di «Noi che credevamo nella Bpvi».
    La delibera sulle tipizzazioni poi considera casi da rimborsare al 30% anche le «baciate». Sia dirette (i finanziamenti per acquistare azioni), che inverse, ovvero gli scoperti di conto corrente a tassi di favore per sostituire la mancata vendita delle azioni, ora chiesti indietro a tassi a doppia cifra da Intesa. Mentre una presa di posizione dei liquidatori sull’azzeramento dei finanziamenti sottostanti alle «baciate», di fronte alle prime sentenze favorevoli dei tribunali, non arriva. «Ma la richiesta al Fir non è incompatibile con la causa per la nullità dell’operazione baciata - specifica l’avvocato Roberto Limitone, che segue parecchi di questi casi -. Si può specificare nella richiesta al Fir che è condizionata all’esito della causa: in caso di vittoria giudiziaria il rimborso va restituito (sul portale Consap si può fare la precisazione). L’indicazione vale sia per chi ha già promosso una causa, sia per chi vuole lasciarsi aperta la possibilità».
    Egr Signori e dott. Dulcamara


    cosa ne pensate di queste violazioni tipo oltre i limiti di reddito e patrimonio dove si dice si terra buoni sul fronte dei documenti prodotti quelli legati ad accertamenti di violazione compiuti con provvedimento di Consob,banca d'Italia ,Acf o dell'autorità giudiziaria Può riguardarci e in che modo li produciamo?

  9. #369

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    Tanti auguri!

  10. #370

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    Citazione Originariamente Scritto da woodyA Visualizza Messaggio
    Tanti auguri!
    Per le feste NATALIZIE o per il ristoro da parte del FIR?

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