l'acqua,un bisogno,non un diritto - Pagina 22
Recessione e nuovo record debito, le previsioni di Mazziero per l’Italia. Occhio a pressioni su Btp e spread
Italia verso una recessione nella seconda parte dell'anno. Dopo un trimestre di Pil negativo l'economia tricolore potrebbe vederne un altro anch’esso di segno meno, entrando così in quella che viene …
M&A a Wall Street: Broadcom acquista VMware per 61 miliardi di dollari
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S&P 500 e lo spauracchio Bear Market: analisi dei precedenti mercati ribassisti e le strategie per affrontare al meglio l’Orso
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  1. #211

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    Lo shopping di Chiamparino, la nostra acqua come “segmento di mercato”
    Proprio così: la nostra acqua, quella aggiudicata alla società Acqua potabili Siciliane, controllata indirettamente anche dal sindaco di Torino, viene definita in un articolo de “La stampa” come un”segmento di mercato”, un’appendice di un grande gruppo che a sua volta entra nel gioco del mercato finanziario come pedina di giochi ancora più grandi.

    In pratica, la società Amiat, che gestisce la raccolta dei rifiuti a Torino, ed è controllata da quel Comune, si vuole rafforzare, per motivi di cui, a noi cittadini della provincia di Palermo, non ce ne frega sinceramente niente.

    E allora che farà? Secondo l’autorevole giornale torinese, acquisterà da Iride (a sua volta pure essa compartecipata dal Comune di Torino) il 30% di Acque potabili; la quale, per inciso, detiene la maggioranza delle azioni di APS: ma nessun cittadino della Provincia di Palermo, utente del servizio idrico, sarà consultato su questa cessione.

    In seguito, la società della munnizza di Torino si fonderà con la stessa Acque Potabili, ormai sotto il suo controllo, senza più ostacoli derivanti da partecipazioni genovesi. Anche su questo nutriamo seri dubbi che verrà chiesto il parere dei cittadini di Palermo, comune che vuole svendere la propria acqua ad APS (controllata da Acqua potabili, oggetto del giochino, tanto per ricordare), e neppure saranno consultati i cittadini di Caccamo, di Alimena e di San Mauro Castelverde che pagano già cara e salata l’acqua privatizzata. Difficilmente, infine temiamo, sarà richiesto ai cittadini di Pollina se ritengono che queste manovre finanziarie potranno limitare i disservizi che si verificano da quando le reti e gli impianti del Comune sono stati consegnati alla società liguro (ancora per poco?) - piemontese.

    Infine il piano prevederebbe l’acquisizione, da parte del nuovo mostro finanziario appena creato, di Iride servizi. E successiva fusione anche con questa società.

    A questo punto il capolavoro di ingegno, che in un paese civile dovrebbe portare dritto in galera o in manicomio criminale il suo ideatore: Chiamparino rivende sul mercato le azioni di Acque potabili ormai divenute superflue per il suo controllo, ed il suo Comune ci lucra circa 130 milioni di Euro.

    La nostra acqua, quindi, potrebbe finire in parte alla società della munnizza torinese, ed il resto spezzettata in quote acquistate nel libero mercato da petrolieri arabi, gangster russi o evasori fiscali padani.

    Ma pure su questo dettaglio finale, nell’ottica del neoliberismo ormai luce e faro anche di molti leader del cetrosinistra, difficilmente ci sarà voce in capitolo per i cittadini della provincia di Palermo: noi siamo solo un “segmento di mercato”.

    E se qualche Sindaco della provincia, come quello di Castelbuono, che ha dichiarato che l’opposizione alla consegna delle reti ai privati è una presa in giro, e che bisogna invece “governare i processi”, dovesse chiedere notizie sulla realizzazione della rete idrica del suo paese, riceverà la risposta: “taci, è il mercato, bellezza!” (in dialetto piemontese).

  2. #212

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    questo per dirvi di quello che bolle in pentola....e solo io vi posso postare ste cose......tempo a tempo e sto titolo grazie al chiampa tornera' sui 5 euro....ma calma e gesso.

  3. #213

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    ed infatti dovete tacere siciliani di m.e.r.da.....pagate le bollette e non rompete i marroni....giusto e' il mercato.....cosa caz.z.o me ne frega delle bollette..che andassero a 2 euro al metro cubo...l'acqua se deve paga',palermitano e sbrigati a farlo.....e voi pe.zz.i di ******* del forum dove ca.z.zo siete??

  4. #214

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    parlate parlate e non dite un ca.z.zo....ma documentatevi,leggete informatevi telefonate.....non fate un ca.z.zo......vi do' un consiglio....domani vendete..poveri fessi che c'e' gia' chi se le compra....ah non vendete???e allora muti e buoni e armatevi di santa pazienza....prima o poi si passa all'incasso.

  5. #215
    L'avatar di uptrendup
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    Citazione Originariamente Scritto da logoroic Visualizza Messaggio
    siam diventati tanti, all'improvviso


    speriamo sia di buon auspicio
    ..Più che tanti è questo selvacatena che scrive per 10

    ciao Logo

  6. #216

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    ma almeno scrive cose sensate o comunque notizie e non come gli altri che scrivono tanto per...ad maiora selva catena!!!

  7. #217
    L'avatar di patton
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    "Un referendum sulla discarica"
    La proposta scatena la reazione della presidente di circoscrizione Bragantini: "Esito scontato se vota tutta la città". Chiamparino e la proroga di Basse di Stura: parola ai torinesi
    di Erica Di Blasi

    Sergio Chiamparino«PER decidere se chiudere o meno la discarica di Basse di Stura, una volta raccolti dei dati di partenza, si può indire un referendum esteso a tutta la città». L’idea di una consultazione circoscrizione per circoscrizione arriva dal sindaco Sergio Chiamparino.

    «Ma sia chiaro — avverte — non sarà uno strumento vincolante: la decisione finale
    sarà presa dall’amministrazione, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Non si tratta tratterà comunque di un referendum del tipo «favorevole o contrario a tenere aperta la discarica»: penso a un documento più complesso volto soprattutto a informare la cittadinanza sulle conseguenze della chiusura di Basse di Stura».

    Una prima stima dell’Ato indica infatti «un mancato introito di 20 milioni e un aumento medio della Tarsu di 40». «I torinesi devono rendersi conto — sottolinea ancora il sindaco — che non si tratta di rispettare o meno gli impegni presi. Sono disponibile a chiudere Basse di Stura come previstoentro dicembre del 2009, ma non tutte le scelte sono a costo zero: l’amministrazione per compensare la perdita sarà costretta ad aumentare la Tarsu o una tassa diversa: in alternativa rimane solo una riduzione dei servizi. E dietro, ci sarebbe la discarica di Basse di Stura, paragonabile a un’azienda che ha un prodotto, ma non lo sfrutta. Un peccato. Per questo voglio sapere cosa ne pensano i cittadini».

    Propenso a tenere aperta la discarica è anche il vicesindaco Tom Dealessandri che ipotizza
    «il riempimento del cosiddetto vallone di Basse di Stura». «Lo slittamento della chiusura — precisa il vicesindaco — sarebbe solo di qualche mese. Un tempo che l’amministrazione ha il dovere di sfruttare, visti i continui slittamenti sull’inceneritore». Considerazioni che allarmano però Monica Cerutti (Sd): «Riempire il vallone si tradurrebbe in un’estensione dell’attuale discarica, da utilizzare di nuovo per un certo numero di anni, soluzione alla quale siamo nettamente contrari». Per il capogruppo del Pd Andrea Giorgis: «La scelta politica di chiudere
    Basse di Stura non è in discussione, ma è importante raccogliere tutte le informazioni sulla discarica e le prospettive di riorganizzazione».

    Intanto, sul futuro di Amiat si profilano più scenari. L’ipotesi che il sindaco ritiene più interessante è quella di far confluire l’ azienda all’interno della Sap, la Società Acque potabili controllata da Smat e Iride Acquagas e quotata in borsa. Sotto la stessa ala Amiat troverà al suo fianco Iride Servizi e Trm, la società che avrà il compito di gestire il futuro inceneritore. «E’ la soluzione più interessante — ribadisce il sindaco — ma al tempo stesso la più complicata: richiede molti passaggi e un accordo con Genova». E sulla proposta di accorpare Amiat alle 11
    aziende che si occupano della raccolta rifiuti in Provincia e che vantano un deficit di oltre 250
    milioni Chiamparino mette le mani avanti. «Prima di ipotizzare un qualsiasi consorzio —
    mette in chiaro — bisogna individuare i responsabili di questa cattiva gestione: unendo 11
    aziende malate non se ne crea una sana».
    (19 luglio 2009)

  8. #218

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    Citazione Originariamente Scritto da dott.Octopus Visualizza Messaggio
    ma almeno scrive cose sensate o comunque notizie e non come gli altri che scrivono tanto per...ad maiora selva catena!!!
    guarda chi si rivede. dott octopus alias elettroscemo alias salvacatena. cosa è successo? hai di nuovo comprato 100 azioni a 1,46 e tenti di rivenderle a 1,461?

  9. #219

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    Citazione Originariamente Scritto da selvacatena Visualizza Messaggio
    Lo shopping di Chiamparino, la nostra acqua come “segmento di mercato”
    Proprio così: la nostra acqua, quella aggiudicata alla società Acqua potabili Siciliane, controllata indirettamente anche dal sindaco di Torino, viene definita in un articolo de “La stampa” come un”segmento di mercato”, un’appendice di un grande gruppo che a sua volta entra nel gioco del mercato finanziario come pedina di giochi ancora più grandi.

    In pratica, la società Amiat, che gestisce la raccolta dei rifiuti a Torino, ed è controllata da quel Comune, si vuole rafforzare, per motivi di cui, a noi cittadini della provincia di Palermo, non ce ne frega sinceramente niente.

    E allora che farà? Secondo l’autorevole giornale torinese, acquisterà da Iride (a sua volta pure essa compartecipata dal Comune di Torino) il 30% di Acque potabili; la quale, per inciso, detiene la maggioranza delle azioni di APS: ma nessun cittadino della Provincia di Palermo, utente del servizio idrico, sarà consultato su questa cessione.

    In seguito, la società della munnizza di Torino si fonderà con la stessa Acque Potabili, ormai sotto il suo controllo, senza più ostacoli derivanti da partecipazioni genovesi. Anche su questo nutriamo seri dubbi che verrà chiesto il parere dei cittadini di Palermo, comune che vuole svendere la propria acqua ad APS (controllata da Acqua potabili, oggetto del giochino, tanto per ricordare), e neppure saranno consultati i cittadini di Caccamo, di Alimena e di San Mauro Castelverde che pagano già cara e salata l’acqua privatizzata. Difficilmente, infine temiamo, sarà richiesto ai cittadini di Pollina se ritengono che queste manovre finanziarie potranno limitare i disservizi che si verificano da quando le reti e gli impianti del Comune sono stati consegnati alla società liguro (ancora per poco?) - piemontese.

    Infine il piano prevederebbe l’acquisizione, da parte del nuovo mostro finanziario appena creato, di Iride servizi. E successiva fusione anche con questa società.

    A questo punto il capolavoro di ingegno, che in un paese civile dovrebbe portare dritto in galera o in manicomio criminale il suo ideatore: Chiamparino rivende sul mercato le azioni di Acque potabili ormai divenute superflue per il suo controllo, ed il suo Comune ci lucra circa 130 milioni di Euro.

    La nostra acqua, quindi, potrebbe finire in parte alla società della munnizza torinese, ed il resto spezzettata in quote acquistate nel libero mercato da petrolieri arabi, gangster russi o evasori fiscali padani.

    Ma pure su questo dettaglio finale, nell’ottica del neoliberismo ormai luce e faro anche di molti leader del cetrosinistra, difficilmente ci sarà voce in capitolo per i cittadini della provincia di Palermo: noi siamo solo un “segmento di mercato”.

    E se qualche Sindaco della provincia, come quello di Castelbuono, che ha dichiarato che l’opposizione alla consegna delle reti ai privati è una presa in giro, e che bisogna invece “governare i processi”, dovesse chiedere notizie sulla realizzazione della rete idrica del suo paese, riceverà la risposta: “taci, è il mercato, bellezza!” (in dialetto piemontese).
    ma perche' secondo il tuo parere dovrebbe arrivare a 5 euro!!!

  10. #220

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    per la leggedei grandi numeri.....e perche' fa comodo a chiamparino.....tengono fermo il prezzo,un motivo ci sara'!

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