BOND IFIS 2027 sub Tier2 callable Yield 4.50% XS1700435453 - vol. 2 - Pagina 9
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  1. #81
    L'avatar di Dormalora
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    Citazione Originariamente Scritto da lwsco Visualizza Messaggio
    Buonadomenica…..scusate ma se investo 90K in questa obbligazione e la tengo a scadenza ho un guadagno netto di 3.100 euro all'anno. Investendoli in Rendimax (CD al 3%) ho (solo per 5 anni) un netto annuale di circa 1.950 ….leggendo questo thread mi pare chiaro che il rischio inferiore si ha scegliendo il certificato di deposito. Ma la alternativa quale è ? Su quale altra obbligazione con un rischio inferiore a questa (accettando un rendimento inferiore) si potrebbe investire ?
    Taglio 100.000 per soli investitori professionali
    Per acquistarlo oggi investi 91.000 euro ca (compreso rateo maturato)
    Cedola annuale 4,50% lordo
    Cedola annuale 3,33% netto pertanto 3.333 euro anno

    oltre la plusvalenza da oggi (prezzo attuale 88,36) alla scadenza (prezzo di rimborso 100)
    11.640 euro lordi pari a 8.613 euro netti per 8,2 anni ca.

    Conto della serva (senza capitalizzare interessi): 35.940 euro netti per 8,2 anni ca (4.380 euro anno)

    C'è una certa differenza con Rendimax !
    Ultima modifica di Dormalora; 04-08-19 alle 16:23

  2. #82

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    Citazione Originariamente Scritto da Dormalora Visualizza Messaggio
    Taglio 100.000 per soli investitori professionali
    Per acquistarlo oggi investi 91.000 euro ca (compreso rateo maturato)
    Cedola annuale 4,50% lordo
    Cedola annuale 3,33% netto pertanto 3.333 euro anno

    oltre la plusvalenza da oggi (prezzo attuale 88,36) alla scadenza (prezzo di rimborso 100)
    11.640 euro lordi pari a 8.613 euro netti per 8,2 anni ca.

    Conto della serva (senza capitalizzare interessi): 35.940 euro netti per 8,2 anni ca (4.380 euro anno)

    C'è una certa differenza con Rendimax !
    non ho idea se rendimax sia liquidabile prima con qualche penalizzazione, ma se uno avesse bisogno dei soldi prima della scadenza potrebbe vendere la obbligazione a mercato, chiaramente potrebbe guadagnarci o perderci a seconda del prezzo del momento

  3. #83
    L'avatar di Dormalora
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    Citazione Originariamente Scritto da cpandrea Visualizza Messaggio
    non ho idea se rendimax sia liquidabile prima con qualche penalizzazione, ma se uno avesse bisogno dei soldi prima della scadenza potrebbe vendere la obbligazione a mercato, chiaramente potrebbe guadagnarci o perderci a seconda del prezzo del momento
    Non credo che Rendimax sia svincolabile, resta comunque la sicurezza dell'investimento grazie al Fondo di tutela interbancario fino a 100k euro.
    Sono scelte, il rischio che si accusa con il bond è a mio avviso pagato. Al prezzo di oggi, il bond a 5 anni paga circa 5.000 euro l'anno investendo netti (tolto il rateo maturato che verrà restituito tra un paio di mesi) 88.400 euro circa (immaginando che nel 2024 a 3 anni dalla scadenza potrà prezzare 100 circa ma è chiaramente un'ipotesi abbastanza aggressiva !). Con lo stesso importo Rendimax paga poco meno di 2.000 euro l'anno netti. Fate vobis !

  4. #84

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    Citazione Originariamente Scritto da J.Plissken Visualizza Messaggio
    mi sembra un articolo dove i dati per classificare le banche sono recuperati in più anni!
    sono dati in parte vecchi....

    per esempio oggi Banca Farmafactoring ha un cet1 => 11,1%
    https://it.bffgroup.com/comunicati-s...trimestre-2019

    non mi sembra che sia in una situazione pericolosa tanto da meritare di essere inserita al fondo della classifica!!

  5. #85
    L'avatar di CharlieRoma
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    Citazione Originariamente Scritto da Gapak Visualizza Messaggio
    Il discorso fusione inversa Scogliera c'entra e parecchio... E' comunque un "risolutivo" paracadute (visti i ratios che ne risulterebbero, ai vertici assoluti del mercato italiano) se le cose si mettessero male. Ipotesi tra l'altro assolutamente non all'orizzonte, visto che ci sono ampi buffers rispetto a SREP (perchè è rispetto a questo che andiamo a valutare CET1R, T!R e TCR, mica come cifra assoluta), non ci sono ripetute (mai) perdite di esercizio, non ci sovraesposizioni a TDS (in caso di crisi da spread), Texas ratio ai livelli minimi di mercato.
    L'azionista di maggioranza è il primo ad avere interesse a tenere sana la banca. La messa a rischio del controllo dell'istituto è comunque evento meno negativo che perdere il valore della propria quota. Imho proverebbero altre soluzioni, tali da non rischiare il controllo del giocattolo (che, ricordiamo, gli garantisce utili in modo continuativo), ma, in caso non ce ne siano di praticabili, la fusione inversa resta sullo sfondo. Quel capitale non viene conteggiato per mere ragioni contabili e di convenienza del dominus dell'istituto, ma c'è. Quali altre banche hanno una rete di salvataggio del genere?
    Esattamente. Non c'è nulla da aggiungere, se non il post di oggi su Power Desk:

    BANCA IFIS +35% l’utile netto del secondo trimestre

    Banca Ifis , attiva nel settore della finanza alle imprese e nell'acquisto e gestione di crediti deteriorati, potrebbe muoversi in Borsa. La società ha archiviato il secondo trimestre 2019 con un margine di intermediazione pari a 149,1 milioni di euro (+7,5% rispetto al secondo trimestre 2018). Il risultato netto della gestione finanziaria ammonta a 127,1 milioni di euro (+15,9% rispetto alla stesso periodo dello scorso anno). L’utile netto di periodo è arrivato a 38,4 milioni di euro (+35,3% su base annua).A livello semestrale, l’utile netto di periodo ha raggiunto i 68,3 milioni di euro (+3,2% rispetto al primo semestre 2018). Il margine di intermediazione ammonta a 279,2 milioni di euro (+0,4% anno su anno).Il contributo della PPA è in flessione a 37,5 milioni di euro, rispetto ai 44,1 milioni del 30 giugno 2018.I costi operativi sono in calo a 138,4 milioni di euro (-4,0% su base annua).Il costo del credito (settore Imprese) è stato pari a 34,6 milioni di euro (-11,3% rispetto al primo semestre dello scorso anno). L’amministratore delegato, Luciano Colombini ha dichiarato che: “In questi primi sei mesi dell’anno la Banca ha ben performato in tutte le principali attività evidenziando un business solido e risultati in linea con le aspettative”.

  6. #86
    L'avatar di CharlieRoma
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    B.Ifis: con Fonsapa apre stagione consolidamento per crediti deteriorati (Mi.Fi.)

    MILANO (MF-DJ)--A fare la prima mossa venerdi'' 2 sono stati Banca Ifis e Credito Fondiario che hanno posto le premesse per un''alleanza industriale. I due gruppi, scrive Milano Finanza, hanno sottoscritto una lettera di intenti non vincolante finalizzata a studiare la realizzazione di una partnership nei settori del debt servicing e del debt purchasing. L''obiettivo? Creare una piattaforma in grado di operare lungo tutta la catena del valore del credito deteriorato e di competere con i principali player del mercato. Un punto di svolta insomma per due gruppi con storie molto diverse alle spalle ma entrambi alla ricerca di un nuovo corso. Se dopo l''uscita di Giovanni Bossi e la nomina di Luciano Colombini Banca Ifis (affiancata da Mediobanca nelle riflessioni strategiche) e'' alle prese con una delicata rivisitazione del modello industriale, il fondo Elliott intende valorizzare in tempi brevi la partecipazione in Fonspa che in questi anni ha dato non poche soddisfazioni. Oggi insomma questo combinato disposto pone le premesse per un''integrazione a cui l''intero settore guarda con grande interesse. Banker e analisti ritengono infatti che l''annuncia a sorpresa di Banca Ifis e Fonspa (assistita da Goldman Sachs e Deutsche Bank ) possa preludere a un ampio consolidamento nel credit servicing. Un consolidamento di cui si sono colte le prime avvisaglie nella recente alleanza tra Dea Capital e Quaestio. red/lab

  7. #87
    L'avatar di Bentivoglio
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    Citazione Originariamente Scritto da Gapak Visualizza Messaggio
    Il discorso fusione inversa Scogliera c'entra e parecchio... E' comunque un "risolutivo" paracadute (visti i ratios che ne risulterebbero, ai vertici assoluti del mercato italiano) se le cose si mettessero male. Ipotesi tra l'altro assolutamente non all'orizzonte, visto che ci sono ampi buffers rispetto a SREP (perchè è rispetto a questo che andiamo a valutare CET1R, T!R e TCR, mica come cifra assoluta), non ci sono ripetute (mai) perdite di esercizio, non ci sovraesposizioni a TDS (in caso di crisi da spread), Texas ratio ai livelli minimi di mercato.
    L'azionista di maggioranza è il primo ad avere interesse a tenere sana la banca. La messa a rischio del controllo dell'istituto è comunque evento meno negativo che perdere il valore della propria quota. Imho proverebbero altre soluzioni, tali da non rischiare il controllo del giocattolo (che, ricordiamo, gli garantisce utili in modo continuativo), ma, in caso non ce ne siano di praticabili, la fusione inversa resta sullo sfondo. Quel capitale non viene conteggiato per mere ragioni contabili e di convenienza del dominus dell'istituto, ma c'è. Quali altre banche hanno una rete di salvataggio del genere?
    Tra l'altro essendo una Banca oggi sostanzialmente sana e che macina utili, per rafforzare i capital ratio senza modificare il controllo basterebbe oggi ridurre il dividendo...il solo net income del 1H porterebbe ad una aumento del CET1 di 78 bps (rispetto ai 18 bps in presentazione netto del dividendo atteso)...annualizzato facciamo x2...non sono mica noccioline!

    Vista la crescente attenzione sui capital ratio, potrebbero pensare di mettere fieno in cascina oggi in modo da aumentarli e quindi ridurre il costo del funding/sub (con gran felicità per noi subbisti) ... e solo successivamente ripagare gli azionisti
    Ultima modifica di Bentivoglio; 05-08-19 alle 10:26

  8. #88
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    Banca Ifis: Equita alza rating a buy dopo trimestrale
    05/08/2019

    Banca Ifis incassa la promozione di Equita. Gli analisti della sim milanese, che segnalano “risultati per il secondo trimestre superiori alle attese” per la banca, hanno portato la raccomandazione del gruppo veneto a buy dal precedente hold, con un target price che passa a 16,7 da 17,1 euro.

    Banca Ifis indica Equita nella nota “ha dato dimostrazione di riuscire a incrementare organicamente il capitale e dispone di ulteriori leve per migliorare il Cet1” e “sulla base delle indicazioni fornite dalla società non vediamo temi specifici sulla qualità del portafoglio Npl, mentre valutiamo positivamente le indicazioni sugli incassi”. E ancora Equita scrive: “Percepiamo un chiaro orientamento strategico del management team di semplificare la struttura della banca e ridurre il complessivo profilo di rischio”. A Piazza Affari il titolo Banca Ifis è in deciso rialzo, mostrando una crescita di oltre il 5% a 13,878 euro.

  9. #89
    L'avatar di CharlieRoma
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    Leggermente OT, ma trovo la cosa davvero affascinante: l’amico Ernesto di banca IFIS, vista la sua unica posizione nel mondo della Finanza e della Musica, ha ricevuto una lettera a sorpresa dal Dipartimento di Musica, Teatro e Arti del Massachusetts Institute of Technology (MIT), con la quale gli viene chiesto di spiegare, attraverso alcuni parallelismi, il legame tra la musica e la finanza. Sarà molto interessante vedere i punti di contatto nel “Sound of Business”. Farò brainstorming per contribuire anche io, nel mio piccolo. Se qualcuno avesse idee mi scriva pure in privato: ogni input è ben accetto!
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  10. #90
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    Citazione Originariamente Scritto da CharlieRoma Visualizza Messaggio
    Leggermente OT, ma trovo la cosa davvero affascinante: l’amico Ernesto di banca IFIS, vista la sua unica posizione nel mondo della Finanza e della Musica, ha ricevuto una lettera a sorpresa dal Dipartimento di Musica, Teatro e Arti del Massachusetts Institute of Technology (MIT), con la quale gli viene chiesto di spiegare, attraverso alcuni parallelismi, il legame tra la musica e la finanza. Sarà molto interessante vedere i punti di contatto nel “Sound of Business”. Farò brainstorming per contribuire anche io, nel mio piccolo. Se qualcuno avesse idee mi scriva pure in privato: ogni input è ben accetto!
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    eeh ...ci vorrà non poca fantasia per spiegare a quelli Massachusetts il parallelismo .. a me viene soltanto: cosa volete che vi dica? sono un dj ...che ha un papà banchiere

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