Il fiscal compact? Uno show a livello propagandistico. L'intervista a Ernesto PreatoniSabato, 19 maggio 2012 - 13:10:00

Il vero problema dell'Italia rimane il debito pubblico che è di circa duemila miliardi di euro. Molti lettori, dopo l'intervento di Ernesto Preatoni a "Servizio pubblico" di Santoro, hanno chiesto di poter vedere i calcoli fatti durante la trasmissione tv, per comprendere per quali motivi il rigore non è applicabile. Le sue teorie, lanciate dalle pagine di Affaritaliani.it, sono sempre più discusse e al centro del dibattito. In una delle ormai famose conversazioni tra Preatoni e il direttore di Affari, Angelo Maria Perrino, l'imprenditore spiega le ragioni e le soluzioni per uscire dalla crisi

Di Angelo Maria Perrino


Preatoni lei dove si trova in questo momento?
Sono a Ekaterinburg, all'inizio della Siberia.

Diversi lettori ci hanno chiesto di poter vedere per iscritto i calcoli che lei ha fatto durante la trasmissione Servizio pubblico di Michele Santoro, per comprendere per quali motivi il rigore non è applicabile...
Partiamo dal debito pubblico italiano che è di circa duemila miliardi di euro e che è il vero problema del Paese, come tra poco dimostreremo.

L'avanzo primario (i conti cioè dello Stato prima degli interessi da pagare sul debito pubblico) è positivo per il 2 per mille. In sostanza è come se fosse in pareggio. Il tasso di interesse medio che in questo momento si applica sul debito italiano è mediamente del 4,5%. Questo vuol dire quindi che l'Italia deve pagare 90 miliardi di interessi passivi (4,5 % di 2000 miliardi).


Ma non abbiamo risolto questo problema con il fiscal compact?
Il fiscal compact (l'accordo che prevede una riduzione del 5% annuo del debito pubblico obbligherebbe l'Italia a un ulteriore risparmio di 100 miliardi di euro (5% di 2000). In totale quindi 190 miliardi che l'Italia dovrebbe mettere sul piatto ogni anno per rispettare gli accordi comunitari!!!

E la manovra del governo non va in questa direzione?
La manovra di Monti tanto contestata è una manovra tra 21 e 24 miliardi di euro. Come è possibile pensare di imporre una manovra da 190 miliardi quando siamo in crisi per una manovra da 21-24. Inoltre se anche fosse realizzabile sul piano sociale nella realtà saremmo obbligati a trasferire dalla ricchezza dei cittadini allo Stato più del 3% l'anno di quello che possediamo. La ricchezza degli italiani è infatti valutata tra i 6-7mila miliardi: è facile vedere che 200 miliardi su 6-7mila miliardi sono il 3%. E' chiaramente improponibile. A questo aggiungiamo il fatto che di fronte a manovre di questo genere la ricchezza degli italiani è destinata assolutamente a diminuire. Pochi infatti sono disposti a fare acquisti, mentre la gran parte vogliono vendere. E questo non può che avere un effetto deprimente sui valori.

Quindi la sua valutazione finale qual è?
Se vogliamo rilanciare la crescita e l'occupazione dobbiamo rilanciare gli investimenti. In questa situazione sarà molto difficile convincere italiani e stranieri a fare sensibili investimenti nel nostro Paese. Negli ultimi quattro anni infatti gli investimenti sono scesi globalmente di circa il 15%. Mi viene da chiedere: ma quando hanno firmato il fiscal compact non c'è stato nessuno che ha fatto questi conti? O forse è stato semplicemente uno show a livello propagandistico.
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