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  1. #931
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    14.11.13 | 00:00

    Cueveros creò un"banca centrale del dollaro blue" per mandare denaro all'esterno



    Il gran mal di testa che oggigiorno hanno i cambiavaluta e cueveros che realizzano operazioni di bonifichi nell'esterno, e per ende che tirano fuori o versano all'Argentina denaro non dichiarato, sono i banche corrispondenti che operano nel sistema bancario mondiale e che oggi stanno alla pesca di persone o entità che maneggiano fondi di terzi e non sono regolati, come è il caso delle grotte.

    Con crescenti difficoltà in questo senso, come fanno allora per trasferire esternamente denaro del circuito legale a conti dello straniero Armarono quello che loro stessi denominano unclearing groncho di cambisti, dove compensano tra le principali finanziatrici del mercato parallelo. Molti cueveros, stufi del gioco del gatto e del topo, decisero direttamente attraversare ai suoi clienti.



    Sospetti

    Il fondo del problema per le grandi banche è che i cueveros è entità di alto rischio: non essendo regolati e maneggiare fondi di terzi, il denaro può appartenere o essere originato in delitti complessi, già sia narcotraffico, corruzione o tratta di persone.

    Sebbene è certo che ci sono casi di operatori che prendono molte riscossioni su chi i suoi clienti sono e di che cosa vivono, con un'operatoria tanto ordinata come seria, molti altri fanno la famosa tecnica dalle tre scimmie: non vedono, non ascoltano, non parlano. In conseguenza, tanto le banche straniere come i suoi corrispondenti anche dell'esterno stanno in vigilanza permanente e quando li scoprono, chiudono immediatamente i conti. In vari casi, perfino, si è arrivato a congelare i fondi col chiaro danno per le grotte ed i suoi clienti.

    Sembra un gioco permanente del gatto e del topo. I principali cambiavaluta del commercio del dollaro parallelo devono continuare ad aprire nuovi conti in distinte banche dell'esterno, man mano che gli altri li vanno via chiudendo per i controlli di riciclaggio di denaro sporco, in un gioco che finisce quando non c'è oramai banca che apra loro conto alcuna.




    Attraversando clienti

    Ma come funziona questo incrocio di clienti che idearono le grotte? A chi necessita portare denaro gli passano le istruzioni di bonifico di un altro cliente che deve portarlo, numero di conto, nome e direzione,; ed il denaro cash che lasciò loro quello che deve portarlo glielo consegna, una volta che è confermato che girò, al che lo deve portare. Ovviamente, scontate le commissioni di entrambi i lati.



    Nella City abitante di Buenos Aires confermano che questo sistema del clearing groncho li risolve radicalmente il problema con le banche. Indubbiamente in questioni di confidenza il tema è più delicato, perché l'istruzione di bonifico di un cliente può finire in mani di chiunque: un nemico commerciale, qualcuno con chi mantiene una lite o, peggiore ancora, qualcuno che sia relazionato con commerci illeciti.

    Cioè, finisce c'essendo un sciame di istruzioni di bonifico di clienti che vanno e vengono, dove se l'incrocia a Signora Rosa, pensionata con 85 anni che gli lasciò il suo conto in Svizzera suo defunto marito, col nuovo ricco che nessuno sa, ma sospettano, come originò la sua fortuna; così pure quella del sessantenne professionale ed avvocato con quella di suo ex genero con chi sua figlia mantiene un accanito giudizio per la divisione di beni.



    Facendo i lbigodino

    Il commercio di portare e portare esternamente denaro dello straniero del circuito legale muove attorno ad u$s 20 milioni giornalieri nel nostro paese e lascia un guadagno del 3 percento che equivale ad un totale u$s 600.000 per giorno che si spartiscono tra i principali players del mercato parallelo.

    Oggi portare argento esce fuori 1 percento. Portare denaro, quello che si chiama nel gergoscambio, arriva al 4 percento. Quello 3 percento di differenza è il guadagno dell'intermediario. Si osserva che è tanto caro portare per la gran domanda che credano tutti quelli che stanno facendo ilbigodino, approfittando della breccia tra il dollaro ufficiale ed il parallelo.

    I biglietti escono per il BCRA al tasso di cambio ufficiale e dopo ritornano per il sistema marginale, facendosi una differenza di tra il 38 percento ed il 66 percento.

    Quando comprano biglietti per importazioni trote guadagnano la maggiore differenza. Quando lo fanno per PayPal, vendita di pacchetti turistici o per qualche altro meccanismo via carta di credito che paghi il 20 percento di sovraccarico di AFIP, l'utilità discende al 38 percento, differenzia tra il dollaro biglietto di $7,18 ed il blue di $9,90, benché dopo debbano pagare i pedaggi corrispondenti che, in certi casi, implica essere soci del commercio, col 50 percento ogni parte.


    ...

  4. #934

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    ... un oggetto misterioso ...

    per Carlos Tórtora • 27/05/2015 •

    Scioli e la sindrome di Stoccolma




    Già un anno fa e mezzo e per evitare che CFK lo marginasse della corsa presidenziale per i suoi permanenti tentativi di differenziarsi da lei, Daniel Scioli decise di optare per la strada contraria: farsi cristinista ortodosso. Circondato per un schema di potere ostile, rinunciò allora ad ogni resistenza e si mimetizzò col suo cuestionadores.

    La sindrome di Stoccolma è una reazione psicologica nel che la vittima di un sequestro, violazione o ritenzione contro la sua volontà, sviluppa una relazione di complicità e di un forte vincolo affettivo con chi l'ha sequestrata. Principalmente si deve a che fraintendono l'assenza di violenza contro la sua persona come un atto di umanità da parte del sequestratore. Le vittime che sperimentano la sindrome mostrano tipicamente due tipi a reazione davanti alla situazione: da un lato, hanno sentimenti positivi verso i suoi sequestratori. mentre, d'altra parte, mostrano paura ed ira contro le autorità poliziesche. Contemporaneamente, i propri sequestratori mostrano sentimenti positivi verso gli ostaggi.



    Praticando una versione politica della sindrome di Stoccolma, l'ex motonauta ottenne il suo obiettivo: trasformarsi nel candidato presidenziale numero una della Casa Rosata. Attualmente, parlano bene di lui Carlos Kunkel, Diana Conti, Eduardo "Wado" di Pedro, Aníbal Fernández, etc.




    ... mondo KAPPA ...


    Ora, con la possibilità di un trionfo in primo giro, i problemi di Scioli incominciano a diversificarsi: oramai non si può pensare solo come candidato ma anche come eventuale presidente tra sei mesi.

    È certo che il presidente non smette di fargli sentire il rigore. Per esempio, fu il suo rivale Florencio Randazzo e non egli chi apparve per farsi foto col conquistatore Juan Manuel Urtubey e Jorge Capitanich nel Chaco. È ovvio che il governo tenta che il Ministro di Interno e Trasporto levante nelle inchieste, affinché nel PASO del 9 di agosto la differenza tra questo ed il governatore sia minima. La realtà è che la maggior parte degli intervistatori considera che il vantaggio di Scioli su Randazzo è troppo grande come per rimpicciolirsi in tanto poco tempo. Col risultato che il risultato delle primarie sia scontato.

    Ciò spiega anche perché il presidente, paurosa che il suo candidato ostaggio prenda volo, non lascia passare l'occasione di segnare che ella continuerà ad essere la capa, senza importare chi la succeda. Nel suo discorso del 25 di maggio, Lei autodefinió come "capa" del movimento, un titolo poco usato nella sua lunga traiettoria retorica. In questo modo, Cristina incominciò ad imbiancare un schema di potere simile al quale diresse brevemente durante il ritorno di Juan domingo Perón al paese. Mentre furono presidenti Héctor Cámpora e Raúl Lastiri, l'autorità suprema l'esercitava da Gaspar Campos il capo del Movimento.

    Da questa direzione, Cristina lasciò già indubbiamente in Axel Kicillof continuerà ad essere ministro di economia di Scioli, in caso che questo guadagni. Tornò così a manifestare nuovamente la sindrome di Stoccolma e non sperò di chiarire che per lui Kicillof è insostituibile, senza misurare che i mercati aspettano esattamente il contrario.

    Ci fu immediatamente un secondo passo che indicò che il cristinismo sta accelerando la formazione del suo quarto governo. La funzionerebbe giudiziale di maggiore adesione all'oficialismo, la Procuratrice Alejandra Gils Carbó, chiarì che in nessun modo pensa di rinunciare in dicembre, poiché conta su stabilità nel suo mandato.

    Inoltre spiegò senza alterarsi che la sua funzione è molto tecnica e che ella mantiene distanza col governo, al punto che stette a beneficio del procedimento di Amato Boudou. Come una versione, nelle prossime settimane, le altre figure del governo che contano su mandati che superano il 10 di dicembre, il presidente della Banca Centrale, Alejandro Vanoli, il Direttore dell'AFIP, Ricardo Echegaray, ed il Direttore dell'UIF, José Sbatella, farebbero dichiarazioni molto simili a quelle di Gils Carbó.


    Il caso di Echegaray è particolarmente spinoso per Scioli, perché è incriminato per atti di corruzione in varie cause. È più, per oscillare l'effetto politico che avrebbe la salita di questo ultima di precandidato a candidato, distinti operatori presidenziali lascerebbero trascendere nomi di futuri ministri di diverse aree, facendo capire che il gabinetto si sta armando da "il movimento" e che l'eventuale futuro presidente sarà appena l'esecutore di un mandato superiore. In questo senso, un'altra volta, il presidente incorre in un'ovvia contraddizione: ella normalmente ripete - e lo fece dietro giorni - che è il presidente a partire dal 2003 quello che dirige la politica economica e non il ministro di economia. Ma nel caso della gestione Scioli non sarebbe nessuno dei due.



    Un enigma che si esaurisce

    Come era di aspettarsi, dall'opposizione incominciarono le critiche contro il progetto di continuità integrale del kirchnerismo. Legislatori oppositori discussero questa fine settimana a Gils Carbó, per affermare alla stampa che rimarrà nel carico oltre il cambiamento di governo in dicembre e coincisero in che la strada per separarla dal carico è attraverso un giudizio politico.

    "Ella ha una stabilità che la Costituzione Nazionale non gliela dà, bensì la legge del Ministero Pubblico. Quella che sta nella Costituzione è la stabilità dei giudici", disse a Clarino il senatore radicale Mario Cimadevilla, ex membro del Consiglio della Magistratura.

    "È tradizione che con un cambiamento di governo il procuratore rinunci o gli chiedano la rinuncia", espresse la deputata del Pro Laura Alonso, integrante della commissione di Giudizio Politico, dove ella decide di presentare nuove domande di rimozione della procuratrice a partire dalle sue recenti affermazioni davanti ai deputati a proposito del progetto di implementazione della riforma processuale prigione.

    Queste prime reazioni abbozzano quale la situazione potrebbe essere al 10 di dicembre. L'opposizione di opporrebbe alla continuità massiccia dei funzionari K nel potere e Scioli, se come presidente continua sotto la sindrome di Stoccolma, darebbe la ragione a CFK ed il suo gruppo, assumendo così l'enorme costo di incominciare la sua gestione profilandosi come un presidente burattino.

    L'altra alternativa è che, se guadagna, il governatore incominci a tentare di abbandonare la sindrome e cerchi costruire suo proprio potere presidenziale. In quello caso, si aprirebbe nel peronismo un scisma di difficile prognosi. A differenza di per esempio Carlos Menem ed Eduardo Duhalde, il kirchnerismo riuscì con successo a costruire un apparato parastatale composto per multimedios, forze di scontro, gruppi impresari ed organizzazioni sociali che possono fare tremare a qualunque governo, e perfino farlo cadere.

    L'enigma di Scioli è probabile che duri più alcuni mesi, prendendo in considerazione il suo stile tiempista. La differenza con la tappa che sta finendo è che fino ad ora, con la sua adesione incondizionata al governo nazionale, cercò e sta riuscendo il suo obiettivo: essere candidato.


    A partire da che lo riesca, il suo incondicionalidad gli passerebbe a giocare in contro e fino a potrebbe darsi il caso, tenendo in conto la virulenza del kirchnerismo che arrivi al 10 di dicembre consunto e seminando dubbi sul suo futuro nel potere. In questo punto ci sono fino a commenti che parlano di post-sciolismo. Uno degli stessi lo fece recentemente in una riunione sociale Julio di Vido affermando che Scioli sarebbe non presidente più di un anno e che dopo rinuncierebbe per fare la strada ad una nuova elezione presidenziale e che ritorni Cristina.

    Carlos Tórtora


    ...

  5. #935
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    Have a nice day
    Marchino

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  6. #936

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    Maurino vorrai dire
    Marco ho scritto is the same as Marchino
    Have a nice evening,are you jealous?

  7. #937

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    Per Juan Diego Wasilevsky

    mercoledì 27 di Maggio di 2015 07:01:00


    Gira il "effetto cannello": le questioni ed imprese prendono precauzioni davanti all'eventuale unificazione del dollaro


    27-05-2015 rimane meno per le elezioni e l'anticipo di alcuni candidati di eliminare il ceppo al dollaro ed avanzare nell'unificazione del mercato cambiario ha fatto che il settore privato anticipi a quello che potrebbe venire. Biglietti verdi, pacchetti turistici, auto, soia ed input, parte dell'amarrocamiento



    Poche elezioni, da quando il kirchnerismo sta nel centro del potere, hanno generato tante aspettative come quella di ottobre.


    Logicamente i dirigenti di imprese hanno un occhio messo nelle difficoltà per fare commerci che vengono da lontano trascinamento, tali come quella salga di costi, la caduta del rendimento, l'alta pressione impositiva, il deterioramento della competitività cambiaria ed il forte interventismo dello Stato.


    Ma hanno anche la vista messa nello scenario post ottobre. Per incominciare, c'è un certo consenso rispetto a che la nuova figura politica che prenda le redini del Dirigente avrà un profilo più "market friendly", quello che deriverebbe nell'arrivo di più investimenti ed in un miglioramento nel clima di commerci.


    In realtà, fino allo stesso precandidato del FpV, Daniel Scioli, è visto per gli analisti come più amichevole col settore finanziario.


    Tuttavia, uno dei fattori che più preoccupa nell'ambito impresario è la strada che decida di prendere il futuro Governo di fronte ad un aspetto cruciale come lo è il tasso di cambio.



    Mauricio Macri o Sergio Massa, per esempio, hanno smesso già in chiaro il suo intensiones di avanzare con un sollevamento del "ceppo."

    Dato che una decisione di questa indole si tradursi in una perdita accelerata delle riserve, di non mediare previamente un accomodamento al rialzo nel valore del dollaro, c'è construído un certo livello di consenso tra analisti rispetto ad una futura unificazione del mercato cambiario.




    Così è come l'aspettativa è sistemata nella velocità e l'intensità con la quale si porti a termine quello compito.

    Tuttavia, indipendentemente della "linea di rotta" che prenda il futuro Governo, l'analisi che tracciano consulenti private e banche lascia all'aperto che nel mercato aspettano un sinceramiento del tasso di cambio.



    Secondo la pubblicazione Focus Economics-che raccoglie le proiezioni di una trentina di entità - la valore media per il dollaro verso fini di dicembre si avvicinerà ai $10,7, quello che implicherà una svalutazione del 21 percento in pochi mesi.




    Così è come questo clima di "pax cambiario" che si è incaricato di fortificare Alejandro Vanoli-della mano dei "dollari cinesi", le collocazioni di buoni e l'emissione di YPF - è lontano da essere visto come durevole nel tempo.

    "In ogni ramo di attività, le imprese non sono altrui al cambiamento di contesto che Lei avecina. E per quel motivo è che molte stanno cercando la forma di coprirsi, affermò Miguel Ponce, direttore del Centro di Studi per il Commercio Esterno.



    Nella memoria del direttivo assaggio profondo il ricordo che lasciò la fallita svalutazione di gennaio di 2014. "Fallita" perché gliela implementò-in parte - per cercare di dotare all'economia di una maggiore competitività ma, dopo otto mesi, si era perso già tutto quello vantaggio cambiario.


    Questo si dovette a che il brusco deprezzamento finì fogoneando l'inflazione e quelle materie prime-legate diretta o indirettamente al valore del dollaro - finirono soffrendo un salto di prezzi, quello che colpì anche più il colpito rendimento delle imprese.


    Questo succedè con input sensibili come rivesti, pitture o plastiche, così come con materiali per la costruzione, macchine e scorte.


    Con questo antecedente e con le proiezioni cambiarie per i prossimi mesi sul tavolo, più imprese scommettono su farsi di un "cannello" di input, di modo di preservare il capitale, specialmente in momenti in che non possono acquisire dollari per la via legale.



    Il campo, "termometro" delle aspettative

    Come nell'industria vitivinícola i negozianti di vini piantano fiori all'inizio di una fila di vigneti per anticipare l'arrivo di una piaga-dato che sono i fiori le primi a soccombere -, nell'economia sono i produttori rurali quelli che segnano il polso dei cambiamenti di aspettative.


    La ritenzione di grani, tanto resistita per il Governo, sta all'ordine del giorno. Ed ubbidisce ad un curvo che combina tre fattori: forte caduta del prezzo internazionale, superiore al 30 percento in appena un anno, ritardo cambiario e prospettive di una futura correzione.


    Questo spinse a più ruralistas a "intubare" il raccolto, nell'attesa di una migliore equazione finanziaria.



    Prova di ciò è che il volume di soia spacciata per i produttori alle grandi esportatrici equivale appena a vicino al 20 percento della produzione totale.

    Anni anteriori, come in 2008, a questa stessa altezza si era commercializzato già quasi il 40 percento di tutto il raccolto.




    Secondo l'analista della Borsa di Commercio di Rosario, Julio Calzata, "molti produttori stanno aspettando modificazioni nel valore del dollaro. Ci sono per quel motivo settori che cercano mantenere la mercanzia fino a finale di anno nell'attesa di potere vedere con maggiore chiarezza la nuova politica cambiaria."

    E questa decisione di scommettere su quello che la propria Cristina Kirchner definì come la strategia del "cannello", è condivisa-con particolarità e con certe difficoltà - per altri settori dell'economia.




    Per Ponce, dato che "tutte le imprese industriali utilizzano almeno un input importato per completare i suoi processi produttivi, diventa vitale prendere qualche tipo di precauzione."


    Davanti alla previsione di un'eventuale unificazione del mercato del dollaro, come i produttori mantengono grani ci sono vari settori industriali nei quali si osservano già movimenti "preventivi."


    La chiave è tentare di farsi di un "cochón" di input o materie prime che, in generale, hanno valori legati all'evoluzione del tasso di cambio.

    Uno dei rami di attività dove si osserva questo comportamento è in quello di linea bianca, specialmente in momenti in che ci sono imprese che - dopo di un duro 2014 - stanno sperimentando Ora un aumento della domanda della mano dell'iniziativa ufficiale 12.


    Dalla camera che nuclea ai principali fabbricanti, uno dei suoi portavoci ricordò che "in 2014, dietro la svalutazione, i prezzi di alcuni materie prime si precipitarono 30 percento o 40 percento in pesi. L'obiettivo, per molti fabbricanti è evitare che si ripeta quella situazione."


    "Per anni si disse che l'inventario era capitale immobilizzato, ma oggi è la migliore forma che ha un industriale per coprirsi, più pure tenendo in conto che il prezzo del biglietto verde ufficiale rimarrà nel freezer fino alle elezioni", aggiunse il dirigente, che chiese stretto off the record.

    Questo freezer, sommato ad un possibile accomodamento post elettorale, fa che gli impresari vedano come un commercio molto buono "intubare" oggi a dollaro economico per dopo rivendere ad un tasso di cambio più caro.


    Tra i fabbricanti di gelataie, lavatrici o impianti di condizionamento, quello che comanda è tentare di anticipare l'acquisto di input o componenti chiave.
    Molti di essi, come le plaquetas elettroniche o i motori sono 100 percento importati, in modo che la sua disponibilità è complessa e dipende dal "catenaccio" ufficiale.




    Pertanto, "di quello che più si sta facendo inventario è di materiali che si prodursi nel paese ma con valori fagotti al dollaro, come pitture, lastre o plastiche."




    Nel caso di prodotti di bassa tecnologia, come le cucine a gas, gli stessi possono rappresentare il 35 percento del costo totale di produzione.
    In quello che riguarda a squadre di più valore aggregato-come un lavatrici -, questi materiali possono equivalere al 20 percento.



    Come spiegò il dirigente ad iProfesional, "i fornitori fatturano questi input in pesi ma fanno il calcolo in funzione del tasso di cambio del giorno. Se danno un o due settimane di termine per concretare l'acquisto, allora il prezzo rimane aperto fino a che si cancelli."



    Questo lascia in chiaro come, a dispetto del cannello, qualunque correzione che soffra il dollaro finirà stringendo verso l'alto il valore delle materie prime.




    Anche gli individui "intubano"

    Come i produttori rurali mantengono il suo raccolto e gli industriali tentano di farsi di stock, sempre di più argentini cercano ricevuta in uno dei rifugi che meglio conosce: il biglietto verde.


    Recentemente, l'ex presidentessa del BCRA, Mercedes Marcò del Pont, tornò ad infiammare l'animo della polemica assicurando che "il risparmio in dollari è un fattore destabilizzatore."


    Le sue dichiarazioni hanno luogo in momenti in cui la vendita di valute si sbriga e viene da segnare successive récords mensili.


    Da quando Lei flexibilizara parzialmente il ceppo, alla fine di gennaio di 2014, il Governo dovette rassegnare u$s5.200 milioni. Di quello totale, vicino ad u$s2.000 milioni, 40 percento, corrispondono solo ai primi quattro mesi di 2015 (vedere quadro).





    Per analisti, tra i fattori che fogonean la domanda di biglietti verdi intagliano con forza le aspettative, specialmente dopo delle dichiarazioni dei precandidatos sul sollevamento del ceppo ed il crescente rischio che sopravvenga una svalutazione.

    In momenti in cui la breccia tra l'ufficiale ed il blue toccava il 100 percento, il "furore" tra questioni era fare la bicicletta, cioè, comprare valute nel mercato legale per dopo rivenderli nell'informale e farsi di una differenza.


    Tuttavia, dietro la diminuzione del "gap", gli analisti osservano che la domanda attraverso lo sportello dell'AFIP segue in costante crescita perché attualmente quella che sta prevalendo è la percezione che la calma non può essere duratura dietro il cambiamento di Governo, quello che induce alla compulsione per "intubare" più biglietti verdi, anche se l'arbitraggio col blue non sia tanto attraente come prima.




    Cioè, la crescita della domanda non è legato unicamente ad un commercio finanziario di breve termine ma ogni volta influisce più la possibilità di copertura davanti ad un eventuale scenario di svalutazione brusca.


    Anticipare acquisti, un altro comportamento difensivo
    La reazione delle questioni, davanti ad una possibile alterazione nel piano cambiario, non è solo legata ad una strategia di "ricevuta" del capitale.

    In molti casi, l'atteggiamento speculativo consiste in tentare di anticipare consumi ed approfittare della congiuntura, anticipando così al rischio che dopo un salto del dollaro ostacoli l'accesso ad un bene o servizio.

    Questo spiega la tendenza per la quale più argentini ora optano per fare turismo internazionale e si riedita un "revival" nell'acquisizione di pacchetti.

    L'anno elettorale ostacola al Governo avanzare in una correzione del biglietto verde. Questo è visto per le questioni come una sorta di "sicuro di cambiamento" fino alle elezioni. Così, molti sfruttano per concretare oggi quello che non sanno se potranno pagare domani.

    Dall'Associazione di Viaggi, off the record, ammisero che per molti argentini la possibilità di contrattare oggi e cancellare in pesi - in un scenario in ritardo cambiario -, funziona come un incentivo e spinge alle questioni a chiudere operazioni.

    Indubbiamente l'acquisto di pacchetti e passaggi rivela appena uno dei visi di questo fenomeno. Il superamento di consumo va più in là e raggiunge anche i 0Km.

    Dietro la svalutazione di gennaio di 2014, i prezzi delle auto più spacciate si precipitarono più di un 50 percento, con alcuni modelli che arrivarono a raccomandarsi fino ad un 70 percento.

    Questo si deve a che vicino alla metà delle auto commercializzate sono importati - maggioritariamente del Brasile e Messico -, mentre quelli che sono di produzione nazionale si fabbricano con una media del 70 percento di autopartes portato dell'esterno. Cioè che l'industria è completamente legata all'evoluzione del biglietto verde.

    Ora, con un tasso di cambio stabile, portali su di prezzi dei 0Km tesero a contenersi. Se a questo si sommano i miglioramenti nelle rimunerazioni, allora lo scenario attuale segna un recupero del potere di acquisto.

    Dalla consultivo Abeceb riconoscono che, davanti alla brutta esperienza che lasciò la svalutazione previa, è più argentini interessati in anticipare operazioni" di modo di evitare altro possibile salto nelle quotazioni dietro i comizi.

    I crediti a tassi molto bassi - perfino sotto l'inflazione che stanno offrendo terminali e concessionarie per pagamenti in quote ed in pesi - contribuiscono a questo cambiamento di tendenza.

    L'avidità per anticipare consumi fa che, secondo l'analista Gonzalo Dalmasso, "òe auto di marche generalistas che arrivano dell'esterno si vendano molto bene. In realtà, ci sono modelli nei quali la domanda supera per molto all'offerta."


    Il problema è che questa maggiore ansietà da parte degli argentini per farsi di un 0Km sbatte contro i problemi che attraversa l'industria automotrice che è diretta per un sistema di quote che limita la consegna di dollari, quello che aggravò il mancante di stock.

    "Nel paese abbiamo un problema di offerta e non di domanda", segnala un dirigente di una firma giapponese che aggrega che "se ci fossero più veicoli disponibili il piano di patentamientos potrebbe migliorare."


    Per il momento, la forma in cui i concessionari di alcuni marche trovarono per fare valere il poco stock che è è non rispettando i prezzi "suggeriti" per le terminale, come viene succedendo con alcuni agenzie che riscuotono più fino ad un 15 percento per le unità con consegna immediata.


    Come si osserva, dopo dell'amara esperienza che lasciò la svalutazione di 2014, in distinti rami di attività stanno cercando la forma di preservare suo capitale e così è come, con differenti sfumature e strategie, il "effetto cannello" si va imponendo nell'agenda impresaria e delle questioni di fronte alle elezioni.




    ...

  8. #938

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    Come potete osservare - a parte le faccine - mantengo un ostinato riserbo.
    Moniq di quale materiale parlavi per Roma? Quello che penso io?

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    Al Parlamento serbo Sergio Mattarella diventa "Giorgio Mortadela" - Esteri - Libero Quotidiano


    Al Parlamento serbo Sergio Mattarella diventa "Giorgio Mortadela"


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